Il seguente riassunto potrebbe risultare incomprensibile a tutti fuorchè ai soggetti implicati.
eccomi qua a postare sotto le pressioni dell'Hooligan (che è una femmina, anzi non lo è, tranne quando si fanno le lesbi'ate... oddio. bhe, quelle a dopo.) che sennò mi scassa Santa Zita. O cos'è tutto questo zitio, vi domanderete? Ebbene.
Tutto cominciò un giorno in cui tal giovane professoressa di corso di archeologya raccontò il seguente aneddoto: trovandosi nella chiesa di qualcosa a Lucca, girandosi per caso, notò la teca, o il serpentario, dentro la quale giaceva l'autentico corpo mummificato della santa lucchese (spiegandoci poi che le salme a Lucca tendevano alla mummificazione a causa delle quantità di piombo e di Nanni presenti nel suolo), e proruppe in un sentito:
"OHIMMENA, UN MORTOH!".
Detto ciò, ecco spiegato come mai da quel momento Santa Zita divenne per noi un idolo da visitare al più presto. Ed ecco l'occasione! Grazie ad una rivista scoprimmo infine che in questi giorni si teneva l'ufficiale mercato di Santa Zita, e, va da sè, l'occasione non poteva essere persa. Ma insomma: i santini, le foto ai pellegrini in trip, la speculazione ecclesiastica, i manifesti del PDL - assai amato a Lucca, dove, come se non bastasse, sono anche notoriamente tirchi - per non parlare dei negozi fescion che per alcuni membri del gruppo meno socialmente impegnati costituivano l'attrattiva base di questo pellegrinaggio propiziatorio.
E così, passiamo subito ad elencare le innumerevoli figure di merda che io e l'Hooligan piantammo in giro per la città, rischiando perfino di essere braccate da un fiorista in veste di toro da corrida. Ma ogni cosa a suo tempo.
Iniziamo dal viaggio in treno. Occorre sapere che alcuni piombinesi decisero che si doveva partire da Campiglia, anzichè da Piombino, perchè a Piombino ci sono le biglietterie automatiche con l'aspetto poco affidabile. Però, davo per scontato che saremmo stati comunque sullo stesso treno.
E invece, alla stazione, mentre placidamente scaldavo una panchina leggendo sul quotidiano stradiparteabbestia gli ultimi exploit pre-ballottaggio, alzo la testa un momento, mi passa il treno davanti, e vedo l'intera "mia" comitiva Santazitesca che placida mi saluta dal treno diretto a FIRENZE, per poi sfrecciare via, lasciandomi sola, al treno successivo, diretto, ovviamente, a LUCCA, alle cure amorose di Hooligan, o Bolla.
E subito cominciano le controversie.
Io (sporgendomi leggermente dal finestrino del treno e mostrando i miei capelli al vento): "Bada come so' fica."
Hooligan (tentando la stessa manovra): "Dè..."
(viene quasi falciata da un palo dell'alta tensione che passava di lì per caso, e decide di sedersi, dopo un urlo virile e una bestemmia).
(omino che tranquillamente, in bici, si appresta a fermarsi al passaggio a livello)
Io e H.: "ZAOOOOO!"
Omino (rivolgendosi alla carrozza seguente): "Andate tutti a fanculo! Oh!"
(fermi alla stazione di Terme di Qualchecosa)
Io (intonando i Litfiba): "Cosssss'è cosssssss'èèèèè, questa shenshashioneeeeh..."
H.:: "è còme un threno che mi passha déntro shensha stashioneeeeeeè.."
Io (sporgendomi dal finestrino e guardandomi intorno): "Dovvvv'è, dovvv'è-èèè... il caposhtazioneeeeee..."
Capostazione (esattamente sotto di me): "Zaoooo."
Io e H: "AAAAAARGH *beep*".
(camminando per la stazione di Lucca, i lucchesi paiono turbati dai nostri exploitS, quindi si voltano di continuo a guardare)
H.: "Oh, ma questi lucchesi, si guardano sempre il groppone?"
Io: "Dai, via, allora si fa anche noi."
(si voltano.)
(trecento persone le guardano male).
(silenzio imbarazzante)
Occorre ricordare che, cosa però certo poco importante, io e Hooligan continuavamo ad assumere dall'inizio della mattinata espressioni poco ortodosse certo etichettate come profonde malattie psichiche. Ma questo che c'entra!
(in cammino, io e Wanda guardiamo in basso verso la macchina fotografica per ombreggiare la quale stavo sfruttando l'angolazione dell'ingente seno, quando ad un tratto viene catturato lo sguardo da una serie di mosche che si aggirano sul solito punto).
Wanda: "Guarda, mosche."
Io: "Ah-ah, sì, quante."
(messa a fuoco)
(cadavere di volatile sbuzzato).
Wanda: "..."
Io: "..."
(necrofobia)
(fuga con ennesimo urlo virile della giornata)
(in un tabacchino)
Io: "Scusi, dov'è Santa Zita?"
Tabacchino: "'E' morta."
(dentro la chiesa di Santa Zita, i pellegrini passano lemmi lemmi davanti alla salma per vederla meglio faziendosi il segno della croce.)
H.: "Oh ma ci si può andà?"
Io: "Mah, non so, magari il segno della croce te lo devi fare per forza".
(passa davanti alla santa il Toffo con la testa bassa leggendo il Manifesto).
(silenzio imbarazzante)
(sempre in chiesa, davanti alla salma, ma a debita distanza perchè insomma - abbiate pazienza)
Io: "Fede, ma te lo sai perchè i lucchesi si mummificano?"
H.: "No, madonna maia*a."
(silenzio castigato)
Fioraia & Fioraio: "FIORIIIIII TRADIZIONE SANTA ZITAAAAAAAAAHHHHH!"
Io: "Allora, bisogna fare un qualche sketch per la prossima volta che lo dicono"
Hooligan propone un urlo poco virile.
Wanda acconsente.
Io: "Ma SOLO se dice Santa Zita."
Fioraia & Fioraio: "FIORI! *stop* "
H. (solo): "UNUAAAAHAAAAAAAAAAAA!"
(momento di costernazione)
Fioraia & Fioraio: "FIORIIII TRADIZIONE DI SANTA ZITAAAAAAAH" (uno ogni due secondi)
H. e io (spuntando da dietro un angolo): "YEEEEPEEEEEAAAAHHHH!!"
(Fioraio morto d'infarto)
(Hooligan fugge con fare burlesco)
(Fioraio si lancia all'inseguimento)
(Mi unisco alla fuga)
Fioraio (rivolgendosi a un'innocente): "OH, MA RAGAZZETTI, MA SE SIETE TUTTI COSI' EH?? EHHH?? ?EHHH?"
(inseguimento rocambolesco)
(di fronte alla torre delle ore)
Io "Oh, si sale sulla torre?"
H. "Ma quanto costa?"
Omino della torre: "poco, costa! via!"
(Io e Hooligan - trascinata dalla sottoscritta - paghiamo la tassa e ci incamminiamo alla chetichella su per le scale tarlate)
Seguono imitazioni del Gobbo di Notre Dame, infarti a causa dell'improvviso suonare delle campane, e altre situazioni imbarazzanti però non descrivibili.
(dal venditore di bonsai - e non dite che con Saint Zit non c'entrano nulla)
H. (al venditore): "Sì ma... io lo voglio... un po' contorto..."
(il fioraio esibisce un alberello alquanto contorto)
(Hooligan assume un'aria di sufficienza.
Venditore: "Oh, senti, io il doppio nodo non ce lo potevo fà!" (se ne va). "Oh."
Io (che da tutto il di' dicevo acaro invece di acero): "E come posso mantenere bene l'acaro?"
Venditore (il solito): "...."
In seguito, l'acaro giapponese e il *boh* furono denominati rispettivamente Stalin e Bossi per motivi che a tutt'oggi NON mi sono chiari, ma ad ogni modo, i due torneranno in seguito, rivelandosi (in ispecie Bossi) portatori di una discreta sfiga.
Dopodichè, viene per me e Hooligan, le ultime rimaste, il momento di abbandonare il virtuoso borgo; naturalmente, appena giunte alla stazione, scopriamo che il nostro treno, che coincideva già per un pelo con un altro a Pisa, è in ritardo di venticinque minuti. In paziente attesa, facciamo in tempo a renderci conto di essere attorniate da alcuni civili di dubbio gusto, con tanto di jeans con Naruti in oro (plastica) massiccio, borse di Death Note stra-fescion, e naturalmente pochettes di Nightmare Before Christmas e via dicendo. L'orda si rivela numericamente superiore di gran lunga, e ancora più chiassosa delle sottoscritte, anche perchè io e Hooligan dopo aver piacevolmente BECERATO per tutto il santo giorno eravamo ormai a corto di sketch, e di fiato.
Accennando qualche supermossa nonostante fossimo oberate da cactus e bonsai (che se la ridevano malvagiamente, i bonsai di Santa Zita, latori del castigo che la simpatica mummia stava per offrirci dopo le nostre profanazioni del federalista centro abitato), e spengendoci vicedendevolmente sigarette sui piedi, rendendoci poi conto che indubbiamente al pubblico dovevamo sembrare la nuova versione delle Tatu, fuggire dall'ottavo di Livorno dopo essere state internate per malattia mentale, saliamo sul treno infine pervenuto.
La compagnia fumettevole insiste a perseguitarci e noi, ignare, carezziamo i nostri malefici bonsai.
Arriviamo a Pisa scoprendo con gioia che possiamo ancora farcela a beccare la coincidenza, ma c'è da correre. Dunque, mi precipito giù dal treno (il tutto coi soliti pacchi floerali) con Hooligan al seguito, guardo il binario, mi lancio in avanti, mi volto indietro... e Hooligan è scomparsa. Solo un urlo si perde nel vento...
Decido che in virtù dei suoi rinomati superpoteri (ovvero l'acrocianosi e l'artrosi reumatica, e la lebbra) ha preso il sottopassaggio dalla parte opposta, e dopo alcuni secondi di tragico annaspo, corro al binario 6, così almeno potrò trattenere il controllore finchè non riesce ad arrivare anche lei. Intanto continuo a telefonarle. Vengo a sapere, appena mi risponde, a venti secondi dalla partenza del treno, che una delle nanette malefiche con pantaloncino di Trilli che avevamo accanto sul treno precedente l'ha fatta cadere a terra, rovesciandole il tutto e senza fermarsi ad aiutare. Le intimo di correre nonostante le fratture scomposte, e intanto, indicandola, imploro il controllore facendo notare che non può correre, e che si tratta di numero DIECI metri.
Il controllore, ovviamente, in accordo col sagace capotreno, volta il capo e chiude le portiere, sottraendomi, tra l'altro, il fazzoletto da naso usato che rimarrà per sempre intrappolato in quelle portiere.
Hooligan mi raggiunge e ci apprestiamo ad aspettare un'ora per il treno seguente.
Sul treno, la stanchezza ed evidentemente la fumatezza dovuta ad una intera giornata consacrata alla demenza irreversibile producono i loro frutti. Dopo aver elaborato una buona scala di rutti, scoperto come curare le emorroidi coi Polaretti Dolphin, annodato le stringe di Hooligan al bonsai (a proposito: Bossi fu messo in castigo in un angolo accanto al pattume per tutta la durata dell'attesa), spaventato i passeggeri con mosse azzardate difficili da narrare, finiti i Tuc (che avevamo già adoperato per alcune competizioni), stabilito che il cestino era prognatico e discorso di sessualità (con Hooligan che non riusciva a ricordarsi che eravamo circondate da signori di mezza età, con conseguente tono di voce), si giunse alla meta con ritardo inoccultabile. Avendo cercato per mezz'ora di aprire le porte del treno sul lato sbagliato ed essendo state aiutate da un maniaco munito di enorme neo sulla palpebra che poi ci ha seguite dal treno correndo in senso contrario alla marcia guardandoci con occhio luminescente, finalmente l'avventura si concluse.
Purtroppo non ho potuto rendere al meglio la situazione, ma come ho detto, questo riassunto è per il solo usufrutto di CHI SA (e di chi mi ha OBBLIGATO a scriverlo U_U).
bouncy
cheerful
calm
nauseated