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  <title>Hoyoku Tensho</title>
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  <description>Hoyoku Tensho - LiveJournal.com</description>
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    <title>Hoyoku Tensho</title>
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  <pubDate>Sat, 08 Aug 2009 12:36:45 GMT</pubDate>
  <title>halp!</title>
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  <description>Sono ancora io xD Ma me ne vado subito. &lt;br /&gt;Se qualcuno ha da suggerirmi un bel posto dove trovare dei simpatici layout con header personalizzabile, me lo dica. E me lo dica anche se sa se c&apos;&amp;egrave; una cazzo di maniera per cancellare velocemente un gran numero di vecchi post!</description>
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  <pubDate>Fri, 12 Jun 2009 22:18:33 GMT</pubDate>
  <title>Thanksgiving post</title>
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  <description>Ringrazio i partecipanti della prima sessione di prova dell&apos;RPG sull&apos;et&amp;agrave; Neroniana, nella fattispecie il Merlo che ci ha provato ma &amp;egrave; caduto, l&apos;Azzimondi che ce l&apos;ha fatta annusare e poi non ce l&apos;ha data, la Wanda che a mal fatica ci ha fatto sentire un odorino, e il Toffo che come sempre si &amp;egrave; rivelato il mio lighthouse keeper nella tempesta del fato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Raccomandiamo lor signori che Domenica 14 Giugno, insomma questa domenica, alle nove e mezza salvo differente specificazione, avr&amp;agrave; luogo una seconda sessione, ma questa volta non sull&apos;et&amp;agrave; Neroniana (quella la continueremo nell&apos;occasione successiva), bens&amp;igrave; su Death Note.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi fosse interessato a partecipare come sempre pu&amp;ograve; farmelo sapere in qualunque modo voglia. I personaggi gi&amp;agrave; prenotati di sicuro sono Light e L neanche slashati ma diciamocelo pure, ormai aspettiamo i bambini; Sayu e Misa sono probabili se il Merlo non cade, Ryuk e Rem pure senn&amp;ograve; a 7Cervelli lo ammazzo. Tutti gli altri sono liberi e nel caso non li voglia fare nessuno saranno coperti dai partecipanti come secondi personaggi in caso di necessit&amp;agrave; di... s&amp;igrave;, well, trama. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie insomma per questa prima sessione; chi &amp;egrave; rimasto scontento abbia pazienza, ma soprattutto abbia fiducia. Ci dovevamo pur scaldare! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A pi&amp;ugrave; roventi sessioni.</description>
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  <pubDate>Fri, 12 Jun 2009 19:35:26 GMT</pubDate>
  <title>L&apos;età Neroniana. Post pubblico per RP.</title>
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  <description>&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-large;&quot;&gt;Sessione RPG&amp;nbsp;Demente #1&lt;br /&gt;L&apos;Et&amp;agrave; Neroniana. &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Regolamento&lt;br /&gt;1)&amp;nbsp;Il post sottostante stabilisce l&apos;ambientanzione:&amp;nbsp;non &amp;egrave; ancora morto nessuno, la congiura di Pisone &amp;egrave; per&amp;ograve; in atto. Si interagisce scrivendo ciascuno la propria parte nei commenti. &lt;br /&gt;2)&amp;nbsp;Tra *asterischi in questo modo*&amp;nbsp;vanno le azioni che un personaggio fa&lt;br /&gt;3)&amp;nbsp;Prima di iniziare il commento, scrivere (IN&amp;nbsp;QUESTO&amp;nbsp;MODO)&amp;nbsp;il nome del personaggio parlante. &lt;br /&gt;4)&amp;nbsp;Per sussurrare ad una persona specificare che si sta sussurando e a chi:&amp;nbsp;chiunque tranne il DESTINATARIO&amp;nbsp;del sussurro risponder&amp;agrave; all&apos;ultimo commento lasciato ad alta voce:&amp;nbsp;soltanto il destinatario del sussurro risponde allo specifico commento del sussurro. Qualunque parte non specificata equivale ad alta voce che tutti possono sentire.&lt;br /&gt;5)&amp;nbsp;Sono ammessi voli di fantasia ma siate ganzi. &lt;br /&gt;6)&amp;nbsp;E&apos; vietato postare due commenti di fila a distanza inferiore ai due minuti.&lt;br /&gt;7)&amp;nbsp;Nessuna regola speciale per i turni: dai, via, gente... ci si arrangia alla meno peggio. Buon senso is the rule. &lt;br /&gt;8)&amp;nbsp;Se si desidera interpretare un personaggio va specificato. Sappiamo i personaggi principali chi sono... chiunque desideri farne anche un&apos;altro, dovr&amp;agrave; specificarlo scrivendo ((((in questo modo)))) che &amp;egrave; intenzionato a recitare anche lui. &lt;br /&gt;9)&amp;nbsp;I MINIMI&amp;nbsp;personaggi pi&amp;ugrave; INSIGNIFICANTI, le comparsate di un solo commento che interagiscono col VOSTRO&amp;nbsp;personaggio, potete gestirvele da voi nel solito commento. Tipo, Poppea pu&amp;ograve; interpretare una singola frase di un misero servo che le lustra la natica... ma vi pregherei di non fare commenti troppo lunghi e articolati. Abbracciate la vostra battuta e allargatevi poco, o c&apos;&amp;egrave; poca interazione fra tutti i partecipanti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Iniziamo!&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Nerone:&amp;nbsp;la Frati. Lucano:&amp;nbsp;Il Toffo. Poppea:&amp;nbsp;Wanda. Tigellino: il Merlo. Per gli altri che si aggiungeranno, vedi regola 8.&lt;/p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-large;&quot;&gt;&lt;strong&gt;S&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;u Roma, a causa del nuovo piano urbanistico che certo dava decoro alla citt&amp;agrave; ma sicuramente non conferiva refrigerio all&apos;affanccendarsi dei civiti, splendeva il pi&amp;ugrave; aspro sole d&apos;agosto. Roma era ben ricostruita dopo l&apos;incendio, anche se c&apos;era chi diceva che Nerone era in realt&amp;agrave; Kira. &lt;br /&gt;Mentre Nerone si aggira per i propri giardini bucolici in istile liberty, altri personaggi si aggiravano per la citt&amp;agrave;:&amp;nbsp;l&apos;oscuro Tigellino era alle prese con un impertinente Lucano che faceva volantinaggio sui rostri del Foro imperiale, e Poppea gestiva i propri amanti offrendo un listello delle proprie enormi tette per cinquecento sesterzi a persona. &lt;br /&gt;Strisciava sotterranea la congiura di quell&apos;hunk di Pisone...&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;</description>
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  <pubDate>Thu, 21 May 2009 14:14:01 GMT</pubDate>
  <title>Zen Aquarium (Fish Tank)</title>
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  <description>&lt;div&gt;Prova!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;lj-embed id=&quot;25&quot; /&gt;</description>
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  <pubDate>Tue, 13 Jan 2009 17:55:40 GMT</pubDate>
  <title>varia roba pubblica</title>
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  <description>Heu! Heu! Heu!&lt;br /&gt;Eccetera. &lt;br /&gt;Allora, passiamo subito al necessario, senza por tempo in mezzo, s&amp;igrave; s&amp;igrave;. Mh. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa per&amp;ograve; ve la metto fuori, secondo la mia modesta traduzione, perch&amp;egrave; &amp;egrave; ora che tutti leggano la poesia da cui &amp;egrave; tratta la frase tanto abusata dai Baci Perugina in poi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;(I, 11) &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Tu non non cercare di scoprire quale destino a me,&lt;br /&gt; quale a te, gli dei abbiano riservato, Leuconoe, non &amp;egrave; lecito saperlo, e la cabala&lt;br /&gt; babilonese non tentare. Quanto &amp;egrave; meglio sopportare qualsiasi cosa avvenga!&lt;br /&gt; Sia che ci abbia assegnato, Giove, ancora molti inverni, sia che sia l&amp;rsquo;ultimo&lt;br /&gt; questo che ora fiacca contro la barriera degli scogli&lt;br /&gt; il mare Tirreno, sii saggia: filtra il vino e poich&amp;egrave; &amp;egrave; breve il tempo&lt;br /&gt; spezza ogni lunga attesa. Perfino mentre parliamo, fuggir&amp;agrave; &lt;br /&gt; il nostro tempo invidioso: al volo afferra il giorno che passa, fiduciosa nel futuro il meno possibile. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;(I, 1)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mecenate, discendente da nobili antenati,&lt;br /&gt;che mi dei di sostegno e sei il mio dolce vanto,&lt;br /&gt;c&amp;rsquo;&amp;egrave; gente a cui piace raccogliere &lt;br /&gt;con il carro la polvere di Olimpia e che, sfiorata la meta&lt;br /&gt;con le ruote in fiamme e la palma della notoriet&amp;agrave;&lt;br /&gt;elevano fino agli dei signori del mondo;&lt;br /&gt;(altri) a cui piace se la massa dei romani volubili&lt;br /&gt;gareggia a far loro raggiungere i triplici gradini della camera;&lt;br /&gt;un altro (&amp;egrave; contento) se riesce a riporre nel proprio granaio&lt;br /&gt;tutto quello che si raccoglie dalle aie della Libia.&lt;br /&gt;Ma uno che si appaga dell&amp;rsquo;arare con il sarchiello &lt;br /&gt;i campi paterni, neppure a condizioni degne di Attalo potresti spostarlo,&lt;br /&gt;tanto da solcare, pavido navigante, l&amp;rsquo;Egeo meridionale&lt;br /&gt;a bordo di una nave di Cipro. &lt;br /&gt;Temendo l&amp;rsquo;Africo che con i flutti Icarii lotta,&lt;br /&gt;il mercante la tranquillit&amp;agrave; e i campi&lt;br /&gt;del suo paesello ricorda con nostalgia (loda); ma subito rimette a posto la nave&lt;br /&gt;malconcia, incapace di sopportare la mediocrit&amp;agrave;. &lt;br /&gt;C&amp;rsquo;&amp;egrave; chi non disdegna n&amp;egrave; coppe di vecchio Massico&lt;br /&gt;n&amp;egrave; sottrarre una parte della giornata&lt;br /&gt;lavorativa, ora con le membra stese sotto un corbezzolo&lt;br /&gt;verde, ora presso la dolce sorgente di un ruscello sacro. &lt;br /&gt;A molti piacciono l&amp;rsquo;accampamento e il suono della tuba&lt;br /&gt;mescolato a quello del corno e le guerre dalle madri&lt;br /&gt;detestate. Passa la notte sotto il cielo frigido&lt;br /&gt;il cacciatore dimenticato della giovane sposa,&lt;br /&gt;sia che una cerva sia stata avvistata dai fedeli cani, &lt;br /&gt;sia che un cinghiale Marso abbia spezzato le reti ben connesse. &lt;br /&gt;Quando a me, l&amp;rsquo;edera che cinge premiando la fronte dei poeti&lt;br /&gt;mi rende uguale agli dei del cielo, un bosco ombroso &lt;br /&gt;e le danze leggere delle Ninfe coi canti dei Satiri&lt;br /&gt;mi distinguono dal volgo, sempre che n&amp;egrave; i suoi flauti &lt;br /&gt;metta a tacere Euterpe n&amp;egrave; Polimnia&lt;br /&gt;si rifiuti di tendere la sua cetra lesba. &lt;br /&gt;E se mi annovererai tra i poeti lirici,&lt;br /&gt;con l&amp;rsquo;alto capo toccher&amp;ograve; le stelle. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;(III, 30)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho lasciato un ricordo pi&amp;ugrave; immortale del bronzo,&lt;br /&gt;che s&amp;rsquo;alza pi&amp;ugrave; delle piramidi regali, &lt;br /&gt;e non potr&amp;agrave; distruggerlo la pioggia che corrode, la violenza della tramontana&lt;br /&gt;o l&amp;rsquo;incessante serie degli anni e la fuga del tempo.&lt;br /&gt;Non tutto io morr&amp;ograve; e gran parte di me&lt;br /&gt;sopravviver&amp;agrave; alla morte: e per la lode dei posteri&lt;br /&gt;rester&amp;ograve; sempre giovane, finch&amp;egrave; sul Campidoglio &lt;br /&gt;salir&amp;agrave; il sacerdote con la muta vergine. &lt;br /&gt;Si dir&amp;agrave; l&amp;agrave;, dove strepita volento l&amp;rsquo;Ofanto&lt;br /&gt;e dove Dauno in cerca d&amp;rsquo;acqua regn&amp;ograve;&lt;br /&gt;su un popolo dei campi, che io, da umili origini divenuto illustre,&lt;br /&gt;per primo ho adattato i ritmi della poesia Eolica&lt;br /&gt;in versi italici. Arrogati un orgoglio&lt;br /&gt;che ti sei procurato per meriti effettivi e benigna&lt;br /&gt;se vuoi cingimi, Melpomene, i capelli con l&amp;rsquo;alloro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;(I, 11) &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tu non non cercare di scoprire quale destino a me,&lt;br /&gt;quale a te, gli dei abbiano riservato, Leuconoe, non &amp;egrave; lecito saperlo, e la cabala&lt;br /&gt;babilonese non tentare. Quanto &amp;egrave; meglio sopportare qualsiasi cosa avvenga!&lt;br /&gt;Sia che ci abbia assegnato, Giove, ancora molti inverni, sia che sia l&amp;rsquo;ultimo&lt;br /&gt;questo che ora fiacca contro la barriera degli scogli&lt;br /&gt;il mare Tirreno, sii saggia: filtra il vino e poich&amp;egrave; &amp;egrave; breve il tempo&lt;br /&gt;spezza ogni lunga attesa. Perfino mentre parliamo, fuggir&amp;agrave; &lt;br /&gt;il nostro tempo invidioso: al volo afferra il giorno che passa, fiduciosa nel futuro il meno possibile. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;(I, 7)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altri lodino pure l&amp;rsquo;illustre Rodi o Mitilene&lt;br /&gt;o Efeso o i monumenti di Corinto su due mari&lt;br /&gt;o Tebe famosa per Bacco o Delfi per Apollo&lt;br /&gt;o la valle di Tempe in Tessaglia;&lt;br /&gt;c&amp;rsquo;&amp;egrave; chi ha come unica occupazione lodare con&lt;br /&gt;ininterrotto canto la citt&amp;agrave; della vergine Pallade&lt;br /&gt;e cingersi la fronte con olivo colto da ogni parte;&lt;br /&gt;moltissimi in onore di Giunone&lt;br /&gt;cantano di Argo atta ad allevare cavalli e l&amp;rsquo;oro di Micene:&lt;br /&gt;Quanto a me, non Sparta tollerante delle fatiche&lt;br /&gt;n&amp;egrave; la pianura lussureggiante di Larissa mi colp&amp;igrave; di ammirazione,&lt;br /&gt;ma la grotta rumoreggiante di Albunea,&lt;br /&gt;e l&amp;rsquo;Aniene che precipita in cascate e il bosco di Tiburno e i frutteti&lt;br /&gt;irrigati dai vivaci ruscelli.&lt;br /&gt;Come Noto, che porta il sereno, spazza via le nubi dal cielo plumbeo&lt;br /&gt;e non sempre reca la pioggia, cos&amp;igrave; tu saggiamente ricorda di porre limite&lt;br /&gt;alla tristezza e agli affanni della vita, Planco,&lt;br /&gt;col dolce vino, sia che tu ti trovi presso un campo sfolgorante di insegne&lt;br /&gt;o fra le dense ombre della tua Tivoli. Teucro, sebbene fuggisse&lt;br /&gt;dal padre e da Salamina, si dice abbia cinto di vino le umide&lt;br /&gt;tempie con una corona di pioppo,&lt;br /&gt;e cos&amp;igrave; si rivolgeva agli amici avviliti:&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Dove la fortuna, pi&amp;ugrave; benevola del padre, ci condurr&amp;agrave;,&lt;br /&gt;noi andremo, o amici e compagni d&amp;rsquo;arme;&lt;br /&gt;non disperate, Teucro vi guida e Teucro trae gli auspici:&lt;br /&gt;infatti promisi ad Apollo che non inganna&lt;br /&gt;che sorger&amp;agrave; una nuova Salamina dal nome che lascia incerti.&lt;br /&gt;O valorosi che spesso con me avete affrontato&lt;br /&gt;mali peggiori, domani risolcheremo il vasto mare.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;(IV, 7)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si sono disciolte le nevi, tornano gi&amp;agrave; i verdi tappeti sui campi&lt;br /&gt;e sulle chiome degli alberi;&lt;br /&gt;la terra prende nuovi aspetti e i fiumi riducendo la loro portata&lt;br /&gt;scorrono lungo le rive; &lt;br /&gt;Ognuna della Grazie gioca a guidare nuda &lt;br /&gt;le danze delle sorelle e delle ninfe,&lt;br /&gt;Non sperare di essere immortale, ti ammoniscono l&amp;rsquo;anno che dona vita&lt;br /&gt;e i giorni che fuggono nel corso di un attimo.&lt;br /&gt;Il freddo invernale si mitiga al soffio di Zefiro, la primavera la cancella l&amp;rsquo;estate&lt;br /&gt;destinata a morire non appena &lt;br /&gt;l&amp;rsquo;autunno fruttifero avr&amp;agrave; versato i suoi prodotti, e subito&lt;br /&gt;ritorna l&amp;rsquo;inverno tedioso.&lt;br /&gt;Per&amp;ograve; il rapido trascorrere dei mesi ripara ai danni del cielo:&lt;br /&gt;ma noi, una volta che siamo caduti laggi&amp;ugrave;,&lt;br /&gt;dove stanno Enea, per quanto pio, e il ricco Tullo ed Anco,&lt;br /&gt;non siamo che polvere e ombra. &lt;br /&gt;Chi pu&amp;ograve; sapere se alla somma dei giorni vissuti fino ad oggi intendono aggiungere&lt;br /&gt;gli dei sovrani le ore del domani?&lt;br /&gt;Sfugge all&amp;rsquo;avida mano dell&amp;rsquo;erede, tutto&lt;br /&gt;quello che avrai concesso al tuo animo.&lt;br /&gt;Una volta che tu ti sia spento e sul tuo conto Minosse&lt;br /&gt;avr&amp;agrave; pronunciato un lusinghiero giudizio,&lt;br /&gt;Torquato, n&amp;egrave; la tua stirpe n&amp;egrave; la tua abilit&amp;agrave; oratoria n&amp;egrave; la tua piet&amp;agrave;&lt;br /&gt;riusciranno a renderti alla vita;&lt;br /&gt;mai dalle tenebre infernali Diana libera il pur casto&lt;br /&gt;Ippolito,&lt;br /&gt;n&amp;egrave; Teseo ha tanto potere da spezzare le catene infernali&lt;br /&gt;a Piritoo, per quanto gli sia caro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;(I, 2) &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche troppa neve e tremenda grandine&lt;br /&gt;ormai il padre ha inviato gi&amp;ugrave;&lt;br /&gt;e gi&amp;agrave; abbastanza con la destra fiammeggiante colpendo le scure rocche&lt;br /&gt;ha atterrito Roma,&lt;br /&gt;ha atterrito le genti incutendo loro il timore&lt;br /&gt;che tornasse l&amp;rsquo;et&amp;agrave; di Pirra che ebbe a lamentarsi di nuovi prodigi,&lt;br /&gt;quando Proteo condusse tutto il suo gregge&lt;br /&gt;a visitare le alte montagne,&lt;br /&gt;e quando le stirpi dei pesci rimasero sospese sugli alti rami&lt;br /&gt;che erano stati la sede nota per colombe,&lt;br /&gt;e quando i caprioli nuotarono spaventati sulla superficie&lt;br /&gt;del mare riversatasi sulla terra.&lt;br /&gt;Abbiamo visto il biondo Tevere, dopo aver ritratto &lt;br /&gt;le sue acque con violenza dal lido etrusco&lt;br /&gt;abbattere i monumenti del re&lt;br /&gt;e il tempio di Vesta,&lt;br /&gt;mentre agli occhi di Ilia che troppo si lamenta&lt;br /&gt;si vanta vendicatore, straripando senza pi&amp;ugrave; freni dalla sponta dinistra,&lt;br /&gt;senza per&amp;ograve; l&amp;rsquo;approvazione di Giove, fiume &lt;br /&gt;succube della moglie. &lt;br /&gt;Sentir&amp;agrave; raccontare che i concittadini hanno affilato il ferro&lt;br /&gt;col quale meglio sarebbero morti i pericolosi Persiani,&lt;br /&gt;sentir&amp;agrave; raccontare le battaglie, la giovent&amp;ugrave; rarefatta&lt;br /&gt;dalla colpa dei genitori. &lt;br /&gt;Quale dio il popolo dovrebbe invocare&lt;br /&gt;a soccorso delle sorti dell&amp;rsquo;impero che crolla? Con quale preghiera &lt;br /&gt;dovrebbero le vestali affaticare Vesta che non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; disposta ad ascoltare?&lt;br /&gt;A chi dar&amp;agrave; il compito Giove di espiare il delitto?&lt;br /&gt;Vieni infine, ti preghiamo, &lt;br /&gt;avvolto di nubi le spalle splendenti,&lt;br /&gt;augure Apollo;&lt;br /&gt;o se preferisci vieni tu, sorridente Ericina, &lt;br /&gt;intorno alla quale svolazzano Gioco e Amore,&lt;br /&gt;o, se ti volgi indietro a guardare la trascurata stirpe &lt;br /&gt;dei tuoi nipoti, sazio&lt;br /&gt;ormai di un gioco durato anche troppo a lungo,&lt;br /&gt;tu (Marte) a cui piacciono il clangore del combattimento e gli elmi scintillanti,&lt;br /&gt;e il fiero cipiglio di un marso che in piedi&lt;br /&gt;fronteggia un nemico;&lt;br /&gt;sia che, mutate le tue sembianze in terra&lt;br /&gt;in quelle di un giovane, tu che sei alato figlio &lt;br /&gt;della divina Maia tollerando di essere chiamato&lt;br /&gt;vendicatore di Cesare:&lt;br /&gt;ritorna tardi in cielo e sii felice di restare&lt;br /&gt;a lungo col popolo romani,&lt;br /&gt;n&amp;egrave; troppo veloce l&amp;rsquo;aria di porti via sdegnato &lt;br /&gt;dalle nostre colpe.&lt;br /&gt;Quaggi&amp;ugrave; possa tu amare i grandi trionfi,&lt;br /&gt;e qui essere chiamato principe e padre;&lt;br /&gt;e non lasciare che i Medi cavalchino impuniti&lt;br /&gt;sotto il tuo comando, Cesare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;(I, 4)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si scioglie il pungente inverno alla grata primavera e al Favonio,&lt;br /&gt;e gli argani trascinano le navi secche,&lt;br /&gt;e il bestiame non gode pi&amp;ugrave; delle stalle o l&amp;rsquo;aratore del fuoco,&lt;br /&gt;n&amp;egrave; i prati biancheggiano per le brine candide. &lt;br /&gt;Gi&amp;agrave; Venere Citerea conduce le danze sotto la luna imminente&lt;br /&gt;e le grazie leggiadre congiunte alle ninfe&lt;br /&gt;battono la terra con un piede e poi con l&amp;rsquo;altro, mentre Vulcano&lt;br /&gt;infuocato va a far visita alle officine ardenti dei Ciclopi.&lt;br /&gt;Ora &amp;egrave; lecito cingere il capo lucente con mirto verde&lt;br /&gt;o coi fiori, che producono le terre liberate;&lt;br /&gt;ora &amp;egrave; lecito sacrificare a Fauno nelle radune ombrose,&lt;br /&gt;sia che chieda un&amp;rsquo;agnella sia che voglia un capretto. &lt;br /&gt;La pallida morte batte ugualmente col piede le capanne dei poveri&lt;br /&gt;e i palazzi dei re. O beate Sesti,&lt;br /&gt;la durata breve della vita ci vieta di nutrire una speranza a lungo termine:&lt;br /&gt;gi&amp;agrave; ti soffocher&amp;agrave; la notte e i Mani favolosi&lt;br /&gt;e l&amp;rsquo;esile casa di Plutone; e non appena sarai giunto laggi&amp;ugrave;&lt;br /&gt;n&amp;egrave; sorteggerai coi dadi il ruolo di re del simposio,&lt;br /&gt;n&amp;egrave; ammirerai il tenero Licida, per il quale arde ora la giovent&amp;ugrave;&lt;br /&gt;e presto si riscalderanno le ragazze.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;(III, 3)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L&amp;rsquo;uomo giusto e saldo nel suo proposito&lt;br /&gt;n&amp;egrave; il furore popolare che impone il male&lt;br /&gt;n&amp;egrave; il volto minaccioso di un tiranno&lt;br /&gt;lo scuotono nella solida mente, n&amp;egrave; l&amp;rsquo;austro&lt;br /&gt;che stravolge il mare (Adriatico?) burrascoso,&lt;br /&gt;n&amp;egrave; la grande mano fulminante di Giove:&lt;br /&gt;se il mondo in frantumi precipitasse, &lt;br /&gt;la sciagura lo coglierebbe impavido. &lt;br /&gt;Con questa virt&amp;ugrave; Polluce e l&amp;rsquo;errante Ercole&lt;br /&gt;raggiunsero il fuoco celeste,&lt;br /&gt;e sdraiato fra loro Augusto&lt;br /&gt;berr&amp;agrave; il nettare con le sue labbra rosse. &lt;br /&gt;Per lo stesso merito, padre Bacco, le tigri&lt;br /&gt;ti portarono in cielo tirando il giogo &lt;br /&gt;col collo indocile; e Quirino&lt;br /&gt;coi cavalli di Marte fugg&amp;igrave; all&amp;rsquo;Acheronte&lt;br /&gt;dopo che Giunone gratific&amp;ograve; gli dei&lt;br /&gt;parlando in consiglio: &amp;ldquo;Ilio, Ilio&lt;br /&gt;un giudice letale e spudorato&lt;br /&gt;e una donna forestiera di ridussero &lt;br /&gt;in polvere, tu che da quando Laomedonte defraud&amp;ograve; gli dei&lt;br /&gt;del premio concordato, fosti da me &lt;br /&gt;e dalla casta Minerva condannata&lt;br /&gt;con il tuo popolo e il tuo sovrano ingannatore. &lt;br /&gt;Ma ormai pi&amp;ugrave; non risplende alla Spartana adultera&lt;br /&gt;l&amp;rsquo;ospite infame n&amp;egrave; in spergiuro a Priamo&lt;br /&gt;il popolo spezza l&amp;rsquo;irruenza degli Achei con l&amp;rsquo;aiuto di Ettore,&lt;br /&gt;e infine la guerra trascinatasi per le nostre&lt;br /&gt;discordie si placa; d&amp;rsquo;ora in poi il peso della mia&lt;br /&gt;ira e l&amp;rsquo;inviso nipote&lt;br /&gt;che partor&amp;igrave; la vestale troiana,&lt;br /&gt;rimetter&amp;ograve; a Marte; accetter&amp;ograve; che Romolo entri&lt;br /&gt;in queste splendide sedi, beva il succo&lt;br /&gt;del nettare e che sia ammesso agli ordini&lt;br /&gt;acquietati degli dei. &lt;br /&gt;Finch&amp;egrave; fra Ilio e Roma infurier&amp;agrave; la distesa&lt;br /&gt;del mare, vivano dove vogliono gli esuli&lt;br /&gt;e regnino felici;&lt;br /&gt;finch&amp;egrave; sulla tomba di Priamo e di Paride&lt;br /&gt;saltino gli armenti e in salvo le fiere nascondano&lt;br /&gt;i cuccioli, s&amp;rsquo;alzi il Campidoglio&lt;br /&gt;luminoso e Roma in armi trionfante imponga&lt;br /&gt;pure le sue leggi ai Medi. &lt;br /&gt;Temuta ovunque estenda il suo potere&lt;br /&gt;fino all&amp;rsquo;ultima spiaggia, dove il mare&lt;br /&gt;divide l&amp;rsquo;Africa dall&amp;rsquo;Europa,&lt;br /&gt;e dove il Nilo gonfiatosi irriga i campi.&lt;br /&gt;tenace nel disprezzare l&amp;rsquo;oro sepolto e dunque nel luogo migliore,&lt;br /&gt;quando lo cela la terra, pi&amp;ugrave; che ad ammassarlo&lt;br /&gt;come &amp;egrave; solito fare il mortale&lt;br /&gt;con mano che viola ogni cosa sacra,&lt;br /&gt;e qualunque confine fu posto alla terra&lt;br /&gt;lo raggiunga con le armi, desiderosa di vedere&lt;br /&gt;dove pi&amp;ugrave; si scatena la calura&lt;br /&gt;e dove la nebbia o la pioggia cade. &lt;br /&gt;Ma ai bellicosi quiriti questo destino&lt;br /&gt;predico, purch&amp;egrave; non vogliano, per troppa piet&amp;agrave;&lt;br /&gt;o fede, ripristinare le mura di Troia.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;Se con lugubre auspicio rinascer&amp;agrave; Troia&lt;br /&gt;e la sua fortuna, ripiomber&amp;agrave; in rovina, &lt;br /&gt;con me, moglie e sorella di Giove, &lt;br /&gt;a guidare l&amp;rsquo;esercito alla vittoria. &lt;br /&gt;Se tre volte risorgesse il muro di bronzo&lt;br /&gt;per mano di Febo, tre volte cadrebbe&lt;br /&gt;distrutto dai miei Argivi, e tre volte la sposa&lt;br /&gt;catturata piangerebbe figli e marito.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Ma questo tema non pertiene alla mia lira gioiosa:&lt;br /&gt;dove vai, Musa? non ostinarti&lt;br /&gt;a riferire i discorsi degli dei e a&lt;br /&gt;ridurre il sublime in versi umili.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Epodo XVI&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di nuovo il tempo si logora in guerre civili,&lt;br /&gt;e Roma stessa cade per colpa dei suoi cittadini.&lt;br /&gt;Quella stessa citt&amp;agrave; che la minaccia dei Marsi non valse a distruggere,&lt;br /&gt;n&amp;egrave; l&amp;rsquo;esercito etrusco di Porsenna&lt;br /&gt;n&amp;egrave; il contrasto con Capua n&amp;egrave; l&amp;rsquo;accanimento di Spartaco&lt;br /&gt;o l&amp;rsquo;irrequietezza degli allobrogi&lt;br /&gt;n&amp;egrave; la dom&amp;ograve; la gelida giovent&amp;ugrave; di Germania&lt;br /&gt;o Annibale esecrato dai nostri padri:&lt;br /&gt;noi la distruggeremo, genia dal sangue maledetto,&lt;br /&gt;e sul nostro suolo torneranno le fiere. &lt;br /&gt;Sulle ceneri si erger&amp;agrave; un barbaro vincitore, e l&amp;rsquo;Urbe&lt;br /&gt;la percuoter&amp;agrave; lo zoccolo echeggiante del (suo) cavallo;&lt;br /&gt;e le ossa di Quirino ora protette dal sole e dal vento,&lt;br /&gt;orrore, le disperder&amp;agrave; insolente. &lt;br /&gt;Forse tutti o i migliori fra voi chiedono come sia possibile&lt;br /&gt;affrancarsi da queste tragedie. &lt;br /&gt;Non vi &amp;egrave; altra soluzione che questa: come i Focesi&lt;br /&gt;andarsene dalla citt&amp;agrave; maledetta e dai campi e gli dei Lari&lt;br /&gt;e lasciando che lupi ingordi e cinghiali&lt;br /&gt;facessero tana nei templi,&lt;br /&gt;andarsene, ovunque portino i piedi, ovunque fra le onde&lt;br /&gt;chiami il Noto o il furioso Africo.&lt;br /&gt;Approvate? O c&amp;rsquo;&amp;egrave; un migliore consiglio? perch&amp;eacute;&lt;br /&gt;indugiamo a imbarcarci considerati i buoni auspici?&lt;br /&gt;Ma prima facciamo questo giuramento: &amp;ldquo;solo quando dal fondo verranno a galla i assi,&lt;br /&gt;e non prima sia lecito tornare;&lt;br /&gt;non si osi girare la vela per la patria, finch&amp;egrave;&lt;br /&gt;il Po non lambir&amp;agrave; le cime del Matino,&lt;br /&gt;e dall&amp;rsquo;alto Appenino precipiter&amp;agrave; il mare&lt;br /&gt;o per strane voglie in un prodigio d&amp;rsquo;amore&lt;br /&gt;non scambier&amp;agrave; le parti, e la tigre si piegher&amp;agrave; al cervo,&lt;br /&gt;la colomba sedurr&amp;agrave; il nibbio,&lt;br /&gt;gli armenti arditi non temeranno i fulvi leoni&lt;br /&gt;e un caprone liscio non si innamorer&amp;agrave; del mare.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Giurate questo e tutto ci&amp;ograve; che pu&amp;ograve; impedire il dolce ritorno,&lt;br /&gt;partiamo tutti quanti dalla citt&amp;agrave; dannata,&lt;br /&gt;tutti o il meglio del gregge incallito; illusi e imbelli&lt;br /&gt;rimangano in queste tane maledette. &lt;br /&gt;Ma voi, che possedete il coraggio, bandite i pianti muliebri,&lt;br /&gt;e volate oltre i lidi etruschi.&lt;br /&gt;L&amp;rsquo;Oceano che tutto abbraccia ci aspetta; e di campi&lt;br /&gt;andremo in cerca, di campi fertili e isole,&lt;br /&gt;dove il suolo da i suoi frutti senza essere arato, &lt;br /&gt;e la vita fiorisce senza essere potata, &lt;br /&gt;dove il ramo d&amp;rsquo;olivo germoglia senza venir meno,&lt;br /&gt;e fichi maturi ornano gli alberi,&lt;br /&gt;dove dai lecci cavi stilla il miele, e dall&amp;rsquo;alto dei monti&lt;br /&gt;sgorga con fragore un&amp;rsquo;acqua lieve. &lt;br /&gt;Laggi&amp;ugrave; le caprette da sole tornano a farsi mungere&lt;br /&gt;e il gregge docile riporta gonfie le mammelle,&lt;br /&gt;n&amp;egrave; alla sera si sente l&amp;rsquo;orso ringhiare intorno all&amp;rsquo;ovile,&lt;br /&gt;n&amp;egrave; la terra si riempie di vipere. &lt;br /&gt;E inoltre ci stupiremo felici di come non spazzi di pioggia&lt;br /&gt;i campi l&amp;rsquo;Euro carico di pioggia, &lt;br /&gt;e di come il suolo riarso non secchi i semi che germogliano,&lt;br /&gt;perch&amp;eacute; il re dei cieli tempera entrambe le cose. &lt;br /&gt;Laggi&amp;ugrave; non giunse mai Argo con i remi&lt;br /&gt;n&amp;egrave; impudica vi pose piede Medea;&lt;br /&gt;l&amp;agrave; non volsero le corna i marinai di Sidone,&lt;br /&gt;n&amp;egrave; esausta la schiera di Ulisse. &lt;br /&gt;Nessun contagio nuoce al bestiame, e il fuoco impietoso&lt;br /&gt;degli astri non fiacca il gregge. &lt;br /&gt;Giove riserv&amp;ograve; quelle rive alla gente giusta,&lt;br /&gt;quando l&amp;rsquo;et&amp;agrave; dell&amp;rsquo;oro si contamin&amp;ograve; di bronzo,&lt;br /&gt;poi dal bronzo il tempo si indur&amp;igrave; nel ferro, dal quale,&lt;br /&gt;con me come vate, fuggono i pii in pace. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;E capace ci piazzo anche un bel test, vai. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;				        Your result for The Perception Personality Image Test...&lt;br /&gt;				        &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;h3&gt;NFPS - The Guru&lt;/h3&gt;Nature, Foreground, Big Picture, and Shape&lt;br /&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img width=&quot;500&quot; height=&quot;375&quot; src=&quot;http://cdn.okcimg.com/php/load_okc_image.php/images/0x0/0x0/0/18013823657076863080.jpeg&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0in;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0in;&quot;&gt;You perceive the world with particular attention to nature.  You focus on what&apos;s in front of you (the foreground) and how that fits into the larger picture.  You are also particularly drawn towards the shapes around you.  Because of the value you place on nature, you tend to find comfort in more subdued settings and find energy in solitude.  You like to deal directly with whatever comes your way without dealing with speculating possibilities or outcomes you can&apos;t control.  You are in tune with all that is around you and understand your life as part of a larger whole.  You prefer a structured environment within which to live and you like things to be predictable. http://www.helloquizzy.com/tests/the-perception-personality-image-test&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</description>
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  <pubDate>Fri, 12 Dec 2008 15:46:12 GMT</pubDate>
  <title>epistole di seneca</title>
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  <description>Post pubblico per metterci Seneca, casomai mi servisse di passarlo a qualcuno, come al solito. &lt;br /&gt;Scusate se c&apos;ho messo tanto ;O;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;u&gt;&lt;strong&gt;SENECA&lt;/strong&gt;&lt;/u&gt;.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Epistola I - Libro III&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tu ormai capisci che bisogna che tu tiri fuori da queste occupazioni belle e nocive, ma domandi come tu possa riuscirci. Questo non posso illustrartelo tranne che di persona; il medico non pu&amp;ograve; scegliere per pranzo l&amp;rsquo;ora giusta per il pranzo o per il bagno: deve tastare il polso. Un vecchio proverbio dice che il gladiatore sceglie le sue mosse nell&amp;rsquo;arena: gliele suggeriscono il volto dell&amp;rsquo;avversario, i movimenti delle mani, la stessa postura del corpo, che egli studia. &lt;br /&gt;Che cosa si soglia fare e che cosa sia giusto fare, in generale, si pu&amp;ograve; riferire per mezzo di qualcuno o per iscritto; un consiglio del genere non si da solo agli assenti, ma addirittura ai posteri: ma circa il resto, quando si debba agire in che modalit&amp;agrave;, nessuno pu&amp;ograve; consigliare da lontano, perch&amp;eacute; bisogna decidere sul posto. &lt;br /&gt;Non basta essere presenti ma bisogna essere anche vigili per scorgere l&amp;rsquo;occasione propizia; e cos&amp;igrave; devi guardarti intorno, e se la vedi devi coglierla, e porre tutto l&amp;rsquo;impeto, tutte le forze per liberarti di questi tuoi impegni. E ora ascolta bene il mio giudizio: ritengo che da una vita come questa tu debba uscire o anche addirittura dalla vita. Ma ritengo anche che tu debba farlo dolcemente, sciogliendo piuttosto che rompere quei nodi in cui ti sei impigliato, e tuttavia, se non ci sar&amp;agrave; alcun modo di scioglierli, allora spezzali. Nessuno &amp;egrave; tanto pavido da preferire di rimanere sempre in bilico piuttosto che cadere. &lt;br /&gt;Frattanto, come prima cosa, non crearti altri impedimenti; sii soddisfatto di questi affari nei quali ti sei cacciato, o, come vorresti far credere, sei finito. Non devi cercartene altri, o non avrai pi&amp;ugrave; scuse e apparir&amp;agrave; che te li sei cercati. Le scuse che in genere si dicono sono false: &amp;ldquo;Non potevo fare altrimenti. Che sarebbe successo se mi fossi rifiutato? Era necessario.&amp;rdquo; Non &amp;egrave; necessario per nessuno seguire il corso del successo: ma, anche se non vogliamo opporci, possiamo resistere passivamente senza incalzare la fortuna che ci conduce avanti. &lt;br /&gt;Non offenderti se i consigli non te li do soltanto io, ma ricorro anche ad altri certo pi&amp;ugrave; saggi di quanto non sia io, ai quali di solito mi rivolgo se devo prendere una decisione. A questo proposito leggi la lettera che Epicuro scrisse a Idomeneo, in cui gli chiede di fuggire pi&amp;ugrave; in fretta possibile, prima che intervenga una forza maggiore e gli tolga la libert&amp;agrave; di farsi da parte. &lt;br /&gt;Per&amp;ograve; aggiunge, non bisogna tentare di agire se non &amp;egrave; in maniera adeguata e il momento giusto per farlo; invece, quando si presenta l&amp;rsquo;occasione a lungo attesa, suggerisce che bisogna ritirarsi. Egli vieta di sonnecchiare quando si pensa alla fuga e auspica una conclusione positiva dalle situazioni pi&amp;ugrave; difficili, se non ci si affretta prima del tempo e se non ci si ritira quando invece &amp;egrave; il momento giusto. &lt;br /&gt;Credo che ora vorrai sentire anche l&amp;rsquo;opinione degli Stoici. Non puoi proprio accusarli di temerariet&amp;agrave;: sono pi&amp;ugrave; cauti che coraggiosi. Ti aspetti forse che ti dicano: &amp;ldquo;E&amp;rsquo; vergognoso cedere al peso; lotta con l&amp;rsquo;impegno che ti sei precedentemente proposto. Non &amp;egrave; forte e valoroso l&amp;rsquo;uomo che fugge la fatica e non dimostra un coraggio crescente di fronte alle difficolt&amp;agrave;.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Ti diranno cos&amp;igrave;, se la questione val la pena di essere perseveranti, se non si devono compiere o sopportare faccende indegne di un uomo onesto; altrimenti egli non si logorer&amp;agrave; in fatiche spregevoli e infamanti, n&amp;egrave; vorr&amp;agrave; mantenere delle occupazioni solo per essere occupato. L&amp;rsquo;umo onesto neanche agir&amp;agrave; come pensi tu (che far&amp;agrave;), disposto a sopportare, impigliato nelle ambizioni, gli affanni che sempre ne derivano; invece, quando vedr&amp;agrave; che la situazione in cui si dibatte &amp;egrave; grave, incerta e ambigua, cambier&amp;agrave; percorso ma non volter&amp;agrave; le spalle, retrocedendo fino a essere del tutto in salvo. &lt;br /&gt;E&amp;rsquo; semplice, mio Lucilio, sbarazzarsi degli impegni, se ne disprezzi gli utili; sono proprio quelli che ci fanno indugiare e ci trattengono. &amp;ldquo;E allora? Devo abbandonare tante grandi speranze? Rinunciare proprio a raccogliere i frutti? Senza nessuno al mio fianco (nudo sul fianco), la mia lettiga senza accompagnatori, l&amp;rsquo;atrio deserto?&amp;rdquo; Gli uomini rinunciano malvolentieri a questo e amano queste misere ricompense, mentre le disprezzano. &lt;br /&gt;Si lamentano dell&amp;rsquo;ambizione come dell&amp;rsquo;amante, ma &amp;egrave; che, se guardi i loro veri sentimenti, non lo fanno per odio ma per attaccar briga. Esamina a fondo queste persone che deplorano quello che hanno desiderato e parlano di fuggire da quelle cose alle quali non possono rinunciare, e vedrai che volontariamente indugiano in quella situazione che dicono di sopportare a stento e con dolore.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;E&amp;rsquo; proprio cos&amp;igrave;, Lucilio: pochi sono costretti alla schiavit&amp;ugrave;, i pi&amp;ugrave; ci si costringono. Ma se davvero in cuor tuo hai intenzione di uscire e cerchi la libert&amp;agrave; e chiedi solo un rinvio per mettere in atto le tue decisioni senza una perpetua sollecitudine, perch&amp;eacute; non dovrebbe apprezzarti tutta la schiera degli Stoici? Tutti, da Zenone a Crisippo, ti esorteranno alla moderazione e all&amp;rsquo;onest&amp;agrave;.&lt;br /&gt;Ma se tergiversi per vedere quanto puoi portare con te e con quanto denaro disporrai il tuo riposo, non troverai mai una via d&amp;rsquo;uscita: nessuno pu&amp;ograve; nuotare carico di bagagli. Elevati ad una vita migliore col favore degli dei, ma non quel favore che dimostrano elargendo, buoni e benigni in volto, splendidi mali, con una sola scusante, ovvero che quei beni che bruciano, che tormentano, sono stati concessi su richiesta. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;Gi&amp;agrave; mettevo il sigillo alla mia lettera: ma devo riaprirla, perch&amp;eacute; ti pervenga col consueto piccolo dono e porti con s&amp;egrave; una bella massima; me ne viene in mente una non so se pi&amp;ugrave; vera o pi&amp;ugrave; eloquente. &amp;ldquo;Di chi &amp;egrave;?&amp;rdquo; dici. Di Epicuro; ancora una volta faccio miei i bagagli di altri: &lt;br /&gt;&amp;ldquo;Non c&amp;rsquo;&amp;egrave; nessuno che non esca dalla vita come se ci fosse appena entrato&amp;rdquo;. Pensa a chi vuoi, giovani, vecchi, adulti di mezza et&amp;agrave;: li troverai tutti ugualmente pavidi di fronte alla morte, e ignari della vita. Nessuno ha concluso niente; rimandiamo sempre tutto al futuro. Quello che mi piace di pi&amp;ugrave; di questa frase &amp;egrave; che rimprovera i vecchi di infantilismo. &lt;br /&gt;&amp;ldquo;Nessuno&amp;rdquo;, dice, &amp;ldquo;muore diverso da come &amp;egrave; nato.&amp;rdquo; E&amp;rsquo; falso: muoriamo peggiori di quanto nascemmo. E la colpa &amp;egrave; nostra, non della natura. Essa ha il diritto di lamentarsi con noi e dire: &amp;ldquo;Ebbene? Vi ho generati senza vizi, senza timori, senza superstizioni, senza perfidie e senza altri mali: uscite dalla vita quali siete entrati.&amp;rdquo; &lt;br /&gt;Uno ha conquistato la saggezza, se muore sereno come &amp;egrave; nato; e invece abbiamo paura quando il pericolo &amp;egrave; vicino, non abbiamo coraggio, n&amp;egrave; colore sul viso, versiamo lacrime inutili. Che c&amp;rsquo;&amp;egrave; di pi&amp;ugrave; vergognoso che essere turbati proprio alle soglie della serenit&amp;agrave;? &lt;br /&gt;Il motivo &amp;egrave; che siamo privi di ogni bene e soffriamo di aver sprecato la vita. Per noi non c&amp;rsquo;&amp;egrave; rimasta nessuna parte di essa: tutta &amp;egrave; passata e fluita via. Nessuno si preoccupa di vivere bene ma di vivere a lungo, eppure tutti possono fare in modo di vivere bene, nessuno di vivere a lungo. Stammi bene.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid2&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;Libro III - Epistola II&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pensi che ti scriver&amp;ograve; quanto sia stato benevolo con noi l&amp;rsquo;inverno, che fu cos&amp;igrave; mite e breve, quanto sia maligna la primavera, quanto fuori stagione il freddo, e altre sciocchezze in mancanza di argomenti? Invece ti scriver&amp;ograve; qualcosa che possa giovare a me e a te. Che cos&amp;rsquo;altro &amp;egrave;, se non l&amp;rsquo;esortarti alla saggezza? Chiedi quale ne sia il fondamento? Non compiacersi della vanit&amp;agrave;. &lt;br /&gt;Ho detto che ne &amp;egrave; il fondamento: ma ne &amp;egrave; il culmine. Raggiunge il culmine chi sa&amp;nbsp; di che cosa gioire, chi non mette la sua felicit&amp;agrave; nelle mani di altri; &amp;egrave; preoccupato e insicuro l&amp;rsquo;uomo che si lascia sedurre da una qualche speranza, anche se l&amp;rsquo;ha a portata di mano, anche se non &amp;egrave; difficile a realizzarsi, anche se non &amp;egrave; mai stato deluso nelle sue attese.&lt;br /&gt;Prima di tutto fai questo, caro Lucilio: impara a gioire. Pensi davvero che ti voglia privare di molti piaceri perch&amp;eacute; allontano i beni fortuiti, e perch&amp;eacute; ritengo che si debba evitare il dolce conforto della speranza? Al contrario non voglio che ti manchi mai la felicit&amp;agrave;. Voglio per&amp;ograve; che ti nasca in casa: e nasce purch&amp;egrave; scaturisca dentro te stesso. Le altre forme di contentezza non riempiono il petto; rasserenano il volto, ma sono volatili, a meno che tu non giudichi felice uno che ride: &amp;egrave; l&amp;rsquo;animo che deve essere allegro e fiducioso ed ergersi al di sopra di tutto. &lt;br /&gt;Credimi, la vera gioia &amp;egrave; austera. Oppure credi che l&amp;rsquo;uomo gaio in volto e, come dicono questi sdolcinati, allegro, disprezzi la morte, apra la sua casa alla povert&amp;agrave;, tenga a freno i piaceri, si prepari a sopportare i dolori? Ch merita su questi pensieri prova una grande felicit&amp;agrave;, anche se poco seducente. Voglio che sia in te questa gioia: non verr&amp;agrave; mai meno, una volta che tu sappia da dove derivi. &lt;br /&gt;I metalli pi&amp;ugrave; vili si trovano in superficie: quelli pi&amp;ugrave; preziosi sono invece nascosti nelle viscere della terra e procurano compenso maggiore a chi ha la costanza di scavare. Quei beni di cui si compiace la massa danno un diletto inconsistente e superficiale, e ogni gioia che viene dall&amp;rsquo;esterno manca di fondamento: questa di cui ti parlo e alla quale cerco di condurti, &amp;egrave; solida e si spiega pi&amp;ugrave; intensamente nell&amp;rsquo;intimo. &lt;br /&gt;Ti prego, Lucilio carissimo, fai la sola cosa che pu&amp;ograve; renderti felice: distruggi e calpesta quei beni che splendono solo in superficie, che uno ti promette o che speri da un altro; aspira al vero bene e godi del tuo. Ma che cos&amp;rsquo;&amp;egrave; il &amp;ldquo;tuo&amp;rdquo;? Te stesso &amp;egrave; la parte migliore di ci&amp;ograve; che &amp;egrave; tuo. Anche il corpiciattolo (il corpo, che &amp;egrave; povera cosa), bench&amp;egrave; non se ne possa fare a meno, stimalo pi&amp;ugrave; necessario che grande: ci procura piaceri vani, di breve durata, di cui per forza ci pentiamo e che, se non sono frenati da una grande moderazione, volgono nell&amp;rsquo;effetto contrario. Cos&amp;igrave; dico: il piacere sta sul ciglio e piega verso il dolore, se non ha misura.Ma &amp;egrave; difficile tenere una giusta misura in quello che si ritiene una buona cosa: solo il desiderio del vero bene &amp;egrave; senza pericoli.&lt;br /&gt;Vuoi sapere cosa sia (il vero bene) e da dove venga? Te lo dir&amp;ograve;: dalla buona coscienza, dai pensieri onesti e dalle rette azioni, dal disprezzo del caso, da un tenore di vita tranquillo e ordinato che mantiene costante il suo cammino. Infatti quegli uomini che passano da un proposito all&amp;rsquo;altro o che neanche passano, ma si lasciano portare dal caso, come possono avere sicurezza e stabilit&amp;agrave; se sono incerti e instabiliri?&lt;br /&gt;Sono pochi, quelli che decidono da s&amp;egrave; delle loro cose secondo una decisione ponderata (consilio); gli altri, come quelle cose che galleggiano nei fiumi, non procedono, si fanno portare. Di costoro alcuni un&amp;rsquo;onda pi&amp;ugrave; debole li trattiene e mollemente li trasposta, altri li prende una pi&amp;ugrave; violenta, altri li depone presso la riva una corrente debole, altri li getta in mare l&amp;rsquo;impeto delle acque. Dobbiamo perci&amp;ograve; stabilire che cosa vogliamo e perseverare in tale proposito. &lt;br /&gt;E&amp;rsquo; arrivato il momento di concludere con un motto di altri. Posso riferirti una frase del tuo Epicuro e attenermi al vincolo di questa lettera: &amp;ldquo;E&amp;rsquo; penoso cominciare sempre la vita&amp;rdquo;, oppure se in questo modo posso esprimere meglio il senso: &amp;ldquo;Vivono male quelle persone che cominciano sempre a vivere&amp;rdquo;. &lt;br /&gt;&amp;ldquo;Perch&amp;eacute;?&amp;rdquo; chiedi: questa voce necessita infatti di una spiegazione. perch&amp;eacute; la loro vita &amp;egrave; sempre incompleta. Non pu&amp;ograve; essere pronto alla morte chi proprio in quel momento comincia a vivere. Dobbiamo fare in modo di aver vissuto abbastanza: nessuno che sia intento proprio allora a tessere le trame della vita lo fa. Non pensare che uomini del genere siano pochi: sono quasi tutti cos&amp;igrave;. Certi, poi, cominciano quando bisogna smettere. Se ti pare strano, aggiunger&amp;ograve; una cosa che ti far&amp;agrave; stupire ancora di pi&amp;ugrave;: certi uomini finiscono di vivere ancora prima di aver incominciato. Stammi bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid3&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class=&quot;ljcut&quot; text=&quot;Libro III - Epistola III&quot;&gt;&lt;strong&gt;Libro III - Epistola III&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi scrivi dicendo di essere preoccupato per l&amp;rsquo;esito della causa che ti &amp;egrave; stata intentata dal furore di un tuo nemico; e pensi che io ti esorti ad augurarti il meglio e a trovare conforto in speranze che blandiscono. Che necessit&amp;agrave; c&amp;rsquo;&amp;egrave;, infatti, di chiamare i mali, che dovrai patire abbastanza quando verranno, di anticiparli con l&amp;rsquo;immaginazione e rovinare il presente nel timore del futuro? Senza dubbio &amp;egrave; da sciocchi essere infelici oggi, perch&amp;eacute; un giorno o l&amp;rsquo;altro dovrai essere infelice: ma io voglio condurti alla serenit&amp;agrave; per un&amp;rsquo;altra strada.&lt;br /&gt;Se vuoi liberarti da ogni preoccupazione, pensa che quello che non vuoi che avvenga avverr&amp;agrave;, e qualunque sia il male misuralo con te stesso e valuta le tue paure: ti accorgerai che il male che temi o non &amp;egrave; grave o non durer&amp;agrave; a lungo. &lt;br /&gt;Gli esempi atti a incoraggiarti non sono da esser ricercati a lungo: ogni epoca li ha. Richiama alla memoria un periodo qualsiasi della storia nostra o degli altri popoli, e ti si presenteranno uomini insigni o per i loro progressi spirituali o per i i loro nobili slanci. Se subirai una condanna, ti pu&amp;ograve; accadere qualcosa di peggio d&amp;rsquo;esser mandato in esilio o condotto in carcere? O qualcosa di pi&amp;ugrave; temibile della tortura o la morte? Disponi davanti a te questi mali e coloro che li hanno disprezzati, che non devono esser cercati, ma soltanto scelti (perch&amp;eacute; sono tanti, c&amp;rsquo;&amp;egrave; l&amp;rsquo;imbarazzato della scelta). &lt;br /&gt;Rutilio sopport&amp;ograve; la sua condanna come se per lui nulla fosse pi&amp;ugrave; gravoso che godere di cattiva reputazione. Metello sostenne l&amp;rsquo;esilio con coraggio, Rutilio addirittura volentieri: l&amp;rsquo;uno assicur&amp;ograve; allo stato il suo ritorno, l&amp;rsquo;altro rifiut&amp;ograve; il ritorno concessogli da Silla, uno a chi allora non si rifiutava nulla. In carcere Socrate discuteva (di filosofia) e nonvolle fuggire, pur essendoci chi gli assicurava la fuga, e rimase, per liberare degli uomini dalla paura delle due disgrazie ritenute pi&amp;ugrave; gravi, la morte e il carcere. &lt;br /&gt;Muzio mise la mano sul fuoco. E&amp;rsquo; doloroso essere bruciati: quanto pi&amp;ugrave; doloroso &amp;egrave; infliggersi volontariamente questa pena! Hai di fronte un uomo non erudito n&amp;egrave; dotato di insegnamenti contro la morte o la sofferenza, solo allenato dalla disciplina militare, che esige da se una pena per un tentativo andato male: stette immobile a guardare la sua destra gocciolare sul braciere dei nemici e non la tolse prima che fosse colata via la carne a lasciare nude le ossa (questo passo si pu&amp;ograve; tradurre in tanti modi ma in tutti i casi va modificato e adattato parecchio, altrimenti non si rende bene l&amp;rsquo;idea della carne che gocciola tipo la rostinciana), tanto che fu il nemico a dovergli portar via il fuoco. Avrebbe potuto compiere in quell&amp;rsquo;accampamento un&amp;rsquo;opera pi&amp;ugrave; fortunata, ma non pi&amp;ugrave; coraggiosa. Vedi quanto pi&amp;ugrave; alacre sia il valore ad affrontare i pericoli che non la crudelt&amp;agrave; a imporli: Porsenna perdon&amp;ograve; pi&amp;ugrave; facilmente a Muzio di averlo voluto uccidere di quanto Muzio perdon&amp;ograve; a se stesso di non averlo ucciso. &lt;br /&gt;&amp;ldquo;Queste leggende&amp;rdquo;, dici tu, &amp;ldquo;sono recitate in tutte le scuole; e ora quando sar&amp;ograve; il momento di parlare del disprezzo della morte, mi racconterai di Catone.&amp;rdquo; E perch&amp;eacute; non dovrei raccontarti che in quell&amp;rsquo;ultima notte leggeva un libro di Platone con la spada posata vicino alla testa? Questi due strumenti si era procurato in quel momento estremo, l&amp;rsquo;uno per trovare la volont&amp;agrave; di morire, l&amp;rsquo;altro per trovare la possibilit&amp;agrave; di farlo. Disposte dunque le sue cose, per come poteva in quelle circostanze terribili ed estreme, decise di agire in modo che nessuno potesse uccidere Catone e che nessuno si ritrovasse a salvarlo. &lt;br /&gt;E afferrata la spada che fino a quel giorno aveva preservato pura (non l&amp;rsquo;aveva mai macchiata di sangue), disse: &amp;ldquo;Sorte, non hai ottenuto nulla contrastando tutti i miei tentativi. Fino ad oggi non ho lottato per la mia libert&amp;agrave; ma per quella della patria, e non agivo con tanta determinazione per essere libero, ma per vivere in mezzo ad uomini liberi: ora, poich&amp;egrave; la situazione del genere umano &amp;egrave; disperata, possa Catone mettersi in salvo.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Poi si inferse in corpo la ferita mortale: e quando i medici gliela suturarono, anche se possedeva meno sangue e meno forza, il coraggio era intatto, e irato non tanto con Cesare ma con s&amp;egrave; stesso cacci&amp;ograve; le mani nude nella ferita e non fece spirar fuori ma scagli&amp;ograve; via la sua anima generosa e sprezzante di ogni potenza. &lt;br /&gt;Non &amp;egrave; mia intenzione raccogliere questi esempi per esercitare la mente, ma per farti coraggio contro il male che &amp;egrave; ritenuto peggiore. E riuscir&amp;ograve; pi&amp;ugrave; facilmente ad esortarti se ti mostrer&amp;ograve; che non soltanto gli uomini coraggiosi hanno affrontato con sprezzo il momento della morte, ma che alcuni, vili in altre circostanze, eguagliarono il coraggio dei migliori, come ad esempio il famoso Scipione, suocero di Cneo Pompeo, che spinto sulle coste africane dal vento contrario e vedendo che la sua nave era tenuta dai nemici, si trafisse con la spada, e a chi chiese dove fosse il generale, rispose: &amp;ldquo;IL generale sta bene&amp;rdquo;. &lt;br /&gt;Questa frase lo ha reso degno dei suoi antenati e non ha interrotto (ha perpetuato) la fatale gloria degli Scipioni in Africa. Fu una grande impresa vincere Cartagine, ma ancora pi&amp;ugrave; grande fu vincere la morte. &amp;ldquo;Il generale sta bene&amp;rdquo;, disse: doveva forse morire diversamente un generale, e per di pi&amp;ugrave; il generale di Catone? &lt;br /&gt;Non ti richiamo alle vicende storiche e non voglio nemmeno raccogliere da tutte le epoche gli uomini che hanno disprezzato la morte, che sono tantissimi; guarda a questi nostri tempi, dei quali lamentiamo la mollezza e l&amp;rsquo;amore per i piaceri: vedrai persone di ogni ordine sociale, di ogni condizione, di ogni et&amp;agrave;, che hanno spezzato i loro mali con la morte. Credimi, Lucilio, a tal punto la morte non &amp;egrave; da temersi che &amp;egrave; per merito suo se non dobbiamo temere nulla. &lt;br /&gt;Ascolta perci&amp;ograve; tranquillo le minacce del tuo nemico; ed &amp;egrave; vero che la tua coscienza ti da fiducia, ma tuttavia, poich&amp;egrave; valgono anche tanti fattori esterni alla causa, spera in una sentenza veramente giusta, ma preparati anche ad una alquanto ingiusta. E innanzitutto ricordati di spogliare gli avvenimenti dal tumulto (che le accompagna) e considerarli per quello che sono: vedrai che non c&amp;rsquo;&amp;egrave; niente di terribile in questi se non la nostra paura. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;Ci&amp;ograve; che vedi succedere ai fanciulli, succede anche a noi fanciulli un po&amp;rsquo; pi&amp;ugrave; grandi: quando vedono mascherate le persone che amano, e alle quali sono abituati, con le quali giocano, si spaventano: non solo agli uomini, ma anche alle cose bisogna togliere la maschera e farle tornare al loro vero aspetto. &lt;br /&gt;perch&amp;eacute; mi mostri spade, fuoco e una turba di carnefici fremente intorno a te? Getta questo apparato sotto il quale ti nascondi e che atterrisce gli sciocchi: sei la morte, te ora un mio servo, ora una mia ancella, ti hanno disprezzata. Perch&amp;eacute; tu, di nuovo, mi disponi davanti un grande apparato di flagelli e strumenti da tortura? perch&amp;eacute; mi mostri arnesi diversi per torchiare diverse articolazioni, e mille altri macchinari per scarnificare un uomo brano a brano? Lascia da parte questi strumenti per terrorizzarci; fa&amp;rsquo; cessare i gemiti e le grida e gli urli lancinanti strappati con la tortura: non sei nient&amp;rsquo;altro che il dolore che il podagroso disprezza, che chi soffre di stomaco sopporta in mezzo ai piaceri del pranzo, che la fanciulla affronta durante il parto. Se ti posso sopportare, sei leggero; duri poco, se non ti posso sopportare.&lt;br /&gt;Rifletti su queste parole che spesso hai sentito e spesso pronunciato: e prova ora coi fatti che hai ascoltato davvero e parlato sinceramente. E&amp;rsquo; vergognosissimo quello che spesso ci imputano, cio&amp;egrave; che discutiamo di filosofia e non la trasponiamo nei fatti. Come? Che ti minaccia la morte, o l&amp;rsquo;esilio, o il dolore, l&amp;rsquo;hai appreso adesso per la prima volta? Sei nato con questo destino: qualunque cosa possa accadere, pensiamo che accadr&amp;agrave; di certo. &lt;br /&gt;So che hai sicuramente agito come ti ho suggerito. Ora ti esorto a non affogare il tuo spirito in queste preoccupazioni: si indebolir&amp;agrave; e avr&amp;agrave; meno vigore, quando sar&amp;agrave; il momento di levarsi (a lottare). Volgilo dai tuoi problemi personali a quelli generali: ripetiti che hai un corpiciattolo (corpo che &amp;egrave; poca cosa) mortale e fragile, al quale possono essere inflitti dolori non solo dalla violenza e dalla forza dei pi&amp;ugrave; potenti; i piaceri stessi si volgono in tormenti, i pranzi provocano difficolt&amp;agrave; di digestione, l&amp;rsquo;ubriachezza torpore dei nervi e tremore, la lussuria pu&amp;ograve; deformare piedi, mani e tutte le articolazioni (sifilide).&lt;br /&gt;Diventer&amp;ograve; povero: sar&amp;ograve; tra i pi&amp;ugrave;. Sar&amp;ograve; esule: penser&amp;ograve; di esser nato l&amp;agrave; dove mi manderanno. Sar&amp;ograve; incatenato: e allora? Sono forse libero, adesso? La natura mi ha vincolato a questo grave peso che &amp;egrave; il corpo. Morir&amp;ograve;: &amp;egrave; come se tu dicessi, non correr&amp;ograve; pi&amp;ugrave; il rischio di ammalarmi, di essere ridotto in catene, di morire. &lt;br /&gt;Non sono tanto ottuso da recitare a questo punto la cantilena Epicurea e ripetere che sono falsi i timori dell&amp;rsquo;oltretomba, che Issione non gira legato ad una ruota e che Sisifo non spinge con le spalle un masso per una salita, e che a nessuno possono rinascere ed essere strappate quotidianamente le viscere: non c&amp;rsquo;&amp;egrave; un uomo tanto infantile da temere Cerbero e le tenebre e l&amp;rsquo;aspetto spettrale di coloro che sono fatti di nude ossa. La morte o ci consuma o ci spoglia: detratto il peso del corpo rimane la parte migliore di noi, se invece ci consuma nulla resta, e i mali se ne vanno insieme con i beni. &lt;br /&gt;Permettimi a questo punto di citare un tuo verso, ma prima ti avverto, non l&amp;rsquo;hai scritto solo per il giudizio degli altri, ma anche per te stesso. E&amp;rsquo; vergognoso dire una cosa diversa da ci&amp;ograve; che si pensa: quanto &amp;egrave; pi&amp;ugrave; vergognoso scrivere una cosa, e pensarne un&amp;rsquo;altra! Mi ricordo che una volta hai trattato questo argomento, che noi non precipitiamo di colpo nella morte, ma procediamo verso di essa a poco a poco. &lt;br /&gt;Si muore ogni giorno: ogni giorno ci viene un tolta una parte della vita, e anche quando cresciamo, la vita decresce. Abbiamo perduto l&amp;rsquo;infanzia, poi la fanciullezza, poi l&amp;rsquo;adolescenza. Tutto il tempo trascorso fino a ieri &amp;egrave; ormai perduto; anche questo giorno che stiamo vivendo, lo dividiamo con la morte. Come la clessidra non la vuota l&amp;rsquo;ultima goccia d&amp;rsquo;acqua, ma tutta quella defluita prima, cos&amp;igrave; l&amp;rsquo;ultima ora, che mette fine alla nostra vita, non da sola causa la morte, ma da sola la compie: noi vi giungiamo in quel momento, ma da tempo vi siamo diretti. &lt;br /&gt;Dopo aver descritto queste cose con il tuo consueto stile, sempre sostenuto ma mai pi&amp;ugrave; efficace di quando metti le parole al servizio della verit&amp;agrave;, hai scritto:  La morte non viene una volta sola: quella che ci porta via, &amp;egrave; l&amp;rsquo;ultima morte.   E&amp;rsquo; meglio che tu legga te stesso che la mia lettera: ti apparir&amp;agrave; chiaro che questa che noi temiamo &amp;egrave; l&amp;rsquo;ultima morte, ma non l&amp;rsquo;unica. &lt;br /&gt;So cosa cerchi: cerchi che cosa abbia introdotto in questa lettera, che massima coraggiosa d&amp;rsquo;altri, che utile precetto. Ti mander&amp;ograve; qualche pensiero di questa stessa materia che &amp;egrave; stata nelle nostre mani (di cui si &amp;egrave; parlato). Epicuro biasima chi brama la morte non meno di quelli che la temono, e dice: &amp;ldquo;E&amp;rsquo; ridicolo correre verso la morte per stanchezza della vita, quando con il tuo sistema di vita hai fatto in modo che essa fosse una corsa verso la morte.&amp;rdquo; &lt;br /&gt;E ancora in un altro passo dice: &amp;ldquo;Che c&amp;rsquo;&amp;egrave; di tanto ridicolo quanto cercare la morte, se proprio per paura della morte ti sei reso la vita irrequieta?&amp;rdquo; Puoi aggiungere anche un&amp;rsquo;altra considerazione simile, che &amp;egrave; tanta la stupidit&amp;agrave;, anzi la follia degli uomini, che alcuni sono spinti alla morte dal timore della morte. &lt;br /&gt;Medita su uno qualsiasi di questi pensieri, rafforzerai il tuo animo a sopportare o la morte o la vita: dobbiamo essere consigliati e incoraggiati sia a non amare troppo la vita, sia a non odiarla troppo. Anche quando la ragione ci spinge a concluderla, non bisogna prendere decisioni alla cieca o di furia. &lt;br /&gt;L&amp;rsquo;uomo forte e saggio non deve fuggire dalla vita, ma uscirsene: e prima di tutto deve evitare quello stato che &amp;egrave; comune a molti: la smania di morire. Lucilio mio, come per altre cose, anche per il morire c&amp;rsquo;&amp;egrave; un&amp;rsquo;inclinazione dell&amp;rsquo;animo inconsulta, che spesso assale gli uomini di indole generosa ed eccezionale, spesso gli ignavi e i deboli: gli uni spezzano la vita, gli altri ne sono oppressi. &lt;br /&gt;In certi si insinua la saziet&amp;agrave; di fare e vedere sempre le stesse cose e non l&amp;rsquo;odio, ma l&amp;rsquo;uggia della vita, nel quale scivoliamo spinti dalla stessa filosofia, e ci chiediamo: &amp;ldquo;Fino a quando le stesse cose? (l&amp;rsquo;asindeto qui &amp;egrave; meglio lasciarlo, credo) Mi sveglier&amp;ograve; dormir&amp;ograve; avr&amp;ograve; fame, avr&amp;ograve; freddo avr&amp;ograve; caldo. Niente finisce, anzi ogni cosa &amp;egrave; concatenata in un circolo chiuso, fugge e insegue. La notte incalza il giorno, il giorno la notte, l&amp;rsquo;estate finisce nell&amp;rsquo;autunno, l&amp;rsquo;autunno &amp;egrave; inseguito dall&amp;rsquo;inverno, che &amp;egrave; chiuso dalla primavera; tutto passa per ritornare. Non faccio niente di nuovo, non vedo niente di nuovo: e un giorno tutto questo da la nausea.&amp;rdquo; Ci sono molti che non giudicano la vita penosa, ma superflua. Stammi bene.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;</description>
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  <pubDate>Fri, 21 Nov 2008 19:45:37 GMT</pubDate>
  <title>libertà</title>
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  <description>Avevo detto due cose nel post precedente: la prima &amp;egrave; che non avrei scritto per un po&apos; per dare il tempo ai ritardatari di poter leggere quell&apos;impressionante mole di roba. La seconda, che dopo quel periodaccio ero riuscita a trovare la forza di affrontare tutti i miei difetti, ma soprattutto le mie debolezze, per cambiarle. In realt&amp;agrave; ci sono dei momenti, come &amp;egrave; stato oggi che ero vittima delle crisi di panico di una schiacciante claustrofobia, nei quali mi rendo conto che le debolezze ci sono ancora, e aspettano solo che io sia emotivamente instabile per colpire con maggior veemenza xD &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E per la verit&amp;agrave; mi sento veramente stupida. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma andiamo con ordine. Oggi siamo andati col Goro (professore di italiano, un personaggio tale che bisogner&amp;agrave; parlarvene in separata sede, magari quando comincer&amp;ograve; a postare le schede dei personaggi della quattro-mani col Polpolutti, Fainal Fantasi Ics-tre, dove il Goro interpreta Wakka) al carcere delle Sughere di Livorno. Mi piacerebbe parlarvi del progetto, un premio letterario per detenuti, con ordine, probabilmente verr&amp;agrave; fuori nel corso del post. E&apos; stata una cosa che non mi pento di aver fatto, anche se sono stata cos&amp;igrave; male, come il lettore apprender&amp;agrave;. &lt;br /&gt;Non si parla quasi mai delle carceri. Si sente parlare dei detenuti solo quando si suicidano. Di tutte le persone che stanno e vivono l&amp;agrave; dentro, in qualche modo non si ha mai notizia, salvo forse, da qualche parte, l&apos;inconscia cognizione di loro come esseri incapaci di produrre, &lt;em&gt;materiale inerte&lt;/em&gt; che languisce in celle che non si sa nemmeno come sono fatte. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;Sono persone. Non sono oggetti, ma soggetti. E sono vivi. Non so come sia vivere in cella: non so come sia il passo lento e strascicato, il camminare fra quattro pareti, il guardare il cielo che noi ignoriamo attraverso delle sbarre che lo rendono speciale, la cosa pi&amp;ugrave; speciale che esista, cose che noi ignoriamo e diamo per scontate. Diamo per scontata la nostra libert&amp;agrave;: siamo solo fortunati. Fortunati abbastanza da avere avuto buon senso, quando si &amp;egrave; trattato di trovarsi al bivio di un terribile sbaglio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono persone, s&amp;igrave;, comunque. Sentite come suona, &amp;quot;persone&amp;quot;. Gente che non perdiamo nemmeno tempo a condannare, perch&amp;egrave; l&apos;ha gi&amp;agrave; fatto l&apos;istituzione, perch&amp;egrave; stanno l&amp;agrave; dentro e non hanno alcuna influenza sul mondo che viviamo noi. Se anche li abbiamo sentiti nominare, non li rivedremo mai e non ci incontreremo mai. &lt;br /&gt;Gli ergastolani passano tutta la loro esistenza residua in prigione. Qualcun altro, come nel caso delle Sughere, che &amp;egrave; il penultimo livello, ci passa decenni, decenni e decenni. Entrano a diciott&apos;anni, come alcuni dei premiati del concorso Casalini di cui si parla, la loro vita va avanti mentre sono ancora l&amp;igrave;, dopo i cinquant&apos;anni sono ancora l&amp;igrave;, in un chiostro dall&apos;aspetto malsano e triste che per forza di cosa diventa uno dei luoghi pi&amp;ugrave; introspettivi del mondo. &lt;br /&gt;Scontano la pena che meritano. Qualcuno --- perch&amp;egrave; qualcun altro sta in prigione senza colpa. In tutti i casi, non ha senso condannarli, non ha senso odiarli, non ha senso dire che se lo sono meritato. Non &amp;egrave; per piet&amp;agrave; che mi sono sentita cos&amp;igrave; triste, nemmeno per solidariet&amp;agrave;, per spirito umanitario, per profonda sensibilit&amp;agrave;.&lt;br /&gt;E&apos; che improvvisamente vieni strappato alla bambagia nella quale vivi, &amp;egrave; che improvvisamente sei in mezzo a persone che - sembra naturale dirlo?&amp;nbsp;Provate &lt;em&gt;per un attimo&lt;/em&gt; a considerare il &lt;em&gt;suono&lt;/em&gt; di queste parole - non hanno pi&amp;ugrave; la loro libert&amp;agrave;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perci&amp;ograve; no: parliamo di cuore, parliamo di esseri umani. Non parliamo di chi ha colpa, non parliamo di quel che merita un pluriomicida. &lt;br /&gt;Se poi siete convinti che il male vada eliminato anzich&amp;egrave; recuperato, levatevi dai coglioni, perch&amp;egrave; siete figli di puttana. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Libert&amp;agrave; &amp;egrave; una parola veramente stupida e inflazionata fin quando qualcuno non ti aiuta a capire quanto sia importante, quanto sia importante mantenerla, e costruirla ogni giorno. Quante volte la calpestiamo, anche nei nostri atti pi&amp;ugrave; stupidi e insignificanti: ci priviamo della dignit&amp;agrave; personale incazzandoci oltre la misura, vivendo a caso, senza considerare niente. Trasformando i sogni in ossesioni, l&apos;immaginazione in carburante sterile. Crogiolandoci nei nostri difetti senza correggerli. Dimenticandosi di amarsi e di amare. Dimenticandosi come si fa a meravigliarsi ancora di qualsiasi stupidaggine, a essere curiosi, a essere sani, autentici, veri e onesti. In tutti questi casi, smerdiamo la libert&amp;agrave; che qualcun altro non riavr&amp;agrave; mai pi&amp;ugrave; indietro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io credo di essere cresciuta nel giro di poche ore, e lo devo tutto a loro. A quello che loro sono senza forse neanche accorgersi di esserlo. A qualche slideshow e a qualche dispendio di parole intorno a un concorso letterario che forse sar&amp;agrave; sembrato pacchiano, ma che aveva l&apos;odore terrificante di una speranza che si dibatte dietro sbarre inamovibili. A quelle parole sgrammaticate, quelle frasi quasi del tutto scorrette da ogni punto di vista della lingua italiana, parole che vengono da un abisso nel quale chi sprofonda viene troppo spesso dimenticato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io credo che qualsiasi altra carezza che dar&amp;ograve; e ricever&amp;ograve; da un uomo non avr&amp;agrave; pi&amp;ugrave; lo stesso valore, dopo oggi, perch&amp;egrave; ho pensato che queste carezze loro non le conoscono da un pezzo e in alcuni casi non le conosceranno mai pi&amp;ugrave;. Non avranno mai pi&amp;ugrave; o non avranno pi&amp;ugrave; ancora a lungo tutte quelle cose che troppo spesso mi sono dimenticata di considerare importanti, importanti come meritano, e come sono. Ti viene la fame di qualcosa di cui credevi di essere sazio. Ti viene il groppo alla gola, ti viene da piangere, pensi a famiglie e amori divisi, a vite che non saranno mai pi&amp;ugrave; come prima. Quando usciranno, quelli che usciranno, e quelli che ne usciranno vivi, saranno umani intensamente vivi, ma vivi come lo sono le prospettive che soffocano. Pochi danno lavoro ai detenuti che escono dal carcere: le istituzioni pubbliche sono escluse, salvo quelle fatte apposta, che puzzano di tristezza lontano un miglio. Il resto dei datori di lavoro sono privati, il resto &amp;egrave; a discrezione dei privati. E i privati non hanno mai voglia di testare il cuore degli altri, perch&amp;egrave; una forza lavoro che non &amp;egrave; garantita non garantisce una rendita. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Crisi di panico, con tremore, senso di svenimento, mani congelate e sudate, e tutti gli annessi e connessi. Claustrofobia e una tristezza &lt;em&gt;spalancata&lt;/em&gt;. Non mi ricordo altro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi ricordo, da prima, che ero seduta nella sala d&apos;ascolto e avevo voglia di piangere, e anche quando sorridevo di fronte a quegli uomini che una volta di pi&amp;ugrave; si sono dimostrati uomini come lo sono tutti gli altri, che ti fanno sorridere perch&amp;egrave; forse hanno cose in cui credere molto pi&amp;ugrave; di tanti altri che stanno fuori. Mentre andavo avanti fra un controllo e l&apos;altro, fra quei corridoi sbarrati e stretti con la luce gialla, i pavimenti gialli e le pareti gialle, cominciavo gi&amp;agrave; a sentirmi svenire. Non &amp;egrave; successo niente di tutto questo, perch&amp;egrave; la mia non &amp;egrave; stata una reazione fisica, &amp;egrave; stata una reazione psicologica, e come tale ero libera di avere il controllo su di essa. Non era facile, ma a impedirmi di svenire come avrei potuto fare, &amp;egrave; stata la consapevolezza di tutto quello che ho imparato in diciotto anni di vita: tra cui l&apos;esigenza di resistere ad ogni costo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non perch&amp;egrave; avevo paura di mostrarmi debole. Nemmeno perch&amp;egrave; non volevo fare la scenata. Neanche perch&amp;egrave; avrei causato problemi agli altri.&lt;br /&gt;Certo, c&apos;era anche questo. L&apos;importante quando sei solo con le tue debolezze non &amp;egrave; quello che pensano gli altri di esse, &amp;egrave; quello che riesci a fare tu per contrastarle. Mi fanno pena quelli che dicono che &amp;quot;c&apos;&amp;egrave; poco da fare&amp;quot;. &amp;quot;Io sono cos&amp;igrave; e non sono capace di cambiarmi&amp;quot;. &amp;quot;E&apos; pi&amp;ugrave; forte di me&amp;quot;. Niente che sia difficile &amp;egrave; contemporaneamente impossibile. &lt;br /&gt;E se &amp;egrave; vero che per andare a letto contenti ogni sera &amp;egrave; sufficiente vivere come le belle parole che si dicono, io volevo farcela a qualsiasi costo: voglio andare a letto stasera dopo aver sorbito OGNI singola parola, dopo aver sperimentato una cruda realt&amp;agrave; senza anestesia. E&apos; solo cos&amp;igrave; che si cresce. Per vincere una fobia, una paura, devi conoscerla. Per conoscere una paura devi ascoltarla, e rimanere lucido di fronte ad essa anche a costo di mordersi la lingua. Di questo sono convinta, e faccio del mio meglio ogni volta. Oggi avrei potuto fare ancora meglio, ed &amp;egrave; per questo che mi sento stupida. &lt;br /&gt; Con la pressione sotto i piedi sono rimasta seduta fino alla fine. Forse a un certo punto, non mi ricordo bene, Nanni era sul punto di afferrarmi perch&amp;egrave; sono letteralmente inciampata. Per&amp;ograve; volevo restare lucida, e &lt;em&gt;ascoltare&lt;/em&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perch&amp;egrave; era triste, era come essere soffocati in una stanza stretta, in un edificio senza aperture e senza prospettive. &lt;br /&gt;Eppure gli uomini l&amp;agrave; dentro, quelli che hanno parlato, intendo, non avevano stanchezza d&apos;esistere. &lt;br /&gt;Non erano lumache che si trascinavano sbavando. Non erano mostri che esercitano fascino come bestie da circo. &lt;br /&gt;Erano uomini che vivevano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi abbiamo il privilegio di guardare alla vita passata e pensare a tutte le persone che si sono succedute intorno a noi; ci ricordiamo dei nostri anni e le immagini sono parole sciolte senza virgole in mezzo. Tutti si avvicendano intorno a noi e costruiscono il nostro mondo di ricordi. Gli amori che sono stati e che poi sono finiti, le cazzate che abbiamo fatto, le stupidaggini, i bambini viziati che eravamo, gli stupidi che siamo stati e che crediamo di non essere pi&amp;ugrave;. Gli amici che ci hanno delusi, che ci hanno abbandonati o che semplicemente si sono lontanati. Ci svegliamo un giorno e ci accorgiamo che molte cose sono passate senza un dolore, senza una lacrima.&lt;br /&gt;Non ci sono ricordi che danzano cos&amp;igrave; liberamente quando si passa la vita in catene. &lt;br /&gt;E non sono catene metaforiche: sono le catene di chi in carcere ci vive, e non esistono catene pi&amp;ugrave; vere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E io provavo una grande ammirazione. Le belle parole e l&apos;italiano corretto non servono a chi possiede un grande cuore da esibire con tutto l&apos;orgoglio che merita. Noi non conosciamo quello che ti succede nell&apos;animo dopo che hai ucciso un uomo, dopo che l&apos;hai separato dalla sua famiglia; che cosa incredibilmente enorme, uccidere. Spezzi le prospettive, forzi al riposo eterno, a un sonno senza risveglio. Commetti la suprema delle ingiustizie, sei parte di quel male che tutti sono pronti a condannare a occhi chiusi. Io stessa lo faccio. Io stessa mi pregio di poter elargire condanne inesorabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma poi vedi cosa succede. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono degli idioti che non pagano mai nessun prezzo, perch&amp;egrave; sono troppo idioti per rendersi conto di quanto sbagliano. &lt;br /&gt;Dall&apos;altra parte ci sono criminali che non vengono mai puniti, che non vengono mai presi. &lt;br /&gt;Poi ci sono quelli che si salvano sempre, in ogni caso. Poi ci sono quelli che si inventano vie traverse per salvarsi da processi che meritavano, perch&amp;egrave; hanno il potere di fuggire da qualsiasi prezzo e di far la cresta su qualsiasi conto della spesa. &lt;br /&gt;Da un&apos;altra parte ancora ci sono quelli che si dichiarano pronti a uccidere un uomo se esso entra in casa come ladro, che lodano l&apos;istinto di difendere con l&apos;ingiustizia i propri cari contro le ingiustizie, che si pregiano del sentimento di una vendetta da film statunitense. &lt;br /&gt;C&apos;&amp;egrave; qualcosa che accumuna tutti i reati, dal pi&amp;ugrave; al meno grave, e non &amp;egrave; solo il codice penale. &lt;br /&gt;Qualcosa che sta nella mente, nella nostra coscienza di cittadini; a livello internazionale, si intende. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi da un&apos;altra parte ancora, lontano da questi e da altri esempi, lontano perch&amp;egrave; non c&apos;&amp;egrave; un ponte, perch&amp;egrave; non c&apos;&amp;egrave; un collegamento, perch&amp;egrave; siamo lontani senza incontrarci mai, perch&amp;egrave; siamo noi che non vogliamo incontrarli... da questa parte, ci sono uomini che passano la loro vita in carcere, o gran parte della loro vita. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io ho visto che oggi un ponte si &amp;egrave; cercato di crearlo. Era tutto troppo zuccheroso?&amp;nbsp;Forse. Era tutto troppo toccante per essere vero?&amp;nbsp;Forse. La maggior parte delle persone nel progetto non ci credono che superficialmente?&amp;nbsp;Forse. Buonismo?&amp;nbsp;A palate. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma io ho visto gente che lotta, sia pure senza esporsi troppo, perch&amp;egrave; a questi individui venga concessa l&apos;istruzione, e nessuno meglio di loro potrebbe capire veramente che l&apos;istruzione &amp;egrave; uno dei diritti pi&amp;ugrave; belli e meravigliosi, un grandissimo e forse il primo strumento della libert&amp;agrave;, una libert&amp;agrave; che hai nel cuore prima ancora che ai polsi. &lt;br /&gt;Gente che lotta perch&amp;egrave; a costoro sia concesso di lavorare (e sono ancora meno quelli che capiscono dell&apos;importanza del lavoro), sia concesso di essere umani, come sono nati per essere. Con i loro progetti, fra un&apos;ora d&apos;aria e l&apos;altra. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gente che cercava di mettere ai polli delle ali per volare, gente che cercava di far nascere le rose dai cavoli?&amp;nbsp;&lt;br /&gt;No, questo no. Quali che fossero le intenzioni di fondo, la luce che mettono loro negli occhi sar&amp;agrave; folle ma non &amp;egrave; effimera. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quelle stanze sbarrate non smetterano di esser gialle e quella che mangiano non smetter&amp;agrave; di esser sbobba. Il valore eccezionale che in cella pu&amp;ograve; avere il pi&amp;ugrave; scadente dei libri, i sensi tutti tesi, pi&amp;ugrave; del normale, a scoprire i segreti dietro parole poco raffinate, non bastano a consolare dalla consapevolezza che se si possiede questa sensibilit&amp;agrave; &amp;egrave; solo perch&amp;egrave; si &amp;egrave; stati costretti a svilupparla per salvarsi da una condizione disumanizzante. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Erano l&amp;igrave; dentro le &lt;em&gt;vere&lt;/em&gt; fenici. In gabbia e private della libert&amp;agrave; di fare un sacco di cose noi facciamo senza neanche sentirci felici. C&apos;erano l&amp;agrave; dentro fenici che scontavano la loro combustione ed erano pronte a rinascere. Anche quelli che vedranno il loro sogno tradito perch&amp;egrave; non usciranno alla luce mai pi&amp;ugrave;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un altro motivo per cui ho compiuto i miei modesti sforzi per restare sveglia, oltre che ascoltare. Non mi sentivo in diritto di soffrire di claustrofobia, e mostrare a tutti che poverina, ero un tipo sensibile, poverina, poverina. Io, che vivo all&apos;aperto,&lt;em&gt; fuori di l&amp;agrave;. &lt;/em&gt;E non sono poverina. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un altro motivo per cui questo post non &amp;egrave; friends-only come da copione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;</description>
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  <pubDate>Tue, 18 Nov 2008 20:29:57 GMT</pubDate>
  <title>UNA PALOMA BLANCAAAAAAAAAAAA</title>
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  <description>&lt;lj-embed id=&quot;14&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per oggi, non me la sento di aggiungere altro.&lt;br /&gt;Lo sfriendo pure, cos&amp;igrave; tutti potranno vederlo.</description>
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  <pubDate>Wed, 29 Oct 2008 15:15:46 GMT</pubDate>
  <title>Traduzione dei Persiani</title>
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  <description>Altro post non lockato dove metter&amp;ograve; la traduzione dei Persiani a uso di tutto il volgo che passa di qui, via via che la faccio. &lt;br /&gt;Sigh T_T&lt;br /&gt;A volte suona peggio che strana perch&amp;egrave; ho cercato di mantenere le parole in traduzione nei versi dove stavano anche nel testo originale, tanto per ricordarmela meglio (sperando che serva a qualche cosa) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;Parodos&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Coro: Questi che vedete dei Persiani che se ne sono andati&lt;br /&gt;(per la terra chiamata Grecia)&lt;br /&gt;custodi delle ricche dimore&lt;br /&gt;piene d&amp;rsquo;oro, che per anzianit&amp;agrave;&lt;br /&gt;lo stesso signore re Serse scelse,&lt;br /&gt;figlio di Dario,&lt;br /&gt;per vegliare sul paese. &lt;br /&gt;Pensando al ritorno del re&lt;br /&gt;e dell&amp;rsquo;esercito ricco d&amp;rsquo;oro&lt;br /&gt;troppo il cuore gi&amp;agrave; prevedendo sventure&lt;br /&gt;da dentro sussulta. &lt;br /&gt;(pezzo con varie interpretazioni) Tutta la forza dell&amp;rsquo;Asia&lt;br /&gt;ha portato via, che essa inveisce contro il giovane,&lt;br /&gt;e n&amp;egrave; un araldo n&amp;egrave; un messaggero a cavallo&lt;br /&gt;giunge alla citt&amp;agrave; di Persia,&lt;br /&gt;loro che le mura di Susa e Acbatana&lt;br /&gt;e dell&amp;rsquo;antica citt&amp;agrave; dei Cissiti&lt;br /&gt;lasciando partirono, chi a cavallo,&lt;br /&gt;chi sulle navi, e i fanti a piedi,&lt;br /&gt;formando una compatta schiera bellica;&lt;br /&gt;tra loro Amistre e Artaferne&lt;br /&gt;e Megabate e Astaspe,&lt;br /&gt;generali persiani,&lt;br /&gt;sovrani soggetti al gran re,&lt;br /&gt;si muovono, sorvegliando grande esercito,&lt;br /&gt;(fatali) arcieri e cavalieri,&lt;br /&gt;temibili a vedersi e terribili in combattimento&lt;br /&gt;per fiducia salda nel loro ardimento;&lt;br /&gt;e Artembare amante dei cavalli da guerra&lt;br /&gt;e Masistre e il valente arciere Imeo e Farancade&lt;br /&gt;e Sostane che sprona i cavalli al galoppo.&lt;br /&gt;Altri il grande e fecondo&lt;br /&gt;Nilo invi&amp;ograve;: Susicane,&lt;br /&gt;Pegastagone di stirpe egizia,&lt;br /&gt;e colui che governa la sacra Menfi&lt;br /&gt;il grande Arsame, e il reggente&lt;br /&gt;dell&amp;rsquo;antica Tebe Ariomardo,&lt;br /&gt;e i rematori di navi delle paludi,&lt;br /&gt;terribili e innumerevoli per moltitudine.&lt;br /&gt;Segue dei Lidi dalla vita molle&lt;br /&gt;la folla, che tutti i popoli che abitano&lt;br /&gt;sul continente dominano, Metrogate&lt;br /&gt;e il nobile Arteo, re condottieri,&lt;br /&gt;e la ricca Sardi; &lt;br /&gt;li spingono montati su molti carri&lt;br /&gt;a doppio e a triplo timone,&lt;br /&gt;spettacolo terribile a vedersi.&lt;br /&gt;Gli abitanti del sacro Tmolo minacciano&lt;br /&gt;di gettare sulla Grecia un gioco di schiavit&amp;ugrave;,&lt;br /&gt;Mardone, Tarubi, incudini di fronte alla lancia,&lt;br /&gt;e i Misi abili nel giavellotto e Babilonia&lt;br /&gt;ricca una schiera composita&lt;br /&gt;in lunga fila invia, portati dalle navi&lt;br /&gt;e fidenti nell&amp;rsquo;ardore che tende l&amp;rsquo;arco;&lt;br /&gt;i popoli armati di spada da tutta&lt;br /&gt;l&amp;rsquo;Asia seguono,&lt;br /&gt;sotto gli ordini gravi del sovrano.&lt;br /&gt;Tale fiore di eroi dalla terra persiana&lt;br /&gt;se n&amp;rsquo;&amp;egrave; andato,&lt;br /&gt;e per loro tutta l&amp;rsquo;Asia che li ha allevati&lt;br /&gt;geme di nostalgia struggente&lt;br /&gt;e genitori e spose contando i giorni&lt;br /&gt;tremano per il tempo che si dilata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;STR. E&amp;rsquo; passato il distruttore di citt&amp;agrave;&lt;br /&gt;esercito regale, alla riva&lt;br /&gt;opposta&lt;br /&gt;su un ponte di zattere strette da corde di canapa&lt;br /&gt;attraversando lo stretto&lt;br /&gt;di Elle Atamantide&lt;br /&gt;un sentiero tenuto da molti chiodi&lt;br /&gt;gettando come un giogo sulla cervice del mare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ANTISTR. L&amp;rsquo;impetuoso re dell&amp;rsquo;Asia molto popolata&lt;br /&gt;per tutta la terra un divino &lt;br /&gt;gregge spinge&lt;br /&gt;da due parti per terra e per mare,&lt;br /&gt;sicuro di saldi&lt;br /&gt;e massicci comandanti&lt;br /&gt;uomo pari e un dio, di stirpe dorata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;STR. Spirando dagli occhi un livido&lt;br /&gt;sguardo di serpente sanguinario,&lt;br /&gt;(il re) dalle molte schiere e dalle molte navi&lt;br /&gt;guidando un carro assiro,&lt;br /&gt;conduce contro uomini insigni per la &lt;br /&gt;lancia un Ares (guerra) che uccide con l&amp;rsquo;arco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ANTISTR. Certo nessuno opponendosi&lt;br /&gt;alla grande corrente di uomini&lt;br /&gt;sarebbe capace di respingere con argini saldi&lt;br /&gt;l&amp;rsquo;onda invincibile del mare;&lt;br /&gt;irresistibile &amp;egrave; infatti dei Persiani&lt;br /&gt;l&amp;rsquo;esercito e il popolo bellicoso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MESOD. Ma l&amp;rsquo;inganno fraudolento di un dio&lt;br /&gt;quale uomo mortali eviter&amp;agrave;?&lt;br /&gt;Chi con agile piede&lt;br /&gt;&amp;egrave; capace di un rapido salto?&lt;br /&gt;Infatti con lusinghe benevole&lt;br /&gt;dapprima attira &lt;br /&gt;l&amp;rsquo;uomo nella rete, Ate,&lt;br /&gt;da cui non &amp;egrave; possibile che&lt;br /&gt;il mortale riesca a fuggire. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;STR. Infatti per volere divino la Moira ci impose il suo dominio&lt;br /&gt;fin dall&amp;rsquo;antichit&amp;agrave;, e ordin&amp;ograve; ai Persiani&lt;br /&gt;di perseguire guerre distruttrici&lt;br /&gt;e di condurre equestri&lt;br /&gt;mischie&lt;br /&gt;e distruzioni di citt&amp;agrave;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ANTISTR. Ma essi appresero a guardare&lt;br /&gt;il sacro recinto (bosco sacro) salmastro del vasto mare&lt;br /&gt;che biancheggia sotto il soffio impetuoso (del vento),&lt;br /&gt;fiduciosi delle sottili gomene&lt;br /&gt;e dei congegni&lt;br /&gt;dove una moltitudine pu&amp;ograve; passare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;STR Per questo il mio cuore ammantato di nero&lt;br /&gt;&amp;egrave; sconvolto dalla paura&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; ahim&amp;egrave;, esercito persiano&lt;br /&gt;che la citt&amp;agrave; venga a sapere questo, cio&amp;egrave;&lt;br /&gt;che la grande citt&amp;agrave; della suside &amp;egrave; vuota di uomini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ANTISTR Che la citt&amp;agrave; dei Cissi&lt;br /&gt;risponder&amp;agrave; facendo eco&lt;br /&gt;&amp;nbsp; ahim&amp;egrave;, folla di donne che gridano&lt;br /&gt;questa parola&lt;br /&gt;e che cada suo pepli di seta la lacerazione delle unghie&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;STR Tutto l&amp;rsquo;esercito di cavalleria&lt;br /&gt;e di fanteria&lt;br /&gt;se ne &amp;egrave; andato come uno sciame d&amp;rsquo;api&lt;br /&gt;con il comandante dell&amp;rsquo;esercito&lt;br /&gt;passando l&amp;rsquo;altura marina comune&lt;br /&gt;a entrambe le terre&lt;br /&gt;gettando il giogo da entrambe le parti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ANTISTR I letti si riempiano di lacrime&lt;br /&gt;per la nostalgia degli uomini:&lt;br /&gt;le donne di Persia teneramente addolorate per il rimpianto dei morti&lt;br /&gt;rimangano ognuna sola sotto il giogo nuziale&lt;br /&gt;dopo aver congedato&lt;br /&gt;il forte guerriero compagno di letto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;STR Ors&amp;ugrave; Persiani, sedendoci sotto&lt;br /&gt;questo antico tetto&lt;br /&gt;facciamo una riflessione sincera&lt;br /&gt;e profonda, urge la necessit&amp;agrave;,&lt;br /&gt;(di sapere) quale sia il destino di Serse il sovrano&lt;br /&gt;figlio di Dario&lt;br /&gt;nostra stirpe che porta il nome del padre,&lt;br /&gt;(se) &amp;egrave; il tratto dell&amp;rsquo;arco che vince,&lt;br /&gt;o lo ha superato&lt;br /&gt;la forza della lancia affilata.&lt;br /&gt;Ma ecco che giunge la madre del re&lt;br /&gt;luce pari agli occhi degli dei&lt;br /&gt;mia sovrana: mi inchino davanti a lei&lt;br /&gt;ed &amp;egrave; necessario che tutti la salutino&lt;br /&gt;con parole riverenti.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid2&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;Primo episodio, scena prima &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;O eccelsa regina dei Persiani dalla bassa cintura&lt;br /&gt;veneranda madre di Serse, salve, moglie di Dario;&lt;br /&gt;Tu sei moglie di un dio dei Persiani e madre di un dio,&lt;br /&gt;se l&amp;rsquo;antico demone non si &amp;egrave; ora mutato per l&amp;rsquo;esercito. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Regina: Proprio per questo lascio la reggia ornata d&amp;rsquo;oro&lt;br /&gt;e il talamo comune a Dario e a me. &lt;br /&gt;Anche a me una preoccupazione lacera il cuore; e a voi io far&amp;ograve;&lt;br /&gt;un racconto, non essendo affatto senza timore per me stessa, amici,&lt;br /&gt;che la grande ricchezza impolverando il suolo non rovesci col piede&lt;br /&gt;la prosperit&amp;agrave; che Dario innalz&amp;ograve; non senza l&amp;rsquo;aiuto di un dio.&lt;br /&gt;Per questo ho nell&amp;rsquo;animo una duplice inesprimibile preoccupazione,&lt;br /&gt;che non si possa onorare un&amp;rsquo;abbondanza di ricchezze priva di uomini&lt;br /&gt;e a coloro che sono privi di ricchezze non splenda una luce pari alla loro forza. &lt;br /&gt;La ricchezza &amp;egrave; intatta, ma la paura &amp;egrave; per l&amp;rsquo;occhio;&lt;br /&gt;infatti considero pupilla della casa la presenza del padrone. &lt;br /&gt;Perci&amp;ograve;, stando cos&amp;igrave; le cose, consiglieri su questa cosa&lt;br /&gt;che vi dir&amp;ograve; siatemi, Persiani, fiducia antica (maturata nell&amp;rsquo;et&amp;agrave;);&lt;br /&gt;ogni mia saggia decisione dipende infatti da voi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Coro: Sai bene, signora di questa terra, che non dovrai ripetere due volte&lt;br /&gt;n&amp;egrave; una parola n&amp;egrave; un compito nel quale ci sia per noi la possibilit&amp;agrave; di guidarti;&lt;br /&gt;infatti chiami consiglieri in queste faccende noi che siamo ben disposti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Regina: A molti sogni ogni notte&lt;br /&gt;mi trovo insieme, da quando avendo allestito una spedizione mio figlio&lt;br /&gt;part&amp;igrave; per distruggere la gente di Ionia;&lt;br /&gt;ma mai ne vidi uno cos&amp;igrave; chiaro&lt;br /&gt;come quello della scorsa notte; ve lo dir&amp;ograve;. &lt;br /&gt;Mi parve di vedere due donne ben vestite,&lt;br /&gt;l&amp;rsquo;una adorna di pepli persiani,&lt;br /&gt;l&amp;rsquo;altra greci, e mi sono parse agli occhi&lt;br /&gt;come molto pi&amp;ugrave; alte delle donne attuali,&lt;br /&gt;perfette per bellezza, e sorelle della stirpe&lt;br /&gt;medesima; ma come patria l&amp;rsquo;una aveva la Grecia,&lt;br /&gt;avendola ottenuta in sorte, l&amp;rsquo;altra la terra barbara. &lt;br /&gt;Come mi parve di vedere, iniziarono&lt;br /&gt;una contesa l&amp;rsquo;una contro l&amp;rsquo;altra; mio figlio rendendosene conto&lt;br /&gt;cerca di trattenerle, e le aggioga al carro&lt;br /&gt;e pone al loro collo delle cinghie. &lt;br /&gt;E una si ergeva fiera di questi finimenti&lt;br /&gt;e teneva la bocca docile alle redini,&lt;br /&gt;ma l&amp;rsquo;altra recalcitrava, e con le mani i finimenti del carro&lt;br /&gt;lacera, e lo trascina con violenza&lt;br /&gt;senza freni, e spezza il giogo nel mezzo. &lt;br /&gt;Mio figlio cade, e si avvicina&lt;br /&gt;il padre Dario a commiserarlo; ma appena lo vede&lt;br /&gt;Serse, si straccia le vesti intorno al corpo. &lt;br /&gt;E queste cose dico dopo averle viste la scorsa notte. &lt;br /&gt;Quando mi fui alzata e con le mani una pura&lt;br /&gt;fonte d&amp;rsquo;acqua ebbi toccato, con mano atta al sacrificio (gesto devoto)&lt;br /&gt;mi avvicinai all&amp;rsquo;altare, agli dei che stornano i mali&lt;br /&gt;intenzionata ad offrire una focaccia sacrificale, ai quali dei si sogliono fare queste&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; [cerimonie.&lt;br /&gt;Ma vedo un&amp;rsquo;aquila che scappando si rifiuta presso l&amp;rsquo;altare&lt;br /&gt;di Febo; per la paura sono rimasta senza parole, amici;&lt;br /&gt;subito dopo vedo un falco avventarsi velocemente&lt;br /&gt;con le ali e con gli artigli&lt;br /&gt;spiumarle il capo; e quella non faceva altro che, rannicchiata, come preda&lt;br /&gt;offrirsi. Queste cose furono per me spaventose a vedersi,&lt;br /&gt;come lo sono per voi a udirsi. Infatti sapete bene che mio figlio&lt;br /&gt;se vincesse sarebbe un uomo degno di ammirazione,&lt;br /&gt;ma se perdesse non deve rendere conto alla citt&amp;agrave;,&lt;br /&gt;purch&amp;egrave; sia salvo conserver&amp;agrave; ugualmente il dominio su questa terra. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Coro: Non vogliamo, o madre, spaventarti troppo con le nostre parole&lt;br /&gt;n&amp;egrave; incoraggiarti. Supplicando gli dei con solenni preghiere,&lt;br /&gt;se vedesti qualcosa di oscuro, chiedi che compiano l&amp;rsquo;allontanamento di questo, &lt;br /&gt;e che il bene si compia per te e per tuo figlio &lt;br /&gt;e per la citt&amp;agrave; e per tutte le persone care. In secondo luogo bisogna offrire&lt;br /&gt;libagioni alla terra e ai morti; con propizie parole prega di queste cose&lt;br /&gt;il tuo sposo Dario, che dici di aver visto durante la notte, &lt;br /&gt;che mandi buone cose a te e a tuo figlio dagli Inferi alla luce,&lt;br /&gt;e che le cose contrarie a queste siano oscurate nell&amp;rsquo;ombra, trattenute sotto terra.&lt;br /&gt;Questo con animo presago ti predico benevolmente;&lt;br /&gt;riguardo a questi fatti in ogni modo riteniamo che si concludano bene per te. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Regina: Primo interprete di questi sogni davvero un assennato consiglio&lt;br /&gt;hai dato mostrandoti benevolo verso mio figlio e la mia casa. &lt;br /&gt;Possano compiersi le cose migliori; questo, come hai suggerito,&lt;br /&gt;faremo del tutto agli dei e alle persone care che stanno sotto terra,&lt;br /&gt;non appena saremo giunte alla reggia. Voglio per&amp;ograve; sapere una cosa,&lt;br /&gt;amici, in che parte del mondo dicono sia situata Atene? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Coro: Lontano verso occidente dove tramonta il sole sovrano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Regina: Eppure mio figlio bramava di dare la caccia a questa?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Coro: Tutta la Grecia sarebbe soggetta al re. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Regina: Dispongono di una moltitudine di uomini pari alla nostra?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Coro: E&amp;rsquo; un esercito tale che gi&amp;agrave; molto danno fece ai Medi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Regina: E oltre a queste cose? Dispongono di dimore abbastanza ricche? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Coro: Possiedono una vena d&amp;rsquo;argento, tesoro della terra. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Regina: E la punta scoccata dall&amp;rsquo;arco risplende nelle loro mani? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Coro: No; lance per il combattimento ravvicinato e armature che portano lo scudo (corazze e scudi).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Regina: E chi &amp;egrave; il loro pastore che sta alla testa dell&amp;rsquo;esercito? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Coro: Di nessun uomo sono schiavi n&amp;egrave; sudditi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Regina: In che modo dunque potrebbero resistere ai nemici che li invadono? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Coro: Tanto che hanno distrutto l&amp;rsquo;esercito grande e bello di Dario. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Regina: Dici davvero cose terribili a pensarsi per i genitori di quelli che sono partiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Coro: Ma secondo me presto riceverai un discorso non fallace (saprai la verit&amp;agrave;).&lt;br /&gt;La maniera di correre di quest&amp;rsquo;uomo infatti si riconosce come persiana,&lt;br /&gt;e porta qualche fatto buono o cattivo da udirsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid3&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;Scena seconda &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Messaggero: O terre di tutta l&amp;rsquo;Asia, &lt;br /&gt;o patria dei Persiani e grande porto di ricchezza, &lt;br /&gt;come in un sol colpo &amp;egrave; andata distrutta la grande&lt;br /&gt;ricchezza, e il fiore dei Persiani se n&amp;rsquo;&amp;egrave; andato cadendo. &lt;br /&gt;Ahim&amp;egrave;, &amp;egrave; un male essere il primo ad annunciare queste notizie&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; [oppure, il primo male &amp;egrave; annunciare i mali];&lt;br /&gt;Ma &amp;egrave; necessario che io vi racconti tutto il dolore,&lt;br /&gt;Persiani; tutto l&amp;rsquo;esercito straniero &amp;egrave; distrutto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;STR. Coro: Dolorosi mali, dolorosi, inauditi,&lt;br /&gt;e miserevoli. Ahim&amp;egrave;, piangete, Per-&lt;br /&gt;siani, ascoltando questa pena! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Messaggero: Perch&amp;eacute; tutto laggi&amp;ugrave; &amp;egrave; andato distrutto; &lt;br /&gt;e io stesso insperatamente vedo il giorno del ritorno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ANTRISTR. Coro: Davvero troppo lunga questa &lt;br /&gt;vita per noi vecchi si &amp;egrave; rivelata, portandoci ad ascoltare&lt;br /&gt;questa sciagura inattesa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Messaggero: Io c&amp;rsquo;ero e non ripeto parole sentite da altri,&lt;br /&gt;Persiani, potrei raccontarvi quali disgrazie ci sono state procurate. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;STR. Coro: Ohim&amp;egrave;, invano&lt;br /&gt;le molte armi di ogni specie&lt;br /&gt;partirono dall&amp;rsquo;Asia - ahi - &lt;br /&gt;per la funesta terra di Grecia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Messaggero: Sono piene di cadaveri infelicemente uccisi&lt;br /&gt;le spiagge di Salamina e ogni luogo vicino. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ANTISTR. Coro: Ahim&amp;egrave;, dei nostri cari morti&lt;br /&gt;le membra sbattute dal mare sommerse completamente,&lt;br /&gt;dici tu, sono trascinate&lt;br /&gt;nei loro mantelli errabondi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Messaggero: A nulla bastarono gli archi, completamente distrutto&lt;br /&gt;l&amp;rsquo;esercito, annientato dagli urti delle navi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;STR. Coro: Per gli infelici alza lugubre,&lt;br /&gt;tristissimo, un grido,&lt;br /&gt;poich&amp;egrave; a tutto [per i persiani] cattivo esito&lt;br /&gt;diedero gli dei; ahim&amp;egrave; per l&amp;rsquo;esercito distrutto! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Messaggero: O nome di Salamina estremamente odioso a udirsi;&lt;br /&gt;ahim&amp;egrave;, come gemo pensando ad Atene. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ANTISTR. Coro: Maledetta Atene per i nemici; &lt;br /&gt;davvero &amp;egrave; presente il ricordo;&lt;br /&gt;poich&amp;egrave; di Persiani molte&lt;br /&gt;donne ha privato di figli e sposi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(eunidas, donne, &amp;egrave; sia &amp;ldquo;sposa&amp;rdquo; che &amp;ldquo;priva&amp;rdquo;; si intende nel secondo modo, a completare anandrous, quindi viene un &amp;ldquo;prive di figli&amp;rdquo;, e poi ho tradotto come nella nota. Se ci si mette il matan fra parentesi quadre, viene &amp;ldquo;sposate invano&amp;rdquo;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid4&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;Scena terza &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Regina: Da un pezzo sto silenziosa, sbigottita&lt;br /&gt;da questi mali; questa sciagura infatti soverchia a tal punto&lt;br /&gt;che &amp;egrave; impossibile parlare o interrogare sui dolori. &lt;br /&gt;Ma &amp;egrave; necessario che i mortali sopportino le pene&lt;br /&gt;quando gli dei le inviano; ora che tutto il dolore&lt;br /&gt;hai manifestato, dopo esserti calmato racconta, anche se soffri per le disgrazie;&lt;br /&gt;chi non &amp;egrave; morto, e chi piangeremo&lt;br /&gt;fra i comandanti, che messo al comando&lt;br /&gt;morendo ha lasciato la schiera senza capo? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Messaggero: Serse vive e vede la luce. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Regina: Una grande luce per la mia casa hai annunciato&lt;br /&gt;e un giorno luminoso dopo una notte nera e tempestosa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Messaggero: Artembare capo di diecimila cavalieri&lt;br /&gt;&amp;egrave; sbattuto contro le dure scogliere silene;&lt;br /&gt;e il ciliarco Dadace per il colpo di una lancia&lt;br /&gt;balz&amp;ograve; dalla nave con agile salto;&lt;br /&gt;E il nobile Tenagone di antica stirpe battriana&lt;br /&gt;abita l&amp;rsquo;isola di Aiace battuta dal mare. &lt;br /&gt;Lileo e Arsame e per terzo Argeste,&lt;br /&gt;questi, presso l&amp;rsquo;isola nutrice di colombe&lt;br /&gt;sconfitti cozzavano con il capo contro la dura sponda;&lt;br /&gt;Arcteo che dimorava presso le acque del Nilo d&amp;rsquo;Egitto&lt;br /&gt;Adeve, e per terzo l&amp;rsquo;armato di scudo&lt;br /&gt;Farnuco, questi caddero da un&amp;rsquo;unica nave.&lt;br /&gt;Matallo di Crisa, capo di miriadi, che &amp;egrave; morto,&lt;br /&gt;lui che era comandante di diecimila cavalieri neri,&lt;br /&gt;la fulva folta ombrosa barba&lt;br /&gt;inzupp&amp;ograve;, colorando la pelle in un bagno di sangue. &lt;br /&gt;E Arabo Mago, e Arbate battriano, &lt;br /&gt;ospiti di quella dura terra, morirono laggi&amp;ugrave;. &lt;br /&gt;Amistri e Amfistreo la lancia che arreca molto dolore&lt;br /&gt;palleggiando, e il nobile Ariomardo, a Sardi&lt;br /&gt;arrecando lutti, e Sisame di Misia, &lt;br /&gt;e Taribi di cinque volte cinquanta navi&lt;br /&gt;capo, lirneo di nascita, uomo di bell&amp;rsquo;aspetto,&lt;br /&gt;giacciono morti miseri per un destino sfortunato;&lt;br /&gt;E Siennesi, primo per coraggio,&lt;br /&gt;comandante dei Cilici, lui che da unico uomo molto&lt;br /&gt;dolore provoc&amp;ograve; ai nemici, per&amp;igrave; gloriosamente.&lt;br /&gt;Questi sono i capi di cui per ora ho fatto menzione;&lt;br /&gt;dei molti mali che ci sono ne riferisco pochi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Regina: Ahim&amp;egrave;, sommi fra i mali sono questi che ascolto,&lt;br /&gt;vergogna e grida strazianti per i Persiani. &lt;br /&gt;Dimmi alla svelta tornando indietro:&lt;br /&gt;quanto era grande la flotta dei Greci, &lt;br /&gt;da osare contro i Persiani&lt;br /&gt;attaccare battaglia con assalti navali?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Messaggero: Sappi chiaramente che a causa della loro moltitudine i barbari &lt;br /&gt;avrebbero vinto con le loro navi. Infatti i Greci avevano&lt;br /&gt;un numero totale di trecento&lt;br /&gt;navi, e oltre a queste una decina di navi scelte;&lt;br /&gt;Ben lo so, delle navi di Serse un migliaio era&lt;br /&gt;il numero, e quelle superiori per velocit&amp;agrave;&lt;br /&gt;erano duecentosette; questo &amp;egrave; il conto. &lt;br /&gt;Ti pare che in una tale battaglia fossimo inferiori? &lt;br /&gt;Ma in questo modo un nume rovin&amp;ograve; l&amp;rsquo;esercito, &lt;br /&gt;caricando la bilancia con una sorte non uguale di peso; &lt;br /&gt;gli d&amp;egrave;i proteggono la citt&amp;agrave; della dea Pallade. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Regina: Dunque la citt&amp;agrave; di Atene &amp;egrave; inespugnata?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Messaggero: Finch&amp;egrave; ci sono uomini c&amp;rsquo;&amp;egrave; un baluardo sicuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Regina: Dimmi, quale fu l&amp;rsquo;inizio dello scontro navale?&lt;br /&gt;Chi inizi&amp;ograve; battaglia, i Greci,&lt;br /&gt;oppure mio figlio, divento superbo per il numero delle navi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Messaggero: Diede inizio, o regina, all&amp;rsquo;intera sciagura&lt;br /&gt;uno spirito oppure un nume malvagio apparso non so da dove. &lt;br /&gt;Infatti un greco dall&amp;rsquo;esercito Ateniese&lt;br /&gt;giunto disse a tuo figlio Serse&lt;br /&gt;che non appena fosse giunta la tenebra della nera notte,&lt;br /&gt;i Greci non sarebbero rimasti, ma sui banchi &lt;br /&gt;delle navi saltati uno da una parte uno dall&amp;rsquo;altra&lt;br /&gt;si sarebbero salvati la vita con una fuga furtiva.&lt;br /&gt;Non appena ebbe udito, non accorgendosi dell&amp;rsquo;inganno&lt;br /&gt;del greco n&amp;egrave; della malevolenza degli dei, &lt;br /&gt;d&amp;agrave; quest&amp;rsquo;ordine a tutti i marinai, &lt;br /&gt;che non appena il sole avesse smesso di ardere la terra con i suoi&lt;br /&gt;raggi, e la tenebra avesse occupato il sacro recinto del cielo,&lt;br /&gt;disponessero una schiera di navi in tre file, &lt;br /&gt;le altre in cerchio intorno all&amp;rsquo;isola di Aiace, &lt;br /&gt;in modo da sorvegliare le uscite e gli sbocchi del mare risonante;&lt;br /&gt;se i Greci fossero suffigit al loro crudele destino,&lt;br /&gt;con le navi trovando di nascosto una via di fuga,&lt;br /&gt;per tutti stava dinanzi la decapitazione. &lt;br /&gt;Disse cos&amp;igrave; per troppa fiducia in cuor suo;&lt;br /&gt;infatti non conosceva la sorte predisposta dagli d&amp;egrave;i. &lt;br /&gt;E quelli non indisciplinatamente, ma con animo disposto all&amp;rsquo;obbedienza, &lt;br /&gt;prepararono il pasto, i marinai, &lt;br /&gt;legarono il remo allo scalmo ben fatto.&lt;br /&gt;Quando la luce del sole fu scomparsa&lt;br /&gt;e fu giunta la notte, ogni uomo signore del remo&lt;br /&gt;saliva sulla nave e anche tutti i custodi d&amp;rsquo;armi;&lt;br /&gt;e una fila della lunga nave incoraggiava un&amp;rsquo;altra fila,&lt;br /&gt;navigano secondo l&amp;rsquo;ordine fissato per ciascuno.&lt;br /&gt;E tutta la notte i comandanti delle navi fecero navigare&lt;br /&gt;la flotta attraverso il mare continuamente:&lt;br /&gt;e la notte passava, e l&amp;rsquo;esercito dei Greci non&lt;br /&gt;cercava assolutamente una via di fuga nascosta. &lt;br /&gt;Quando poi il giorno splendido di luce&lt;br /&gt;a vedersi copr&amp;igrave; tutta la terra con i suoi bianchi puledri,&lt;br /&gt;dapprima echeggiando un grido dalla parte dei Greci bene augurante&lt;br /&gt;a mo&amp;rsquo; di canto risuon&amp;ograve;, e subito chiaramente&lt;br /&gt;lo ripet&amp;egrave; l&amp;rsquo;eco della scogliera lontana;&lt;br /&gt;la paura si impadron&amp;igrave; di tutti i barbari&lt;br /&gt;delusi nella loro speranza. Infatti non come se fossero in fuga&lt;br /&gt;i greci intonavano un sacro peana, &lt;br /&gt;ma muovendo battaglia con ardito coraggio:&lt;br /&gt;la tromba infiammava tutto con il suo squillo.&lt;br /&gt;Subito col battito concorde del remo risonante&lt;br /&gt;percossero il mare profondo secondo la cadenza,&lt;br /&gt;e presto tutti si mostrarono alla vista. &lt;br /&gt;Per prima veniva l&amp;rsquo;ala destra disposta&lt;br /&gt;in bell&amp;rsquo;ordine, e dopo tutta la schiera&lt;br /&gt;seguiva, e insieme un grande grido&lt;br /&gt;si poteva udire: &amp;ldquo;O figli dei Greci, andate,&lt;br /&gt;liberate la patria, liberate&lt;br /&gt;i figli, le donne, le sedi degli dei patrii,&lt;br /&gt;le tombe dei padri; adesso la lotta riguarda ogni cosa.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;E allora dalla nostra parte un grido in lingua Persiana&lt;br /&gt;rispose, e non era pi&amp;ugrave; il momento di esitare.&lt;br /&gt;Subito nave contro nave con il rostro di bronzo&lt;br /&gt;si urtarono; inizi&amp;ograve; lo scontro una nave Greca,&lt;br /&gt;e di una nave Fenicia rompe tutti&lt;br /&gt;gli ornamenti, poi chi da una parte chi dall&amp;rsquo;altra tutti dirigevano la nave.&lt;br /&gt;All&amp;rsquo;inizio l&amp;rsquo;onda della forza persiana&lt;br /&gt;resistette; ma quando la forza delle navi nello stretto&lt;br /&gt;si trov&amp;ograve; ammassata, e non potevano recarsi aiuto l&amp;rsquo;un l&amp;rsquo;altra,&lt;br /&gt;e si urtavano da s&amp;egrave; con i rostri dalle bocche di bronzo,&lt;br /&gt;tutto l&amp;rsquo;equipaggiamento di remi spezzarono,&lt;br /&gt;e le navi Greche non senza avvedutezza&lt;br /&gt;accerchiandoci ci colpivano, e si rovesciavano&lt;br /&gt;gli scafi delle navi, e non era pi&amp;ugrave; possibile vedere il mare,&lt;br /&gt;pieno di rottami di navi e di sterminio di uomini,&lt;br /&gt;e le spiagge e le scogliere si riempivano di cadaveri.&lt;br /&gt;Disordinatamente in fuga era spinta ogni nave,&lt;br /&gt;quante ne rimanevano della flotta barbara.&lt;br /&gt;Ma come fossero tonni o una retata di pesci &lt;br /&gt;con frammenti di remi e pezzi di rottami li colpivano,&lt;br /&gt;li picchiavano sulla schiena spezzando la spina dorsale; un gemito misto&lt;br /&gt;a urla riempiva la distesa marina,&lt;br /&gt;finch&amp;egrave; l&amp;rsquo;occhio della nera notte port&amp;ograve; via (la strage). &lt;br /&gt;Una moltitudine di sciagure, che neanche se per dieci giorni di fila&lt;br /&gt;ti raccontassi tutto nel dettaglio, riuscirei ad esaurirti. &lt;br /&gt;Sappi bene questo, che mai in un solo giorno&lt;br /&gt;una tale moltitudine di uomini &amp;egrave; morta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Regina: Ahim&amp;egrave;, un grande mare di sventure si &amp;egrave; riversato&lt;br /&gt;sulla Persia e su tutta la stirpe barbara!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Messaggero: Sappi bene questo, che non &amp;egrave; ancora a met&amp;agrave; la sventura;&lt;br /&gt;su di loro si abbatt&amp;egrave; un tale evento doloroso,&lt;br /&gt;da controbilanciare due volte il peso di questo male. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Regina: Ma quale sorte potrebbe ancora esserci peggiore di questa?&lt;br /&gt;Parla, qual &amp;egrave; la disgrazia che, tu dici, sull&amp;rsquo;esercito&lt;br /&gt;si &amp;egrave; abbattuta facendo pendere l&amp;rsquo;ago della bilancia verso (sciagure) pi&amp;ugrave; gravi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Messaggero: Quanti tra i Persiani erano nel pieno vigore, &lt;br /&gt;i migliori per coraggio, e distinti per nobilt&amp;agrave; d&amp;rsquo;origini,&lt;br /&gt;sempre per primi per fedelt&amp;agrave; allo stesso sovrano,&lt;br /&gt;sono morti ignobilmente di una morte vergognosissima. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Regina: O me sventurata, che terribile sciagura, amici cari! &lt;br /&gt;Di quale morte dici che costoro sono periti?&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;</description>
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  <category>i persiani di eschilo</category>
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  <pubDate>Tue, 28 Oct 2008 17:59:36 GMT</pubDate>
  <title>Q. Horati Flacci summer (?) compilation</title>
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  <description>Post non privato dimodoch&amp;egrave; tutti i vari bisognosi che passano di qui trovino senza bisogno di farsi friendare (tanto non lo farei, ahahahahahahahahaahahahhaah emh) le satire di Orazio. Con bisognosi dubito di potermi riferire ad altri che ai miei compagni di classe, ma comunque suvvia, raduniamo qui queste simpatiche traduzioni fatte dalla Frati (e di conseguenza prestigiose). Se qualcuno nota errori me lo dica, perch&amp;egrave; la cosa &amp;egrave; intollerabile. Ah, e la satira cinque &amp;egrave; completa anche di pezzo in latino e tradotto dei versi censurati nella nostra edizione (rendiamoci conto, quante storie per uno che sbrodola). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;Orazio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Libro 1 - Satira 1&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Com&amp;rsquo;&amp;egrave;, Mecenate, che nessuno, della sorte che o sceglie per s&amp;egrave; razionalmente o che il caso gli getti davanti, nessuno vive contento, e loda chi segue strade diverse? &lt;br /&gt;&amp;ldquo;Fortunati i mercanti&amp;rdquo;, esclama il soldato oppresso dal peso degli anni, e con le membra gi&amp;agrave; rotte da tanta fatica.&lt;br /&gt;Per contro il mercante, sulla nave in balia degli austri, dice, &amp;ldquo;Meglio la vita militare; che vuoi? Si va all&amp;rsquo;assalto; e un&amp;rsquo;ora appena, giunge o la morte o una felice vittoria.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Loda la sorte del contadino l&amp;rsquo;esperto di diritto e legge, quando al canto del gallo il cliente gli bussa alla porta; quell&amp;rsquo;altro invece tratto dalla campagna in citt&amp;agrave; per aver dato la garanzia di testimoniare, proclama che sono felici sono quelli che vivono in citt&amp;agrave;. Esempi simili, tanto sono numerosi, finirebbero per rendere muto anche un chiacchierone come Fabio.&lt;br /&gt;Per farla breve, ascolta dove voglio andare a parare: se un dio dicesse: &amp;ldquo;Eccomi qui disposto a fare quello che volete: tu che eri soldato sarai mercante, e tu notaio diventerai contadino. Uno di qu&amp;agrave;, uno di l&amp;agrave;, scambiatevi le parti. Via! Che fate impalati?&amp;rdquo;, essi rifiuterebbero. Eppure era possibile che fossero felici. Per questo motivo, non ha forse ragione Giove a sbuffare irritato con loro e a stabilire che da ora in poi non sar&amp;agrave; pi&amp;ugrave; tanto arrendevole da porgere orecchio a preghiere? &lt;br /&gt;Per non continuare con gli scherzi, come una farsa - per quanto, cosa vieta di dire la verit&amp;agrave; scherzando? come i maestri a volte con blandizie danno delle chicche ai bambini, perch&amp;eacute; vogliano imparare rapidamente gli elementi dell&amp;rsquo;alfabeto; ma bando alle burle, pensiamo a cose serie - quello che sotto il peso del duro aratro rivolta rivolta la terra, quest&amp;rsquo;oste imbroglione, questi soldati e marinai, che corrono audacemente per ogni mare, dicono di sobbarcarsi di tante fatiche con l&amp;rsquo;idea , in vecchiaia, di andare a ritirarsi in completo riposo, una volta che abbiano sufficienti provviste: e cos&amp;igrave; la formica, che &amp;egrave; esempio proverbiale, piccola ma di grande fatica, con la bocca trascina tutto quel che pu&amp;ograve; e l&amp;rsquo;aggiunge al mucchio che innalza, per niente ignara n&amp;egrave; poco previdente per il futuro. &lt;br /&gt;Ma mentre lei, al volgere dell&amp;rsquo;anno che l&amp;rsquo;Aquario intristisce (l&amp;rsquo;anno che ritorna, Sole in Aquario = gennaio), non se ne esce pi&amp;ugrave; e si serve di ci&amp;ograve; che in precedenza, saggia, ha accumulato, per te non c&amp;rsquo;&amp;egrave; torrida estate che ti possa distogliere dal guadagno, n&amp;egrave; inverno, fuoco, mare o ferro, niente ti ostacola, perch&amp;eacute; nessuno mai sia pi&amp;ugrave; ricco di te. &lt;br /&gt;A cosa ti giova porre sotto terra, di nascosto, un&amp;rsquo;immensa caterva di oro e d&amp;rsquo;argento?&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Ma se tu la intacchi si ridurr&amp;agrave; ad un soldo bucato&amp;rdquo;. E se ci&amp;ograve; non avviene, che ha di bello il mucchio raccolto? Quanto la tua aia avr&amp;agrave; trebbiato centomila aree di frumento, non per questo il tuo ventre sar&amp;agrave; pi&amp;ugrave; capace del mio, cos&amp;igrave;, se toccasse a te portare il cestino del pane fra gli schiavi del mercato, non riceveresti nulla di pi&amp;ugrave; di chi non ha portato niente. &lt;br /&gt;Allora dimmi, che differenza fa per chi vive entro i limiti della natura, arare cento iugeri o ararne mille? &amp;ldquo;Mi fa piacere prendere da un mucchio grande&amp;rdquo;. Lasciamo attingere altrettanto da uno piccolo, perch&amp;eacute; dovresti lodare pi&amp;ugrave; i tuoi granai di queste ceste? Come se tu avessi bisogno di non pi&amp;ugrave; di un bicchiere d&amp;rsquo;acqua o di una brocca e dicessi: &amp;ldquo;Preferisco attingere da un grande fiume piuttosto che da questo rigagnolo&amp;rdquo;. Ma accade, a quelli a cui fa gola una quantit&amp;agrave; maggiore al giusto, che l&amp;rsquo;Ofanto impetuoso se lo porti via insieme con la riva. &lt;br /&gt;Chi invece si accontenta di quel tanto di cui ha bisogno, non attinge acqua torbida di fango n&amp;egrave; perde la vita fra le onde. Eppure buona parte della gente, accecata da false brame, dice: &amp;ldquo;Niente &amp;egrave; mai abbastanza, perch&amp;eacute; vali tanto quanto possiedi.&amp;rdquo; Che vuoi fargli? Lascialo nella sua misera, visto che ci sta volentieri: come quel tale che, si racconta ad Atene, taccagno e ricco, era solito allontanare cos&amp;igrave; le critiche della popolazione: &amp;ldquo;Il popolo mi fischia, ma io quando sono in casa mi applaudo da solo, quando contemplo tutti quei denari nel forziere&amp;rdquo;. &lt;br /&gt;L&amp;rsquo;assetato Tantalo cerca di bere l&amp;rsquo;acqua che gli fugge dalle labbra. Perch&amp;eacute; ridi? Cambiato &amp;egrave; il suo nome, ma il caso &amp;egrave; quello tuo: sogni a bocca aperta disteso sui sacchi intorno e ti costringi a non toccarli come fossero sacri e a goderne come fossero delle tavole dipinte. Non sai qual &amp;egrave; il valore del denaro che uso puoi farne? Compraci pane, verdura, mezzo litro di vino e aggiungici anche quello che la natura umana soffre se viene a mancare. Oppure vigilare mezzo morto di paura, temere notte e giorno il flagello dei ladri, degli incendi, o dei servi che ti derubino e fuggano, &amp;egrave; questo che ti piace? Sempre di beni come questi io preferirei essere poverissimo. &lt;br /&gt;Ma se preso dai brividi il corpo ti duole o qualche altro caso ti costringe a letto, ce l&amp;rsquo;hai chi ti assiste, che ti prepara medicine, chi chiama il medico, affinch&amp;egrave; ti rimetta in piedi e ti restituisca ai figli e all&amp;rsquo;affetto dei parenti e dei vicini? Non ti vuole guarito la moglie, non il figlio; tutti i vicini ti odiano, i conoscenti, ragazzi e ragazze. E ti meravigli, tu che poni l&amp;rsquo;argento davanti a ogni cosa, se nessuno ti accorda quell&amp;rsquo;amore che non meriti? O forse, se volessi tenerti i parenti, che per sorte la natura ti ha dato per nulla, e mantenerteli amici, crederesti di perdere tempo inutilmente, come chi volesse addestrare un asinello a correre nel Campo (Marzio) ubbidendo alle redini? &lt;br /&gt;Dunque smettila con questa brama, pi&amp;ugrave; ne hai e meno devi temere la miseria, e comincia a porre fine alla fatica, ottenuto ci&amp;ograve; che agognavi, se non vuoi fare come quel tale Umiddio; la storia non &amp;egrave; lunga: ricco (al punto da misurare i soldi) a palate, cos&amp;igrave; gretto da non vestirsi meglio di un servo, fino all&amp;rsquo;ultimo dovette temere di morire di fame; ma ecco che una liberta, come la pi&amp;ugrave; forte delle Tindaridi, lo spacc&amp;ograve; in due con una scure. &lt;br /&gt;&amp;ldquo;Che mi consigli allora? Di vivere come Nevio o come Nomentano?&amp;rdquo; Ti ostini ad appaiare di fronte cose che fanno a pugni: quando ti sconsiglio di essere avaro, non ti dico di essere scioperato e scialacquatore. C&amp;rsquo;&amp;egrave; una via di mezzo fra Tanai e il suocero di Visellio: c&amp;rsquo;&amp;egrave; una misura per tutte le cose, ci sono insomma confini precisi, al di l&amp;agrave; dei quali non esiste il giusto. &lt;br /&gt;Torna all&amp;rsquo;inizio, come mai nessuno, come l&amp;rsquo;avaro, &amp;egrave; contento di s&amp;egrave; ma invece loda chi segue strade diverse, e se la capretta di un altro ha le mammelle pi&amp;ugrave; distese si strugge di invidia, e non si paragona alla massa pi&amp;ugrave; povera, ma si affanna a superare ora questo, ora quello? Cos&amp;igrave; a quello che si affanna sempre sta davanti qualcuno pi&amp;ugrave; ricco, come l&amp;rsquo;auriga, che, quando oltre le sbarre i cavalli si lanciano scalpitanti con il cocchio, incalza i cavalli che lo superano, sprezzando chi si &amp;egrave; lasciato indietro e scivola in coda. Ecco perch&amp;eacute; &amp;egrave; raro che si reperisca uno che dica di essere vissuto felice e pago del tempo trascorso esca dalla vita come un commensale sazio. Ma ora basta. perch&amp;eacute; tu non ritenga che io abbia saccheggiato gli scrigni dei cisposo Crispino, non aggiunger&amp;ograve; una parola di pi&amp;ugrave;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid2&quot;&gt;&lt;/a&gt;Orazio&lt;br /&gt;Libro 1 - Satira 4&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eupoli, Cratino e Artistofane, questi poeti e altri che sono autori della commedia antica, se uno meritava di essere messo alla gogna, perch&amp;eacute; malvagio e ladro, perch&amp;eacute; fu adultero oppure assassino o in qualche altro modo malfamato, con molta facilit&amp;agrave; lo bollavano. &lt;br /&gt;Da tutti questi deriva Lucilio, che li segue mutando solo metro e ritmo, arguto, di naso fino ma aspro nello strutturare i versi. Infatti in questo aveva difetto: in un&amp;rsquo;ora spesso dettava, come se fosse gran cosa, duecento versi stando su un piede solo. Poich&amp;egrave; scorreva limaccioso, c&amp;rsquo;era ci&amp;ograve; che avresti voluto togliere; loquace s&amp;igrave;, ma sfaticato nell&amp;rsquo;impegno di scrivere, di scrivere bene intendo: infatti non mi curo della quantit&amp;agrave;. &lt;br /&gt;Ecco che Crispino mi sfida cento a uno: &amp;ldquo;Prendi le tavolette, se vuoi; diamoci un luogo, un&amp;rsquo;ora e dei testimoni; vediamo chi fra noi pu&amp;ograve; scrivere pi&amp;ugrave; versi.&amp;rdquo; Fecero buona cosa gli dei a darmi animo modesto e timido, di concise e poche parole; e tu l&amp;rsquo;aria rinchiusa nei mantici di pelle soffianti, finch&amp;egrave; il ferro non sia fuso dal fuoco, imitala finch&amp;egrave; vuoi. &lt;br /&gt;Felice Fannio che di sua iniziativa divulga libri e ritratto; dal momento che i miei scritti non li legge nessuno, e non oso recitarli in pubblico per questo motivo, cio&amp;egrave; che c&amp;rsquo;&amp;egrave; chi non gradisce il mio genere, visto che molti sono degni di biasimo. Scegline uno qualsiasi tra la folla, che tribola o per avarizia o per (altra) misera ambizione. Uno impazzisce d&amp;rsquo;amore per le spose, uno per i fanciulli, uno &amp;egrave; sedotto dallo splendore dell&amp;rsquo;argento, Albio si bea davanti al bronzo, quello baratta merci O in ogni luogo, da dove sorge il sole a dove nella sera esso si intiepidisce, O da mattina a sera, da quando il sole sorge a quanto nella sera si intiepidisce; e inoltre si lancia precipite fra i pericoli, come polvere raccolta da un turbine, temendo di perdere il capitale o cercando di aumentarlo. Tutti questi temono i versi e odiano i poeti. &lt;br /&gt;&amp;ldquo;Ha il fieno fra le corna, fuggi lontano da lui: pur di poter ottenere una risata costui non risparmia nemmeno s&amp;egrave; stesso e nemmeno l&amp;rsquo;amico, e inoltre una volta scarabocchiati i suoi fogli vorr&amp;agrave; che tutti li conoscano, quelli che tornano dal forno e quelli che tornano dalla fontana e fanciulli e vecchiette.&amp;rdquo; Via, ascolta due parole contro a ci&amp;ograve;. &lt;br /&gt;Per prima cosa io vorrei togliermi dal numero di quelli a cui darei il nome di poeti: non dirmi che &amp;egrave; sufficiente chiudere un verso il ritmi, n&amp;egrave; come me scrivere ai limiti della conversazione per essere poeti. Solo a chi ha genio, mente divina e grande espressione, puoi concedere l&amp;rsquo;onore di questo nome. Cos&amp;igrave; alcuni si sono chiesti se la commedia sia o non sia componimento poetico, perch&amp;eacute; nelle parole e nei contenuti manca di spirito arguto e forza, e se non fosse per la regolarit&amp;agrave; del metro che la contraddistingue, sarebbe mera prosa. &amp;ldquo;Ma c&amp;rsquo;&amp;egrave; anche il padre acceso d&amp;rsquo;ira che matteggia se un figlio scioperato, persa la testa per un&amp;rsquo;amante sgualdrina rifiuta la moglie ricca di dote e, ubriaco da fare grande vergogna se ne va con le fiaccole prima di notte.&amp;rdquo; Credi che Pomponio udirebbe cose pi&amp;ugrave; leggere se suo padre fosse ancora vivo? Dunque non &amp;egrave; abbastanza costruire un verso con parole comuni, che se le sciogli, chiunque sarebbe capace di dar di stomaco come quel padre che recita.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;Se ai versi, che io scrivo adesso, e che un tempo scrisse Lucilio, togliessi il ritmo e la regola dei modi, e sconvolgessi l&amp;rsquo;ordine delle parole mettendo dopo ci&amp;ograve; che &amp;egrave; prima e mettendo le ultime davanti alle prime, come se tu sciogliessi &amp;ldquo;Dopo che l&amp;rsquo;orrenda Discordia infranse gli stipiti e le porte di ferro del tempio della Guerra&amp;rdquo;, non troveresti che brandelli delle membra del poeta. &lt;br /&gt;Questo basta: un&amp;rsquo;altra volta vedremo se sia o no poesia. Ma adesso voglio solo discutere se ci sia ragione che ti sia sospetto quesrto genere letterario. Sulcio e Caprio vagano aspri, alquanto rauchi, con le loro carte, grande terrore di tutti i furfanti; ma se uno vive bene e con le mani pulite, se ne infischia di entrambi. E anche se tu fossi un furfante simile a Celio e Birro, non per forza io sono come Caprio e Sulcio: perch&amp;eacute; dovresti avere timore di me? Nessuna bottega o vetrina ha i miei libretti, su cui si posi sudata la mano del popolo o di Ermogene Tigellio, n&amp;egrave; io li recito ad alcunch&amp;igrave; a parte gli amici e quando sono costretto, mai dovunque e davanti a chicchessia. Vi solo tanti invece che li recitano in mezzo al Foro e perfino ai bagni: soave in luogo chiuso risuona la voce. Agli sciocchi questo &amp;egrave; gradito, non certo a chi si chiede se c&amp;rsquo;&amp;egrave; un senso nel farlo o se sia fuor di tempo.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&amp;ldquo;Tu godi a offendere,&amp;rdquo; dice, &amp;ldquo;E lo fai di proposito per cattiveria.&amp;rdquo; Da dove prendi l&amp;rsquo;accusa che mi scagli? N&amp;egrave; &amp;egrave; autore forse uno di quelli con cui vivo da sempre? Chi sparla dell&amp;rsquo;amico che non c&amp;rsquo;&amp;egrave;, chi non lo difende qualcuno un altro lo accusa, chi cerca le risa sguaiate della gente per avere attenzioni, chi sa inventare cose inesistenti (di cui non si abbia prova visiva, falsit&amp;agrave;), chi non &amp;egrave; capace di mantenere un segreto: questa &amp;egrave; l&amp;rsquo;anima nera da cui tu, Romano, ti devi guardare. &lt;br /&gt;Spesso nei triclini vedi che cenano quattro per letto, e tra questi ce n&amp;rsquo;&amp;egrave; uno che si diverte a spargere maldicenze su chiunque fuorch&amp;egrave; su quello che offre da bere, ma poi anche su questo, quando brillo la franchezza del vino rivela i segreti che ha in cuore. A te questo sembra gioviale e arguto e franco, che disprezzi i maligni; ed io, se rido perch&amp;eacute; quell&amp;rsquo;inetto di Ruffillo olezza di unguenti e Gargonio di caprone, ti sembro acido e mordace? Se davanti a te si facesse menzione dei forti di Petilllo Capitolino tu lo difenderesti com&amp;rsquo;&amp;egrave; tua abitudine: &amp;ldquo;Con Capitolino vivo insieme e sono amico da quando sono fanciullo, e per amor mio mi fece molti favori quando glieli chiesi, e sono lieto che se la passi incolume e lieto in citt&amp;agrave;; tuttavia mi stupisco, come avr&amp;agrave; fatto a fuggire a quel processo.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Questo &amp;egrave; nero di seppia, questa &amp;egrave; vera perfidia. Un difetto che star&amp;agrave; lontano dai miei scritti e prima ancora dal mio animo, lo prometto, se da parte mia si pu&amp;ograve; promettere con sincerit&amp;agrave; qualcosa. Se dissi qualcosa un po&amp;rsquo; troppo liberamente, o forse troppo scherzosamente, con indulgenza mi concederai questo diritto: me lo inculc&amp;ograve; quel buon uomo di mio padre a fuggire i difetti facendomeli notare con esempi. Quando mi esortava a vivere parcamente, con frugalit&amp;agrave; e contento di quel che lui stesso mi aveva procurato: &amp;ldquo;Non vedi, come vive male Albio e come Baio sia in miseria? La grande lezione per chi voglia disperdere il patrimonio del padre.&amp;rdquo; O se voleva dissuadermi dall&amp;rsquo;amore turpe per una sgualdrina: &amp;ldquo;Non fare come Scetano&amp;rdquo;. E perch&amp;eacute; non seguissi le donne sposate, quando potevo godermi amori liberi, diceva: &amp;ldquo;Colto in fragrante non si &amp;egrave; fatto una bella fama Trebonio. Un filosofo ti spiegher&amp;agrave; perch&amp;eacute; questo va evitato e quell&amp;rsquo;altro cercato; per me &amp;egrave; abbastanza, se posso conservare i costumi tramandati dagli avi e, finch&amp;egrave; hai bisogno di una guida, mantenere intatta la tua vita e la tua fama; appena gli anni ti avranno indurito&amp;nbsp; nel fico e nell&amp;rsquo;anima, ti terrai a galla senza aiuto.&amp;rdquo; Cos&amp;igrave; con queste parole formava la mia giovinezza, e se voleva che facessi qualcosa, &amp;ldquo;Ecco il modello perch&amp;eacute; tu faccia questa cosa&amp;rdquo; e mi citava uno dei selezionati uomini onesti. Se poi me la vietava: &amp;ldquo;Dubiti ancora che sia azione disonesta e deleteria, quando questo e quello ardono di cattiva fama?&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Se il funerale di un vicino sconvolge gli ammalati viziosi e per paura della morte li costringe a regolarsi, cos&amp;igrave; la vergogna degli altri spesso distoglie dal vizio le menti ancora tenere (da plasmare). &lt;br /&gt;Grazie a questo esente da tutti quei difetti che portano al pericolo, sono affetto solo da quelli comuni e che si possono scusare. Forse anche da questi potranno in larga parte liberarmi gli anni lunghi, un amico sincero, o il mio proprio buon senso: infatti neanche a letto o sotto i portici vengono meno a me stesso: &amp;ldquo;Questo &amp;egrave; pi&amp;ugrave; giusto; facendo cos&amp;igrave; vivrei meglio; cos&amp;igrave; mi renderei gradito agli amici. L&amp;rsquo;azione di quel tale non &amp;egrave; bella: un giorno potrei fare similmente senza rifletterci?&amp;rdquo;. Questi i discorsi che a bocca chiusa faccio a me stesso. Se ho del tempo libero, li butto sulla carta. Ecco di quelle debolezze uno dei miei vizi: se tu non me la vuoi concedere, una gran schiera di poeti verr&amp;agrave; in mio aiuto: infatti siamo decisamente la maggioranza, e come i Giudei ti costringeremo a passare tra le nostre file. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid3&quot;&gt;&lt;/a&gt;Orazio &lt;br /&gt;Libro 1 Satira 9&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Me ne andavo per la via Sacra come &amp;egrave; mia abitudine, meditando non so su quali sciocchezze, del tutto immerso in esse. Giunge un tale che conosco solo di nome, e afferratami la mano mi dice: &amp;ldquo;Come va, carissimo (il mio pi&amp;ugrave; caro fra tutte le cose al mondo)?&amp;rdquo;. &amp;ldquo;Benissimo, almeno per ora,&amp;rdquo; gli rispondo, &amp;ldquo;E ti auguro ci&amp;ograve; che vuoi.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Dal momento che mi seguiva, azzardo: &amp;ldquo;Ti serve qualcosa?&amp;rdquo;. E lui, &amp;ldquo;Dovresti conoscermi,&amp;rdquo; dice, &amp;ldquo;Siamo letterati.&amp;rdquo; &lt;br /&gt;E allora io, &amp;ldquo;Se &amp;egrave; cos&amp;igrave; mi sarai pi&amp;ugrave; caro.&amp;rdquo; &lt;br /&gt;Disperatamente cercavo di svignarmela, ora accelerando, ora fermandomi, sussurrando non so cosa all&amp;rsquo;orecchio del mio schiavo, mentre grondavo sudore dalla testa ai piedi. &lt;br /&gt;&amp;ldquo;Beato te Bolano, che hai la testa calda,&amp;rdquo; ripetevo fra me e me, mentre l&amp;rsquo;altro parlava del tutto a ruota libera, lodando le vie e la citt&amp;agrave;. Visto che non gli rispondevo nulla, mi fa: &amp;ldquo;Tu desideri disperatamente andartene; lo vedo da un pezzo. Ma niente da fare, non ti mollo, ti seguir&amp;ograve; dovunque: dove mai sei diretto?&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Non &amp;egrave; il caso che tu faccia un simile giro; devo vedere uno che tu non conosci. E&amp;rsquo; a letto (malato) lontano, oltre il Tevere, vicino ai giardini di Cesare.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Non ho niente da fare e non sono pigro: ti accompagner&amp;ograve; fin laggi&amp;ugrave;.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Abbasso le orecchie, come un asinello dal comportamento recalcitrante, allorch&amp;egrave; si trova sulla gruppa un carico troppo pesante. E quello attacca: &amp;ldquo;Se mi conosco bene, non hai cari Visco e Vario pi&amp;ugrave; di me; infatti chi pu&amp;ograve; scrivere pi&amp;ugrave; versi in meno tempo? Chi sa muovere le membra pi&amp;ugrave; soavemente? E me lo invidia Ermogene il modo in cui canto.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Era il caso di interromperlo: &amp;ldquo;Non hai una madre, dei congiunti, che abbiano cara la tua salute?&amp;rdquo; &lt;br /&gt;&amp;ldquo;Non ne ho pi&amp;ugrave; alcuni; li ho seppelliti tutti.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Buon per loro! Ora per&amp;ograve; rimango io. Finiscimi: infatti su di me sta un triste destino, quello che da ragazzo una vecchia sabina mi profetizz&amp;ograve; scossa l&amp;rsquo;urna della divinazione: costui non lo stroncher&amp;agrave; veleno mortale n&amp;egrave; spada nemica n&amp;egrave; pleurite n&amp;egrave; tosse n&amp;egrave; tarda podagra. Lo consumer&amp;agrave; un giorno o l&amp;rsquo;altro un chiacchierone: se avr&amp;agrave; giudizio eviti dunque le lingue indiscrete appena comincer&amp;agrave; a dolergli l&amp;rsquo;et&amp;agrave;.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Si era giunti al tempio di Vesta, ormai alla quarta ora del giorno, e per fortuna quello doveva rispondere alla garanzia data (di presentarsi in tribunale); che se non l&amp;rsquo;avesse fatto avrebbe perso la causa. &lt;br /&gt;&amp;ldquo;Se mi hai caro,&amp;rdquo; disse, &amp;ldquo;Assistimi per un pochino.&amp;rdquo; &amp;ldquo;Mi prenda un colpo, se ho la forza di stare dritto e se m&amp;rsquo;intendo di diritto. E poi devo andare dove sai.&amp;rdquo; &amp;ldquo;Sono un dubbio su cosa fare,&amp;rdquo; disse, &amp;ldquo;Se lasciare te o la causa.&amp;rdquo; &amp;ldquo;Me, non ti pare?&amp;rdquo; &amp;ldquo;Non sia mai,&amp;rdquo; fece quello e cominci&amp;ograve; a precedermi; io, visto che &amp;egrave; difficile competere con uno che sa di vincerti, lo seguo. &amp;ldquo;Con Mecenate come va?&amp;rdquo; riprende. &lt;br /&gt;&amp;ldquo;E&amp;rsquo; un uomo di poca compagnia ma di mente ben fina.&amp;rdquo; &lt;br /&gt;&amp;ldquo;Nessuno meglio di lui ha saputo far uso della fortuna. Avresti un grande aiutante, che potrebbe farti da spalla, se tu volessi presentargli quest&amp;rsquo;uomo: mi venga un colpo, se non avresti soppiantato tutti.&amp;rdquo; &lt;br /&gt;&amp;ldquo;Guarda che l&amp;agrave; non si vive come tu credi; non vi &amp;egrave; casa pi&amp;ugrave; pura e pi&amp;ugrave; estranea a questi intrighi di quella; non mi da certo noia che qualcuno sia pi&amp;ugrave; ricco o dotto di me; ognuno ha il proprio posto,&amp;rdquo; dissi.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Dici cosa straordinaria, a mala pena credibile.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Ma &amp;egrave; cos&amp;igrave;.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Tu mi infiammi, perch&amp;eacute; desidererei ora sommamente essergli vicino.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;E&amp;rsquo; sufficiente che tu lo voglia: virtuoso come sei, lo conquisterai. E&amp;rsquo; uno che si pu&amp;ograve; vincere e per questo rende difficile il primo approccio.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Allora non mi risparmier&amp;ograve;: corromper&amp;ograve; i servi con le mance; e se oggi sar&amp;ograve; cacciato (escluso) non mi arrender&amp;ograve;; cercher&amp;ograve; le occasioni giuste, lo aspetter&amp;ograve; ai trivi, lo accompagner&amp;ograve;. Infatti la vita non ha dato niente ai mortali senza grande fatica.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Mentre quello parla, ecco giungere Aristio Fusco, mio buon amico e che pareva conoscere bene quel tale. Ci fermiamo. &amp;ldquo;Da dove vieni e dove vai?&amp;rdquo; chiede e risponde (perch&amp;eacute; Orazio gli aveva fatto la stessa domanda). Comincio a tirarlo e prendergli con la mano le braccia che non reagivano, pregandolo, con occhi che facevano cenni, di cavarmi via (dai pasticci). Ma lo sciagurato ridendo faceva finta di niente; la bile mi bruciava il fegato. &lt;br /&gt;&amp;ldquo;Se non sbaglio volevi parlare con me di qualcosa in privato.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Me lo ricordo bene, ma te la dir&amp;ograve; in un momento migliore. Oggi &amp;egrave; il novilunio ed &amp;egrave; sabato: non vorrai fare oltraggio ai giudei circoncisi?&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Non ho alcuna di queste superstizioni,&amp;rdquo; gli dico.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Ma io s&amp;igrave;: di queste debolezze sono vittima, uno fra tanti. Abbi pazienza: te lo dir&amp;ograve; un&amp;rsquo;altra volta.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Un sole tanto oscuro (una giornata nera) doveva levarsi per me! Se ne scappa il furfante e mi lascia come vittima sacrificale (sub cultro). Fortunatamente, incontro a quel tipo viene il suo avversario e urla a gran voce: &amp;ldquo;Dove scappi, canaglia?&amp;rdquo;. &lt;br /&gt;Io ovviamente gli porgo orecchio. Lo trascina in giudizio: urla dalle due parti, gente che accorre da ogni dove. E fu cos&amp;igrave; che mi salv&amp;ograve; Apollo. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid4&quot;&gt;&lt;/a&gt;Orazio&lt;br /&gt;Libro 2, Satira 6&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo era nelle mie preghiere: un pezzo di terra non tanto grande, dove vi fossero un orto e vicino alla casa una fonte d&amp;rsquo;acqua perenne e un po&amp;rsquo; di boschetto a sovrastarla. Di pi&amp;ugrave; e di meglio fecero gli dei. Bene. Non ti chiedo altro, figlio di Maia, se non che questi doni tu li faccia miei per sempre. Se non ho mai accresciuto il patrimonio con atti disonesti n&amp;egrave; lo diminuir&amp;ograve; per incuria o depravazione; se non sono cos&amp;igrave; sciocco da pregare: &amp;ldquo;O se potessi aere quell&amp;rsquo;angolo confinante che ora mi rende irregolare il (confine del) campicello! O se la sorte potesse mostrarmi un&amp;rsquo;urna di monete d&amp;rsquo;argento, come accadde a quel bracciante che trovato un tesoro ar&amp;ograve; da padrone il campo dove lavorava, col favore di Ercole!&amp;rdquo;; se quello che ho mi piace e mi appaga, questa &amp;egrave; la preghiera che ti faccio: &amp;ldquo;Rendi al padrone pingue il terreno e gli altri beni tranne l&amp;rsquo;ingegno, e com&amp;rsquo;&amp;egrave; consuetudine veglia su di me, tu che pi&amp;ugrave; di tutti mi proteggi.&amp;rdquo; &lt;br /&gt;Ed ora che dalla citt&amp;agrave; mi sono ritirato in questo rifugio sulle montagne, che ne sar&amp;agrave; della Musa prosaica un tempo illustre delle mie satire? Qui non mi traviano malsane ambizioni n&amp;egrave; il soffocante Austro (scirocco) e l&amp;rsquo;autunno grave, che di Libitina anzitempo &amp;egrave; la fortuna. Dio del mattino, o Giano se cos&amp;igrave; preferisci essere chiamato, tu che disponi gli uomini ai travagli della loro vita operosa, come piace agli dei, dai inizio al mio canto. A Roma pretendi che io dia garanzie: &amp;ldquo;Sbrigati, che uno pi&amp;ugrave; zelante non risponda prima all&amp;rsquo;appello.&amp;rdquo; E sia che l&amp;rsquo;Aquilo spazzi la terra o che l&amp;rsquo;inverno tra le neve accorci l&amp;rsquo;arco del giorno, bisogna andare. Poi, dopo aver detto in modo chiaro e preciso cosa potrebbe rovinarmi mi tocca lottare in mezzo alla folla e insultare chi &amp;egrave; troppo lento. &amp;ldquo;Che vai cercando, matto, e che ti prende?&amp;rdquo; mi aggredisce uno screanzato con imprecazioni inviperite: &amp;ldquo;Travolgeresti ogni cosa che ti sta davanti, quando corri da Mecenate con quel pensiero in testa.&amp;rdquo; Vederlo mi piace ed &amp;egrave; miele per me, non lo nascondo. Ma appena si arriva al tetro Esquilino, cento faccende altrui mi assalgono da ogni lato la testa. &amp;ldquo;Roscio voleva che tu lo assistessi prima della seconda ora al pozzo (?)&amp;rdquo;; &amp;ldquo;Gli scribi ti pregherebbero, Quinto, di non dimenticare che oggi li devi rivedere per una questione importante e nuova di interesse comune.&amp;rdquo;; &amp;ldquo;Vedi che Mecenate imprima il suo sigillo su queste carte&amp;rdquo;. Se anche gli dici: &amp;ldquo;Ci prover&amp;ograve;.&amp;rdquo;: &amp;ldquo;Se vuoi, ce la fai&amp;rdquo;, replica e ti pressa.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;Ormai sono passati sette, quasi otto anni da quando Mecenate cominci&amp;ograve; a considerarmi nel umero degli amici suoi, non per altro che per avere se ne avesse voglia qualcuno da condurre in carrozza nelle sue passeggiate, qualcuno a cui rivolgersi con sciocchezze di questo tipo: &amp;ldquo;Che ora &amp;egrave;?; Pu&amp;ograve; il tracio Gallina competere con Siro?; I freddi del mattino ormai sono pungenti per chi non si riguarda.&amp;rdquo; ed altre, che si possono bene affidare a orecchie che non trattengono nulla. Per tutto questo tempo, di giorno in gioro e di ora in ora il nostro amico &amp;egrave; stato oggetto di invidia. Assisteva con lui ai giochi, con lui giocava in Campo Marzio? &amp;ldquo;Baciato dalla fortuna&amp;rdquo;, facevano allora tutti. Gelida allora dai rostri si diffonde ad ogni angolo una voce: chiunque si incontra, mi consulta: &amp;ldquo;O buon amico, tu devi saperlo, visto che vivi sempre a fianco degli d&amp;egrave;i, hai notizie dei Daci?&amp;rdquo;. &lt;br /&gt;&amp;ldquo;No, io nulla.&amp;rdquo; &lt;br /&gt;&amp;ldquo;Sei sempre il solito burlone!&amp;rdquo;, &lt;br /&gt;&amp;ldquo;Non mi dicano page gli dei, se so qualcosa.&amp;rdquo; &lt;br /&gt;&amp;ldquo;Che dici? Le terre promesse ai veterani, Cesare gliele dar&amp;agrave; in Sicilia o in Italia?&amp;rdquo;. &lt;br /&gt;E se giuro di non sapere niente, mi guardano con stupore come esempio eccezionale di grande e profonda segretezza. E si perde fra sciocchezze del genere la giornata, non senza le mie lamentele: o campagna, quando ti rivedr&amp;ograve;, e quando mi sar&amp;agrave; dato di di condurre, ora sui libri antichi, ora nel sonno e nelle ore di riposo, l&amp;rsquo;oblio dalle sollecitudini della vita? Quando potr&amp;ograve; sedermi davanti ad un piatto di fave, quelle che Pitagora ritenne parenti, con insieme una quantit&amp;agrave; di verdure condite con grasso di lardo? Notti e cene divine, nelle quali si mangia insieme con gli amici davanti al proprio focolare e con gli scarsi avanzi della tavola si nutrono gli schiavi procaci. Secondo il piacere di ciascuno, i convitati sciolti da qualunque vincolo irragionevole, vuotano calici di diversa misura, sia che uno, bevitore forte, scelga bicchieri di vino robusto, poco annacquato, sia che preferisca inumidirsi la gola con vino pi&amp;ugrave; leggero. E cos&amp;igrave; nasce la conversazione, non sulle ville o i palazzi degli altri, non su Lepore, se danzi bene o no; ma discutiamo ci&amp;ograve; che di pi&amp;ugrave; ci riguarda e che non &amp;egrave; giusto ignorare, se siano le ricchezze o la virt&amp;ugrave; a rendere felici gli uomini, che cosa ci induca all&amp;rsquo;amicizia fra interesse e dovere, e quale sia la natura del bene e quale la sua somma perfezione. E fra un discorso e l&amp;rsquo;altro Cervio, un mio vicino, racconta a proposito le favole della nonna.. Se per esempio uno di noi esalta le ricchezze di Arellio, ignorando i guai che comportano, comincia cos&amp;igrave;:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C&amp;rsquo;era una volta un topo di campagna che fra le povere mura della sua tana ebbe ospite un topo di citt&amp;agrave;, come per vecchi vincoli si accoglie in ospite un amico; (quello di campagna &amp;egrave;) ruvido e attaccato ai suoi risparmi, ma tale pure da volgere il suo animo ristretto all&amp;rsquo;ospitalit&amp;agrave;. In poche parole: non gli fece mancare i ceci che aveva messi da parte n&amp;eacute; i lunghi chicchi dell&amp;rsquo;avena, e, portandoli alla bocca, gli offr&amp;igrave; acini e pezzetti di lardo rosicchiati, desiderando vincere con la variet&amp;agrave; della cena la riluttanza dell&amp;rsquo;amico che a mala pena toccava con un singolo dente, con fare superbo, (le vivande); mentre il padrone di casa sdraiato sulla paglia della stagione mangiava farro e loglio, lasciando all&amp;rsquo;altro i bocconi migliori. &lt;br /&gt;Alla fine il cittadini gli disse: &amp;ldquo;A cosa ti giova, amico mio, vivere di stenti sulle pendici di questo bosco scosceso? Non ti pare che alle foreste siano da preferire gli uomini e le citt&amp;agrave;? Dammi retta, mettiti in cammino con me, visto che le creature terrestri anima mortale ebbero in sorte, e che piccoli o grandi non c&amp;rsquo;&amp;egrave; alcuna fuga (alla morte): perci&amp;ograve;, mio caro, finch&amp;egrave; ti &amp;egrave; concesso, vivi felice nelle gioie della vita, e ricorda quanto sia breve questo tempo.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Scosso da questi discorsi il topo di campagna scatta lesto via dalla tana; ed eccoli correre entrambi sul loro percorso, ansiosi di insinuarsi nottetempo tra le mura della citt&amp;agrave;. &lt;br /&gt;E gi&amp;agrave; la notte si trovava a met&amp;agrave; del suo percorso nel cielo, quando i due pongono piede in un palazzo fastoso, dove sui divani d&amp;rsquo;avorio splendeva un drappo tinto di rosso scarlatto e dove molte vivande avanzate da una cena opulenta stavano risposte in un canto in cestini ricolmi. Sistemato che ebbe il topo di campagna disteso su un drappo di porpora, l&amp;rsquo;ospite si diede a correre come fosse stato un cameriere e serve portate una dopo l&amp;rsquo;altra, e assolve al servizio come un domestico, assaggiando per primo tutto ci&amp;ograve; che porta. Quello sdraiato si gode la mutata sorte e fra tante leccornie fa la parte del convitato soddisfatto, quando ad un tratto un grande fracasso di porte li fa scattare gi&amp;ugrave; dal letto. Ed eccoli correre impauriti per tutta la sala, e trepidare decisamente senza fiato, appena nell&amp;rsquo;immenso palazzo risuonano i (latrati dei) cani molossi. E allora il campagnolo dice: &amp;ldquo;Non so dice che farmene di questa vita&amp;rdquo; e (continua), &amp;ldquo;stammi bene: il bosco e la tana sicura da insidie mi compenseranno delle mie povere lenticchie.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid5&quot;&gt;&lt;/a&gt;Orazio&lt;br /&gt;Libro 1, Satira 5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi accolse ad Aricia una modesta locanda una volta uscito da Roma, con il retore Eliodoro come compagno, di gran lunga il pi&amp;ugrave; dotto dei greci; e di l&amp;igrave; a Foro d&amp;rsquo;Appio, brulicante di barcaioli e osti maligni. Noi sfaticati dividemmo in due questa tappa, che per altri pi&amp;ugrave; svelti &amp;egrave; una sola; &amp;egrave; meno faticosa l&amp;rsquo;Appia per chi la prende comoda. Qui a causa dell&amp;rsquo;acqua, che era malsana, do battaglia alla pancia (sto a digiuno), e attendo di cattivo umore gli altri compagni che cenano. &lt;br /&gt;Gi&amp;agrave; la notte si preparava a stendere ombre sulla terra e spargere il cielo di stelle; quando ecco lanciare improperi i servi ai barcaioli, i barcaioli ai servi: &amp;ldquo;Attracca qui&amp;rdquo;, &amp;ldquo;Vuoi imbarcarne trecento?&amp;rdquo; &amp;ldquo;Basta, sono abbastanza!&amp;rdquo;. Fra il riscuotere la tassa e legare la mura se ne va via un&amp;rsquo;ora buona. Zanzare malefiche e rane di palude di tormentano il sonno. Quando un barcaiolo fradicio di vino canta l&amp;rsquo;amica lontana anche un viaggiatore si mette a gareggiare cantando con lui, fin quando esausto non comincia il viaggiatore a dormire, e il barcaiolo insonnolito mandata a pascolare la mura e legata la barca ad un sasso giace supino.&lt;br /&gt;Ed era ormai quasi giorno, quando ci accorgiamo che la barca non si muove, allora arriva una testa calda che con un bastone di salice da una piallata al capo elle reni di marinaio e mula: solo verso la quarta ora sbarchiamo. Con l&amp;rsquo;acqua di Feronia ci laviamo mani e faccia. &lt;br /&gt;Dopo aver fatto colazione ci arrampichiamo per tre miglia e giungiamo alle pendici di Anxur, arroccata su rupi che biancheggiano lontano. L&amp;igrave; doveva raggiungerci il buon Mecenate e Cocceio, entrambi ambasciatori di affari imporanti, abituati ormai a pacificare amici in discordia. Stavo per la congiuntivite ungendomi gli occhi con il collirio nero; quando giungono Mecenate e Cocceio e insieme a loro Fonteio Capitone, uomo di grande cortesia e amico di Antonio quant&amp;rsquo;altri mai. &lt;br /&gt;Volentieri lasciamo Fondi dov&amp;rsquo;&amp;egrave; pretore Aufidio Lusco, ridendo delle insegne di quello scribacchino matto, (ossia) toga pretesta, laticlavio e il braciere acceso. Affaticati pernottiamo nella citt&amp;agrave; di Mamurra (Formia), (dove) Murena ci offre l&amp;rsquo;alloggio, Capitone il vitto. &lt;br /&gt;L&amp;rsquo;alba seguente sorge decisamente lietissima: a Sinuessa ci vengono incontro Plotio, Vario e Virgilio, anime che pi&amp;ugrave; candide non le fece mai la terra e che a nessun altro sono pi&amp;ugrave; care che a me. O che abbracci e che gioia furono! Finch&amp;egrave; avr&amp;ograve; senno niente paragoner&amp;ograve; ad un caro amico. Una casetta vicino al ponte Campano ci offr&amp;igrave; rifugio e gli ospiti, come si deve, legna e sale. &lt;br /&gt;Da qui i muli depongono di buon ora a Capua i loro basti. Mecenate va a giocare, io e Virgilio a dormire: il gioco della palla &amp;egrave; nemico di chi soffre di occhi e di stomaco. Pi&amp;ugrave; avanti ci accoglie Cocceio, subito sopra le osterie di Claudio. &lt;br /&gt;Ora vorrei, Musa, che tu mi ricordassi brevemente la rissa di Messio Cicirro con quel buffone di Sarmento, da quale padre siano nati e come giunsero alla lite. La gloriosa genia di Messo sono gli osci; di Sarmento vive ancora la padrona: da tali antenati discsi, giunsero a contesa. &lt;br /&gt;&amp;ldquo;Io dico,&amp;rdquo; inizia Sarmento, &amp;ldquo;Che tu assomigli ad un cavallo selvaggio.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Ridiamo; e Messio a sua volta: &amp;ldquo;Lo ammetto,&amp;rdquo; e scuote la testa. &lt;br /&gt;&amp;ldquo;Cosa faresti&amp;rdquo;, dice l&amp;rsquo;altro, &amp;ldquo;se non ti avessero reciso dalla fronte il corno, visto che anche mutilato minacci?&amp;rdquo; E per la verit&amp;agrave; una brutta cicatrice gli deturpava il viso sul lato sinistro fra i peli della fronte.&lt;br /&gt;Dopo aver a lungo scherzato sul morbo campano e sulla sua faccia, gli chiede di mimare la danza pastorale del Ciclope: non gli sarebbero serviti maschera e coturni tragici. Su questo furono molti gli insulti di Cicirro: gli chiedeva se avesse gi&amp;agrave; dato in voto ai Lari la catena; gli ricordava che pur essendo scrivano il diritto della padrona non era per nulla scemato; gli domanda perch&amp;eacute; fosse fuggito, dal momento che gli sarebbe bastata una libbra di farro, gracile e mingherlino com&amp;rsquo;era. Cos&amp;igrave; in piena allegria poniamo fine a quella cena. &lt;br /&gt;Di qui ci dirigiamo dritti a Benevento, dove l&amp;rsquo;oste zelante per poco non si dava fuoco girando i&amp;nbsp; magri tordi sul fuoco; infatti divampato l&amp;rsquo;incendio, la fiamma, guizzante, per la vecchia cucina, minacciava di lambire il soffitto. Avresti dovuto vedere i clienti affamati e i servi impauriti mentre cercavano tutti insieme di salvare la cena e spegnere le fiamme. &lt;br /&gt;A quel punto cominciavano a mostrarsi i monti a me noti dell&amp;rsquo;Apulia, che sono bruciati dall&amp;rsquo;Atabulo e che non avremmo mai valicato, se non ci avesse ospitati un casale vicino a Trevico e non privo di fumo che faceva lacrimare gli occhi, perch&amp;eacute; il focolare bruciava foglie e sterpaglie umide. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;( Hic ego mendacem stultissimus usque puellam ad mediam nocte expecto; somnus tamen anfert intentum Veneri; tum ummundo somnia visu nocturnam vestem maculant ventremque supinum.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui io, ingenuo com&apos;ero, aspetto una ragazza del posto bugiarda fino a tarda notte; il sonno mi sorprende con il pensiero fisso a Venere; e allora i sogni che feci con l&apos;immonda visione mi macchiarono il pigiama e il ventre supino. )&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Partiamo poi di corsa per ventiquattro miglia, in carrozza, con l&amp;rsquo;idea di pernottare presso una cittadina, che non si pu&amp;ograve; nominare nei versi, ma &amp;egrave; facilissimo indicare: qui l&amp;rsquo;acqua che &amp;egrave; la pi&amp;ugrave; vile delle cose la si vende, ma in compenso il pane &amp;egrave; di gran lunga il pi&amp;ugrave; bello e il pi&amp;ugrave; buono, tanto che il viaggiatore accorto suole farne scorta per il seguito del viaggio (ultra). Infatti sembra fatto di pietra a Canosa, localit&amp;agrave; fondata un tempo dal forte Diomede, non pi&amp;ugrave; ricca di un&amp;rsquo;urna d&amp;rsquo;acqua. Qui Vario mesto prende congedo dagli amici in lacrime. Giungemmo quindi a Ruvo stanchissimi per aver subito un cammino lunghissimo e reso pi&amp;ugrave; difficile dalla pioggia. &lt;br /&gt;Il giorno dopo la tempesta migliora, ma la via peggiora, almeno fino alle mura della pescosa Bari; poi Egnazia eretta facendo ira alle ninfe ci offr&amp;igrave; motivo di risa e di scherni, perch&amp;eacute; qui volevano farci credere che l&amp;rsquo;incenso sulla soglia del tempio si consumava senza fiamma. Pu&amp;ograve; pensarlo il giudeo Apella, io no: infatti gli d&amp;egrave;i, come ho sentito dire, passano il loro tempo indifferenti e, se qualche prodigio si verifica in natura, non sono certo gli dei irati a precipitarlo dall&amp;rsquo;alto del cielo. Brindisi pone fine al lungo viaggio e alla mia satira.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spero che siano utili a qualcheduno &amp;egrave;_&amp;eacute;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;</description>
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  <pubDate>Tue, 14 Oct 2008 17:50:07 GMT</pubDate>
  <title>illuminatemi!</title>
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  <description>Come Stefano sa, oggi mi sono resa conto di avere una tremenda curiosit&amp;agrave;, sicch&amp;egrave; la propongo anche a voi, casomai qualcuno mi sapesse rispondere T_T&lt;br /&gt;In sostanzia, riguarda la difficolt&amp;agrave; di ricordarsi tutto quel contiene numeri, diciamo pure la quasi impossibilit&amp;agrave; di ricordarseli:&amp;nbsp;date, dai compleanni alle date di storia, orari, anche un semplice &amp;quot;ci vediamo alle cinque e mezzo&amp;quot;, numeri di telefono (ricordo solo il mio, casa di babbo, casa di mamma, casa di nonna, e Merdina. E l&apos;ambulanza. E i carabinieri. E 1288. E 1240. Basta. xD). Non che faccia fatica a contare (ci mancherebbe solo quello xD) &amp;egrave; che chiunque mi dica qualcosa che contiene un numero pu&amp;ograve; star certo che dovr&amp;agrave; ridirmelo venti volte. Poi che non mi riesca matematica pu&amp;ograve; essere una conseguenza naturale, non lo so xD Non ho casini coi problemi che prevedano logica e ragionamento (salvo poi dimenticarsi le formule, o incappare in un problema veramente crudele), ma mi sono sempre incasinata oltre l&apos;imbarazzante con i sistemi, le equazioni, e insomma quelle cose lunghissime piene di fottuti NUMERI. &lt;br /&gt;Una volta la Falqini mi disse come si chiamava in psicologia (o quello che &amp;egrave;) questa cosa, ma adesso me lo sono completamente dimenticato, e oggi mi &amp;egrave; venuta la curiosit&amp;agrave;, ma su internet non ho trovato niente. Vi dico solo che ero talmente disperata che ho chiesto su Yahoo! Asnwers. Cio&amp;egrave;, rendiamoci conto. &lt;br /&gt;Ad ogni modo, qualcuno sa come si chiami questa complessa patologia? xD&lt;br /&gt;;O;</description>
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  <pubDate>Thu, 11 Sep 2008 18:44:39 GMT</pubDate>
  <title>Coneria Castle</title>
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  <description>Oh yeah.&lt;br /&gt;Stpusciti, popolo, e subitaneamente destati dal tuo stupore, e mi dispiaccio che lei se ne dispiaccia. &lt;br /&gt;Ecco.&lt;br /&gt;Detto questo, andiamo a spiegare come mai sto infrangendo clamorosamente l&apos;auto-regola (tipo dieta, che &amp;egrave;?&amp;nbsp;o.o) del friends only. Si tratta di pubblicit&amp;agrave;, pubblicit&amp;agrave;!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un GDR in italiano su LJ... penso di partecipare, ma siccome sarebbe la mia prima volta *pudico sguardo verginale*&amp;nbsp;penso che sia molto meglio che andiate a leggere direttamente le informazioni presso chi di dovere, piuttosto che aspettarvi una risposta sensata da questa povera ignorante xD&lt;br /&gt;&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;******&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;In quanto a grafica non si &amp;egrave; ancora completamente a posto, ma si sta lavorando in merito. Chiunque desideri iscriversi sar&amp;agrave; assolutamente il benvenuto, oltretutto, anche se non volete partecipare, apprezzerei tantissimo se a qualcuno andasse a sua volta di pubblicizzare il gdr.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://i111.photobucket.com/albums/n159/Yuffie_Valentine88/My%20item/coneriacopia.jpg&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;lt;/a&amp;gt;&amp;lt;/b&amp;gt;&amp;lt;/a&amp;gt;&amp;lt;/a&amp;gt;&amp;lt;/b&amp;gt;&amp;lt;/a&amp;gt;&lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_coneria_ooc&apos; lj:user=&apos;coneria_ooc&apos; style=&apos;white-space: nowrap;&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://community.livejournal.com/coneria_ooc/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/community.gif&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;16&apos; height=&apos;16&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://community.livejournal.com/coneria_ooc/&apos;&gt;&lt;b&gt;coneria_ooc&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&amp;lt;/a&amp;gt;&amp;lt;/b&amp;gt;&amp;lt;/a&amp;gt;&amp;lt;/a&amp;gt;&amp;lt;/b&amp;gt;&amp;lt;/a&amp;gt;&lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_coneria_castle&apos; lj:user=&apos;coneria_castle&apos; style=&apos;white-space: nowrap;&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://community.livejournal.com/coneria_castle/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/community.gif&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;16&apos; height=&apos;16&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://community.livejournal.com/coneria_castle/&apos;&gt;&lt;b&gt;coneria_castle&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Un castello sospeso nel nulla, un immenso tappeto di nubi che sembra esterndersi all&apos;infinito e due deboli soli rossastri che, pur senza donar particolare calore, si alternano nel cielo dando vita ad un giorno senza fine. E&apos; con tale aspetto fiabesco che Coneria si presenta a chi, strappato senza aver modo di comprendere come, si ritrova nella cittadella volante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E&apos; qui che ti risvegli, vicino al piccolo porto della cittadella, come se una qualche piccola imbarcazione ti avesse preso e buttato l&amp;igrave; pur non essendovi navi. Alcuni ponticelli di legno sembrano appoggiarsi alle nubi, di fronte a te solo il nulla ed alle tue spalle un&apos;immensa cittadella bianca come la neve popolata da strane creature simili a conigli antropomorfi che per&amp;ograve; non sembrano darti retta pur provvedendo a portarti cibo e vestiti. Eri morto? Eri malato? In coma? Stavi semplicemente facendoti i fatti tuoi in una giornata come tutte le altre? Poco importa, al tuo arrivo a Coneria ti sei trovato in perfetta forma fisica seppur lievemente indolenzito. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ormai non puoi pi&amp;ugrave; andartene, sta a te esplorare  la cittadella bianca. In bocca al lupo.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;</description>
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  <category>pubblicità</category>
  <category>i consigli di mike</category>
  <category>consigli per gli acquisti</category>
  <category>gdr online</category>
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  <pubDate>Fri, 05 Sep 2008 10:40:50 GMT</pubDate>
  <title>ogni riferimento a persone e fatti realmente esistenti è completamente intenzionale</title>
  <link>http://coral-dana-rose.livejournal.com/97173.html</link>
  <description>&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perch&amp;egrave; prima o poi tutti i journal un po&apos; emo vanno in politica anti-trust.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img width=&quot;304&quot; height=&quot;240&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://pics.livejournal.com/coral_dana_rose/pic/000yyegt/s320x240&quot; /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;I post scritti dopo questo, salvo eccezioni del caso, saranno lockati friends only. Prima o poi ci sarei cascata anch&apos;io, uh?&amp;nbsp;XD&lt;br /&gt;Il fatto &amp;egrave; che ci sono cose che le dice la logica e cose che le dice il buon senso, il quale &amp;egrave; molto pi&amp;ugrave; spietato della logica; ora fa tanto frase da maestro a discepoli... ma quando qualcuno nelle varie vicende della vita comincia a salvarsi con i cavilli della logica (che per&amp;ograve; non &amp;egrave; stata inventata per vivere, ma per calcolare), vuol dire che sa che il buon senso non lo salverebbe affatto. Non &amp;egrave; un misterioso aforisma e non &amp;egrave; riferito a nessuno in particolare: inutile trovarci doppi sensi. &lt;br /&gt;Se scrivo cose su un journal pubblico il buon senso mi dice che, a meno che non ci sia scritto qualcosa di ghiotto (e si sa cosa sia ghiotto e cosa no, per le persone), saranno sempre le solite persone a leggerlo, e siamo tutti contenti, ma la logica mi dice che se scrivo qualcosa su un journal pubblico, ghiotto o no, non posso poi andarmi a meravigliare che perfino gli insospettabili si siano messi a leggerlo. E intendo proprio insospettabili. &lt;br /&gt;Per salvarmi dalla logica, con buon senso ho deciso di rendere questo blog friend only.&lt;br /&gt;Ma poich&amp;egrave;, inutile nasconderlo, &amp;egrave; conseguenza di fatti accaduti, e non di una chiusura nei confronti altrui, se per caso qualcuno avesse voglia di passare il tempo a leggere qualche post non esiti a lasciare un commento; il friends only non &amp;egrave; perch&amp;egrave; dico cose cos&amp;igrave; trascendentali, come ho gi&amp;agrave; detto, quindi non mi fa proprio nessuna differenza aggiungere amici o meno, anche se non ci scambier&amp;ograve; parola per il resto dell&apos;esistenza. Certo, &amp;egrave; evidente che &amp;egrave; protezione contro determinate persone, non in quanto tali, ma proprio perch&amp;egrave; sanno chi sono e sanno che ho un blog, perch&amp;egrave; non dovrebbero leggerlo?&amp;nbsp;Sicch&amp;egrave;, se vi conosco real life, commentate e chiedete pure il friendaggio, s&amp;igrave;, ma fatevi riconoscere. xD&lt;br /&gt;Sempre che vogliate provare. Inutile dire che non aggiunger&amp;ograve; nessuno che conosca dal vero, e che, sulla scorta di questo ragionamento, ho revisionato per &lt;em&gt;nessun&lt;/em&gt; altro motivo che per conseguenza spontanea la lista degli amici. &lt;br /&gt;Il resto sta al buon senso. Ancora un po&apos; ci credo.&lt;br /&gt;</description>
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  <pubDate>Thu, 04 Sep 2008 08:48:38 GMT</pubDate>
  <title>*yawn*</title>
  <link>http://coral-dana-rose.livejournal.com/96920.html</link>
  <description>Annoiavomi.&lt;br /&gt;Sicch&amp;egrave;, ecco qua un test cretino u_U&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;table cellspacing=&quot;1&quot; style=&quot;border: 1px solid rgb(17, 0, 0); width: 400px; background-color: rgb(0, 0, 0);&quot;&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;border: medium none ; padding: 7px; width: 85px; background-color: rgb(51, 17, 17);&quot;&gt;&lt;b style=&quot;color: rgb(255, 255, 255); font-family: arial,&amp;#39;sans serif&amp;#39;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: bold; font-size: 13px; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;&quot;&gt;Greed:&lt;/b&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;border: medium none ; padding: 7px; background: rgb(51, 0, 17) none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial; width: 85px; font-family: arial,&amp;#39;sans serif&amp;#39;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; 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font-size-adjust: none; font-stretch: normal;&quot;&gt;Lust:&lt;/b&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;border: medium none ; padding: 7px; background: rgb(34, 0, 17) none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial; width: 85px; font-family: arial,&amp;#39;sans serif&amp;#39;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 13px; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; color: rgb(255, 255, 255);&quot;&gt;Low&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;border: medium none ; padding: 5px 5px 5px 0px; background-color: rgb(51, 17, 17); width: 200px; vertical-align: middle;&quot;&gt;&lt;div style=&quot;border-style: solid solid solid none; border-color: rgb(0, 0, 0) rgb(0, 0, 0) rgb(0, 0, 0) -moz-use-text-color; border-width: 1px 1px 1px medium; padding: 0px; background: rgb(51, 0, 119) none repeat scroll 0% 0%; height: 14px; font-size: 8px; line-height: 8px; width: 40px; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;border: medium none ; padding: 7px; width: 85px; background-color: rgb(51, 17, 17);&quot;&gt;&lt;b style=&quot;color: rgb(255, 255, 255); font-family: arial,&amp;#39;sans serif&amp;#39;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: bold; font-size: 13px; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;&quot;&gt;Pride:&lt;/b&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;border: medium none ; padding: 7px; background: rgb(68, 0, 17) none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial; width: 85px; font-family: arial,&amp;#39;sans serif&amp;#39;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 13px; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; 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che ha pure ragione di farlo, una volta sfatato il mito che l&apos;accidia non &amp;egrave; (come dice sempre il Goro &amp;lt;3) sinonimo preciso della pigrizia. &lt;br /&gt;Dimenticavo, per&amp;ograve;, che ho anche fatto un disegno. Che &amp;egrave; una cazzata, &amp;egrave; che non avevo voglia di scrivere il capitolo venticinque, lo ammetto. Pi&amp;ugrave; che altro &amp;egrave; per provare questa simpatica opzione di deviantart che ti mette automaticamente il thumbnail sul livejournal.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.deviantart.com/deviation/96828762/&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; src=&quot;http://tn1-5.pv.deviantart.com/fs36/150/i/2008/246/6/e/Bellatrix_by_coraldanarose.jpg&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Bellatrix&lt;/a&gt; by ~&lt;a href=&quot;http://coraldanarose.deviantart.com/&quot;&gt;coraldanarose&lt;/a&gt; on &lt;a href=&quot;http://www.deviantart.com/&quot;&gt;deviant&lt;/a&gt;&lt;a href=&quot;http://www.deviantart.com/&quot;&gt;ART&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;boia. &lt;br /&gt;zo&amp;egrave;... ganziale!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;</description>
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  <pubDate>Tue, 02 Sep 2008 14:47:15 GMT</pubDate>
  <title>grandi soddisfazioni</title>
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  <description>Sono... sono felice! *_* &lt;br /&gt;L&apos;Opera di Riabilitazione di Aldebaran, ovvero la Campagna Contro i Personaggi Sfigati nelle Sceneggiature, ha funzionato, e il capitolo del vecchio Aldo &amp;egrave; venuto corto ma intenso, e soprattutto gli ho fatto una fare una bella figura &amp;gt;_&amp;gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;lj-embed id=&quot;4&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e inoltre, finalmente ho deciso l&apos;immagine per il tatuaggio prossimo venturo, che pagher&amp;ograve; con parte del mio stipendo... a ben pensarci, lo sto mandando a puttane piuttosto rapidamente, &apos;sto stipendo. Non mi si taccer&amp;agrave; d&apos;avarizia, ecco. Almeno quello. Il disegno, comunque, &amp;egrave; &lt;a href=&quot;http://whiteraven90.deviantart.com/art/Sketch-of-a-phoenix-52323377&quot;&gt;questo&lt;/a&gt;... almeno spero, ho chiesto prima il permesso all&apos;autore, e spero che non me lo neghi xD&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;</description>
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  <pubDate>Mon, 01 Sep 2008 12:18:43 GMT</pubDate>
  <title>esultanza</title>
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  <description>&lt;span style=&quot;color: rgb(0, 255, 0);&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: xx-large;&quot;&gt;\o/&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Lode alla Sagra del Tortello, alle bottiglie di vino che sono pi&amp;ugrave; grandi di quel che ci si era immaginati, al brindisi alla fine della mia stagione lavorativa, al ballo liscio (ebbene s&amp;igrave;), all&apos;Ulivieri che oltre a essere incontinente &amp;egrave; anche un&apos;abile ballerina!&lt;br /&gt;Che altro aggiungere; &amp;egrave; vero che ora che ho finito di lavorare sulla spiaggia ci sono altre cose che si presentano alla mia attenzione, per esempio che &amp;egrave; settembre, ovvero devo tornare seriamente in cerca o in elaborazione di un disegno adeguatoh per il mio coolissimo tatuaggio (nooo geee mi sento troppo trasgressiva abbestia, ecco), fino al quindici sono a lavoro da mamma (cio&amp;egrave;, praticamente &amp;egrave; inutile aver brindato u_U) e poi naturalmente incomincia la scuola... vale a dire, l&apos;anno della maturit&amp;agrave;.&lt;br /&gt;Ad ogni modo, anche se &amp;egrave; una seccatura doverlo fare... visto che le mie ambizioni scolastiche sono prossime allo zero e che al momento l&apos;unica cosa che mi preme &amp;egrave; uscire dal liceo, e che oltretutto non dovr&amp;ograve; andarmi a confondere con i numeri chiusi all&apos;universit&amp;agrave;, non ho aspirazioni sul voto; il che significa che non dovr&amp;ograve; fasciarmi eccessivamente la testa per fare questo esame.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Non sono neanche uno di quei tipi (mai stata, e per fortuna &amp;egrave; troppo tardi per diventarlo) che si sentirebbero realizzati alle scuole d&apos;eccellenza e che, quando alla maturit&amp;agrave; (che &amp;egrave; tipo... l&apos;esame di terza media, solo pi&amp;ugrave; difficile. Boia.) non prendono cento ci rimangono di merda, e quando prendono cento fanno finta d&apos;essere contenti ma si incazzano segretamente perch&amp;egrave; volevano cento e lode. Una volta mi facevano rabbia... ma nel corso dell&apos;estate penso di aver imparato a farmi scivolare addosso tante pi&amp;ugrave; cose. &lt;br /&gt;E dopo questo aforisma il mio editor preferito torna a ricordarmi che se non finisco la fan fiction entro la fine della settimana mi ammazza, quindi sar&amp;agrave; meglio tornare al lavoro. -_-&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Edito per dirvi che sto morendo &amp;gt;_&amp;gt; ormai ho definitivamente raccolto la provocazione del mio solito editor... finir&amp;ograve; questa fan fiction per la fine della settimana, dovesse venirmi una schifezza! Ma siccome ho ancora il vino della Sagra del Tortello che mi fermenta nello stomaco, e soprattutto i suoi fumi che mi giungono ancora nel cranio a causa del caldo, eccomi con un mal di testa micidiale a cercare di scrivere decentemente, scoprendo che se faccio periodi lunghi come al solito mi dimentico quello che dicono. Ma che cazzo c&apos;era, in quel vino, dio cristo?&amp;nbsp;&amp;egrave;_&amp;eacute; &lt;br /&gt;Almeno nello scrivere la cosa divertente &amp;egrave; cercare un po&apos; di interpretare i vari personaggi... c&apos;&amp;egrave; quello inventato da me che bene o male, si presuppone che io debba conoscerlo xD Sugli altri, quelli che esistevano gi&amp;agrave; e che hanno ovviamente la maggior parte dello spazio, ci devo lavorare, e questo rende il processo lento ma interessante. Che consente alcune scoperte:&lt;br /&gt;- Milo &amp;egrave; sempre pi&amp;ugrave; love &amp;lt;3&lt;br /&gt;- Marin o Castalia che dir si voglia mi fa proprio CAA&apos;. Direi praticamente stronzoca&amp;agrave;. Rigozz&amp;agrave;. Insomma, oh, non sa di niente xD mi &amp;egrave; venuta con un po&apos; pi&amp;ugrave; di spessore nella fan fiction... ma solo perch&amp;egrave; ha avuto la fortuna che le toccasse un capitolo praticamente in solitario. E&apos; cos&amp;igrave; che mi sono accorta che non avevo voglia nemmeno di farle aprire bocca, ma d&amp;egrave;, era funzionale alla storia, dovevo farlo &amp;gt;_&amp;gt;&lt;br /&gt;- Ho cominciato a pensare che a parte Hilda di Polaris (che in realt&amp;agrave; non &amp;egrave; che sia questo gran personaggio, ma sar&amp;agrave; anche solo il design, saranno i capelli, sar&amp;agrave; il copricapo - bellino &amp;lt;3 -... per&amp;ograve; mi &amp;egrave; sempre piaciuta un casino) l&apos;altra decente fra le donne di Saint Seiya potrebbe essere Shaina/Tisifone. E va bene. Per&amp;ograve; alla fine... questo cartone le donne le tratta malissimo xD Ad ogni modo non importa, perch&amp;egrave; si pu&amp;ograve; dire che sia stato molto anche questo a darmi lo spunto per la fan fiction in s&amp;egrave; e per s&amp;egrave;...&lt;br /&gt;- Marin mi fa cac&amp;agrave;. Oh, l&apos;ho gi&amp;agrave; detto? Scusate u_u&lt;br /&gt;</description>
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  <pubDate>Sat, 30 Aug 2008 12:44:01 GMT</pubDate>
  <title>Il platelminta</title>
  <link>http://coral-dana-rose.livejournal.com/95780.html</link>
  <description>&lt;em&gt;Questo post &amp;egrave; corredato da immagini di platelminti che non assomigliano affatto a quello del post che segue, ma che fanno scena.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E io che pensavo che le avventure a lavoro sarebbero terminate, oggi che &amp;egrave; il mio penultimo giorno e che, come bagnino navigato, credevo di averle veggiute d&apos;ogni sorta. No, non perder&amp;ograve; altro tempo!&lt;br /&gt;E&apos; giunto il momento di ragguagliarvi circa il nostro nuovo amico, dalla vita ahim&amp;egrave; troppo breve perch&amp;egrave; potessimo conoscerci intimamente.&lt;br /&gt;Mentre io e Anna placide stavamo facendoci i fatti nostri all&apos;ombrellone del bagnino, ecco sopraggiungere una vecchia mummia.. cio&amp;egrave;, una signora, con in mano una bottliglietta d&apos;acqua Levissima (particolare irrinunciabile) vuota.&lt;br /&gt;&amp;quot;Qualcuno sa cos&apos;&amp;egrave; questo coso?&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://blufiles.storage.live.com/y1p6TD-mu4keqvPKoK0tBmtcWcBObWBWnnK-A7UhKSwnqi9im64rUNHCMLeQkmWY-uY7qiYQjejh3w&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E dentro la bottiglietta, povera anima in pena, povero spirito libero costretto alla cattivit&amp;agrave;, povero essere semplice catturato dalle insidie del mondo esterno.. lui. Il &lt;span style=&quot;color: rgb(255, 0, 0);&quot;&gt;&lt;u&gt;platelminta&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;Cala il silenzio.&lt;br /&gt;Nessuno sa come identificare tale essere, a parte che come una specie di anellide molliccio nero-verdastro, apparentemente morto; si narra che fosse uscito dalla doccia pubblica. Finalmente, avendo concluso che si tratta di un platelminta (come la planaria di qualche altro post sotto il tag animali, o come il tenia, per dirne una.) scatta l&apos;emozione di fronte a questo evento. Silenzio castigato perch&amp;egrave; non si sapesse in giro che la doccia del Delfino rigurgita platelminti, ma al contempo eccitazione a mala pena contenibile di fronte al tenero invertebrato che era stato immediatamente appoggiato sul tavolo, umettato con cura e messo all&apos;ombra affinch&amp;egrave; riprendesse conoscenza.&lt;br /&gt;L&amp;igrave; iniziava la sua discesa inesorabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.ittiofauna.org/webmuseum/pesciossei/anguilliformes/anguillidae/anguilla/anguillaanguilla/images/anguilla_anguilla09.jpg&quot; style=&quot;width: 198px; height: 202px;&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre ogni tanto il poverino alzava il capo, o la coda, o quello che era, un tale lo ha identificato come un &lt;em&gt;cappero&lt;/em&gt;, e l&amp;igrave; qualsiasi cosa che avesse sollevato &amp;egrave; crollata, offesa. Dopodich&amp;egrave; l&apos;immagine &amp;egrave; stata ulteriormente perfezionata in cappero di mare/d&apos;acqua dolce dinamico (poich&amp;egrave; per essere un cappero continuava a guardarsi intorno come pochi capperi al mondo sono in grado di fare) alla menta (...), e nonostante tentassi di proteggerlo con tutte le mie forze, tutti tentavano di tramare alle sue spalle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.ciclidiepiranha.net/schede/planaria.jpg&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gridando selvaggiamente &amp;quot;QUESTA E&apos; LA SCIENZA!!!&amp;quot; Anna ha tentato prima di comprimerlo con un bastoncino, poi di vivisezionarlo per vedere se si rigenerava. E&apos; stato proposto di fumarlo, e poi di mangiarlo con l&apos;aperitivo... galeotto fu l&apos;aperitivo! Infatti, il povero platelminta (che nel frattempo era stato chiamato Saga per far dispetto all&apos;Azzimondi) ha terminato i suoi giorni schiacciato sotto il vassoio degli aperitivi dell&apos;una, prima di essere oltretutto ricoperto, senza piet&amp;agrave; alcuna, dal kiwito, e abbandonato al sole.&lt;br /&gt;Un brindisi costipato al platelminta lo ha accompagnato nei cieli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ora non chiamate l&apos;ambulanza, la guardia medica, l&apos;esorcista, sto benissimo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;</description>
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  <pubDate>Fri, 29 Aug 2008 21:17:54 GMT</pubDate>
  <title>... love.</title>
  <link>http://coral-dana-rose.livejournal.com/95494.html</link>
  <description>&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Conciossiach&amp;egrave;!&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ecco, l&apos;ho detto. Mi sento soddisfatta oltre ogni dire.&lt;br /&gt;A parte questo... mi sento inutile a non far niente, ma ecco cosa succede dopo un&apos;intensa session di scrittura, continui a rileggere quello che hai gi&amp;agrave; scritto e non hai voglia di aggiungere altro, e oltretutto ho le scarpe coi tacchi perch&amp;egrave; stasera pensavo di uscire, e di conseguenza non mi sento in vena di scrivere (non so che ragionamento sia), sicch&amp;egrave; bisogna che posti, cos&amp;igrave; mi sembra di essere produttiva. &lt;br /&gt;Per andare subito al nocciolo della questione, mi sento in dovere di proporvi il mio nuovo idolo, che mi soccorre quando sono emo, che mi tranquillizza quando sono angsty, che mi fa il caff&amp;egrave;, che tra l&apos;altro non ho mai bevuto in vita mia, e che... che... Ma perch&amp;egrave; perdo tempo a scrivere, invece che presentarvelo subito?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.countrysideinfo.co.uk/mothathn_results/overview/antennae.jpg&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un simpatico macrolepidoptero.&lt;br /&gt;&amp;lt;3&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fa male chattare con Stefano a una cert&apos;ora della notte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;[ Macrolepidoptera &amp;egrave;_&amp;eacute; (sn)(um)(st) MILOOOOOOOOOOOOOO dice: (23:40:15)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;EEEEEEK&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;[a=47][c=2][u][b]Stefano[/b][/u][/c=10][/a] dice: (23:40:20)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;TERAFLARE!&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;[ Macrolepidoptera &amp;egrave;_&amp;eacute; (sn)(um)(st) MILOOOOOOOOOOOOOO dice: (23:40:25)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;D-DISPEL!&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;[a=47][c=2][u][b]Stefano[/b][/u][/c=10][/a] dice: (23:40:27)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;GIGA SLAVE!&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;[ Macrolepidoptera &amp;egrave;_&amp;eacute; (sn)(um)(st) MILOOOOOOOOOOOOOO dice: (23:40:31)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;R-REIKI!&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;[a=47][c=2][u][b]Stefano[/b][/u][/c=10][/a] dice: (23:40:37)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;GALAXIAN EXPLOSION&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;[ Macrolepidoptera &amp;egrave;_&amp;eacute; (sn)(um)(st) MILOOOOOOOOOOOOOO dice: (23:40:44)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;A... A... Antiscutum O____O&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;[ Macrolepidoptera &amp;egrave;_&amp;eacute; (sn)(um)(st) MILOOOOOOOOOOOOOO dice: (00:00:58)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;finalmente posso sostituire &amp;quot;Dio Vigile&amp;quot; con &amp;quot;Cruelty and the Unshakeable&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;[a=47][c=2][u][b]Stefano[/b][/u][/c=10][/a] dice: (00:00:59)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;SCRIVIIIIIIIIII!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;[ Macrolepidoptera &amp;egrave;_&amp;eacute; (sn)(um)(st) MILOOOOOOOOOOOOOO dice: (00:01:10)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;per&amp;ograve; &amp;quot;Dio Vigile&amp;quot; era molto pi&amp;ugrave; bello.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;[a=47][c=2][u][b]Stefano[/b][/u][/c=10][/a] dice: (00:01:12)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;SCRIVI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;[ Macrolepidoptera &amp;egrave;_&amp;eacute; (sn)(um)(st) MILOOOOOOOOOOOOOO dice: (00:01:21)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;ma... &amp;quot;Dio Vigile&amp;quot;... o.o&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;</description>
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  <pubDate>Sat, 23 Aug 2008 06:48:53 GMT</pubDate>
  <title>devo ancora riprendermi da Dark Knight -_-</title>
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  <description>Sto facendo un sacco di schizzi veloci a lavoro, di conseguenza ho anche un bel po&apos; di roba da colorare e mi sto mettendo sotto. Anche se non mi sta venendo niente di particolare, ma vabbè. &lt;br /&gt;Ieri sera sono stata trascinata con la forza a vedere Il Cavaliere Oscuro, e devo dire due cose: la prima è che faceva cacare, la seconda è che Joker è l&apos;unica cosa decente xD In pratica, però, a parte lui, ho avuto per tutto il tempo la netta sensazione di star perdendo la serata alla grande. Io non sarei andata, comunque, dal momento che sospettavo una roba così noiosa e inutile, e poi da quando avevo visto quello precedente (di cui disgraziatamente ora mi sfugge il nome u_u) avevo fatto voto di non sfidare più la sorte guardando un film nuovo di Batman. E invece, mamma ci voleva andare a tutti i costi. Vabbè, via. Comunque, bene o male non provocava certo conati di vomito, c&apos;era qualcosa di vagamente bellino... almeno ho passato la serata xD&lt;br /&gt;Adesso mi getto sulla preview, e penso che editerò fin quando non avrò messo su DA i risultati di tutti gli schizzi fatti a lavoro u_U&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://pics.livejournal.com/coral_dana_rose/pic/000ywb41/&quot;&gt;&lt;img width=&quot;271&quot; height=&quot;240&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://pics.livejournal.com/coral_dana_rose/pic/000ywb41/s320x240&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&quot;http://coraldanarose.deviantart.com/art/Ch-1-Ultraviolet-95668772&quot;&gt;&amp;nbsp; Ultraviolet - to DA&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come promesso, sto editando appena finito un nuovo lavoro xD bhe, più che un lavoro è un passatempo, l&apos;ho disegnato al cinema aspettando che incominciasse il film, per l&apos;appunto, e l&apos;ho colorato praticamente tutto ieri sera fino alle due, aggiungendo lo sfondo stamane. Sicchè insomma, via, non c&apos;è da stupirsi che faccia un po&apos; cacà u_U&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://pics.livejournal.com/coral_dana_rose/pic/000yxq3q/&quot;&gt;&lt;img width=&quot;320&quot; height=&quot;204&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://pics.livejournal.com/coral_dana_rose/pic/000yxq3q/s320x240&quot; /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href=&quot;http://coraldanarose.deviantart.com/art/Reason-to-Believe-95751213&quot;&gt;Reason to Believe - to DA&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ne feci un altro, ma non ho voglia di farne l&apos;anteprima ganzina, sicchè, dè...&lt;br /&gt;http://coraldanarose.deviantart.com/art/Ovunque-Proteggi-95877376&lt;br /&gt;u_U</description>
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  <pubDate>Thu, 21 Aug 2008 10:20:51 GMT</pubDate>
  <title>zan zan zan</title>
  <link>http://coral-dana-rose.livejournal.com/95060.html</link>
  <description>Non ho niente da fare, perciò mi limito a proporvi un micidiale colpo di scena che ho avuto modo di scrivere ieri sera nella fan fiction... sì, può darsi che il mio possa essere tacciato di monotematismo, però vabbè, dè. Un po&apos; di pazienza. Mica c&apos;è solo Lo Cascio, a questo mondo.&lt;br /&gt;Credo che il brano messengeriano qui sotto sia altamente emblematico u_u&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;[ Icarus (sn)(um)(st) gaaaaaah dice: (12:14:31)&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;comunque oh&lt;br /&gt;&lt;b&gt;[ Icarus (sn)(um)(st) gaaaaaah dice: (12:14:35)&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;ti stupirai ma...&lt;br /&gt;&lt;b&gt;[ Icarus (sn)(um)(st) gaaaaaah dice: (12:14:43)&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;nel capitolo che ho scritto ieri sera, ATENA E&apos; STATA UTILE!&lt;br /&gt;&lt;b&gt;[ Icarus (sn)(um)(st) gaaaaaah dice: (12:14:48)&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;TAN TAN TAN TAN TAN&lt;br /&gt;&lt;b&gt;[a=47][c=2][u][b]Lady Vashj&apos;s Slave...[/b][/u][/c=10][/a] dice: (12:15:03)&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;oh&lt;br /&gt;&lt;b&gt;[a=47][c=2][u][b]Lady Vashj&apos;s Slave...[/b][/u][/c=10][/a] dice: (12:15:05)&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;...&lt;br /&gt;&lt;b&gt;[a=47][c=2][u][b]Lady Vashj&apos;s Slave...[/b][/u][/c=10][/a] dice: (12:15:09)&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;mio&lt;br /&gt;&lt;b&gt;[a=47][c=2][u][b]Lady Vashj&apos;s Slave...[/b][/u][/c=10][/a] dice: (12:15:09)&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;...&lt;br /&gt;&lt;b&gt;[a=47][c=2][u][b]Lady Vashj&apos;s Slave...[/b][/u][/c=10][/a] dice: (12:15:10)&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;DIO!!!!!!!!!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;oggi a pranzo i vari familiari erano inquietantissimi. Prima di tutto c&apos;era il fratello acidissimo perchè si era appena svegliato, e lui è una di quelle persone che quando si svegliano le prenderesti a cazzotti, un po&apos; perchè hanno un riflesso tanto rallentato da fare rabbia a un moscone mezzo morto, un po&apos; perchè sono acidi in una maniera impressionante (più di me). Poi c&apos;è stata la notizia dell&apos;aereo che è schiantato, e i vari commenti. I miei (che di solito cerco di evitare quando sento aria pesante, perchè non si sa mai cosa puoi dire e cosa no) vertevano sul fatto che può succedere qualcosa in qualsiasi mezzo di trasporto, a ben pensarci, ed è inutile starsi a preoccupare ora, improvvisamente, di non salire più su nessun aereo, perchè un treno può deragliare (ed è sudicio, fra l&apos;altro), una macchina fare un incidente, e via dicendo. La zia ha commentato che comunque ci sono in proporzione più incidenti in macchina che in aereo. Padre e fratello, che sospetto entrambi tremendamente fobici nei confronti dell&apos;aereo (anch&apos;io lo sono, ma col cazzo che ci metto quarant&apos;anni a raggiungere un posto in macchina o in nave, anche se la nave la adoro) erano acidissimi, con quelle battute che si capisce che sono astiose, ma che sono nascoste da un sorriso di circostanza come a far vedere che sono simpatiche. E va bè, dopo un po&apos; di denigramento all&apos;aereo nella sua totalità (ecco quello che succede al volgo quando se ne schianta uno; ma se ci sono incidenti in macchina, nessuno si preoccupa di essere più prudente) parte un discorso sulle regole grammaticali. Vista la preparazione dei membri della famiglia, è ovvio che non possono sconfiggere la sottoscritta sui cavilli, e ho passato dieci minuti a dire che si dice lo, gli, uno pneumatico/i, che non ha senso dire che Il Cairo è maschile, come se fosse una regola stupida, quando in ogni caso con tutte le città la norma corrente è &quot;(la città di) Tizio&quot;, e in altri casi si tratta solo di dire un nome proprio che non ha alcun articolo, e che anche Livorno è femminile anche se finisce con la o, perchè si dice Livorno è più ganza di Milano, non più &quot;ganzo&quot;. Dopodichè scatta il dibattito: mia zia preferiva morire dopo una vacanza, se deve schiantarsi l&apos;aereo, il padre preferiva morire prima, perchè se sa che deve morire dopo, non saprebbe sopportare la vacanza, e io dopo un tentativo di dire &quot;dubito che tu abbia le facoltà di rammaricarti dopo che sei morto&quot; mi sono arresa.&lt;br /&gt;Sono ancora shockata. E&apos; stata una scena onirica. o.o&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;....&lt;br /&gt;tipo, è il terzo edit? ma volevo dire che sto disegnando &lt;a href=&quot;http://snk-seiya.net/guiasaintseiya/Tenlai-Hen-Touma.jpg&quot;&gt;lui&lt;/a&gt;. &lt;br /&gt;E&apos; troppo carino &amp;lt;3</description>
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  <pubDate>Mon, 18 Aug 2008 16:10:40 GMT</pubDate>
  <title>e ancora via col caso</title>
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  <description>Proprio, anche oggi posto a caso perchè ho scritto la fan fiction finora e sono stanca. E ho caldo. E puzzo, anche. &lt;br /&gt;A proposito della fan fiction, credo che si chiamerà &quot;Mater Dolorosa&quot;, ma volevo trovare qualcosa di più epicheggiante, anche se non mi è ancora venuto in mente nulla ed è probabile, a questo punto, che davvero la finirò entro la fine del mese. Il solito *Nomedelnemico*machia farà anche stragreco, e di conseguenza sarà anche decisamente calzante, ma oh: un po&apos; di innovazione, per Giove (per l&apos;appunto). &lt;br /&gt;Oggi Stefano, onnipresente come al solito nei post, visto che gli ho detto che stavo scrivendo una parte con Shaka, ha deciso di assistermi mandandomi una pagina con una galleria ed elenchino dei vari mudra, e la cosa mi ha ricordato di quando facevo Aikido. Ecco. &lt;br /&gt;Credo che avrei continuato a farlo, se avessi avuto abbastanza costanza (cosa che non ho, e d&apos;altra parte se non si è marziali le arti marziali non si fanno, come si può agilmente evincere), e soprattutto se per qualche motivo la disciplina non fosse andata in crossover col judo. Non si sa perchè. Cioè, prima quello stesso maestro insegnava judo (che era troppo inflazionato per i miei gusti raffinati), poi decise di punto in bianco di metterci un po&apos; di aikido (non chiedetemi perchè), e poi, vedendo che sempre più allievi cominciavano a darsi alla fuga, decise di non seguire più quel poco di ordine logico che era rimasto, ma di fare semplicemente di lezione in lezione quello che poteva suonare interessante.&lt;br /&gt;E così ecco noi cinque irridicubili (cioè, poi io mi sono dimostrata perfettamente riducibile, oltre che schiappa) che una volta alla settimana facevamo meditazione e Ki. L&apos;unica cosa che veramente mi manca di tutto ciò, senza contare che quei simpatici mudra (per quanto poco riuscissi ad entrare in quella logica) si sono rivelati utili anche all&apos;esame dalla patente, per la precisione il secondo tentativo: dal momento che era la mia ultima possibilità prima di sentirmi ufficialmente una mongolide, ero un tantinino, diciamo, tesa, e quindi, al riparo da occhi indiscreti, ho ripescato quelle vecchie lezioni che mi hanno fatta tranquillizzare fin quasi allo stato vegetativo. Ecco perchè ho dovuto rifare un parcheggio due volte: perchè ero troppo rilassata. Dev&apos;essere. &lt;br /&gt;Avendo guardato Miriam si Sveglia a Mezzanotte, aka The Hunger, per la ragione che c&apos;era David Bowie e c&apos;era una canzone dei Bauhaus, ecco che &lt;a href=&quot;http://it.youtube.com/watch?v=zq7xyjU-jsU&quot;&gt;vi propino di nuovo un video&lt;/a&gt;. &lt;br /&gt;E non avendo più alcuna scusa per tergiversare, ritorno alla scrittura, a vedere se finisco questo capitolo tredici. Ora che ci penso, dovrei anche continuare a postare House of Death.&lt;br /&gt;...&lt;br /&gt;tomorrow &amp;gt;_&amp;gt;</description>
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  <pubDate>Sun, 17 Aug 2008 20:26:05 GMT</pubDate>
  <title>decisamente a caso</title>
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  <description>Per qualche motivo, questo è il video del giorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;lj-embed id=&quot;3&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si accettano scommesse: ma son tette vere, quelle? Certo, dopo aver visto l&apos;uomo macropacco del post precedente, suppongo che nessun bizzarro evento genetico possa più sconvolgermi. &lt;br /&gt;Torno a scrivere. O a disegnare la prima tavola di Milo &amp; Shura (avete capito bene).</description>
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  <pubDate>Fri, 15 Aug 2008 20:13:07 GMT</pubDate>
  <title>l&apos;uomo gigantopallato</title>
  <link>http://coral-dana-rose.livejournal.com/94349.html</link>
  <description>Preavviso che questo post sembrerà scritto da un&apos;altra persona, in forma tra l&apos;altro telegrammatica. Stop. o.o&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insisto nel disegnare, eh!&lt;br /&gt;Ma stasera temo di essere troppo sfiancata per farlo, ecco un lavoro completato stamattina! Per chi se lo stesse domandando, quegli scarabocchi rossi sono delle rose. Per chi si stesse domandando anche questo, no, non sono rassegnata al fatto che Aphrodite sia un vile &amp;gt;_&amp;gt; Sto guardando proprio ora il terzo OAV di Saint Seiya, dove l&apos;hanno fatto tornare in scena, e, anche se hanno cercato di mettergli in bocca parole quasi sensate sulla bellezza, è evidente che l&apos;hanno ridotto a super-cattivo-di-secondo-piano-senza-valori. Per non parlare della serie di Hades, dove addirittura scappa davanti al vecchio Rhada. E&apos; interessante, d&apos;accordo, il fatto che sia lui che Deathmask, che hanno sempre inflitto morte e oblio ai loro avversari, dopo aver sperimentato loro stessi ciò ne siano angosciati al punto da scappare inutilmente. E magari Deathmask è davvero una carogna... cioè, sì, ok, magari anche Aphrodite. Però alla fine delle dodici case Aphro ha il classico momento dell&apos;esamino di coscienza, e uno presuppone che si siano finalmente decisi a rivalutare il personaggio xD Invece niente, il futuro gli riserva solo un imbarazzante screentime e figure di merda. Vabè.&lt;br /&gt;Come si può agilmente evincere mi ha ispirato lo schetc (si scrive così) Sweet Dreams (ma non quella di Marylin Manson - cioè, è un&apos;informazione di dubbio interesse, ma adoro le parentesi), che credo sia molto fitting. E nemmeno per il testo. E&apos; fitting e basta. E poi mi piace il fatto che per Aphrodite si siano ispirati al modello del Pesci classico, anche se ho un fratello che, fortunatamente o meno, pur essendo pesci non gli assomiglia un tubo xD&lt;br /&gt;Comunque, via, basta, ecco la preview. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://pics.livejournal.com/coral_dana_rose/pic/000yt7hg/&quot;&gt;&lt;img width=&quot;320&quot; height=&quot;200&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://pics.livejournal.com/coral_dana_rose/pic/000yt7hg/s320x240&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://coraldanarose.deviantart.com/art/Sweet-Dreams-Aphrodite-94925879&quot;&gt;Sweet Dreams are made of this&lt;br /&gt;(-&amp;gt; DA)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda ferragosto... Buon ferragosto un tubo xD Cioè, probabilmente vi aspetterete che io ora parta in una lunghissima lamentela circa il numero impressionante di clienti sulla spiaggia, di cose da fare sotto il sole cocente fra una sangria e l&apos;altra, di caldo, di afa, di gavettoni. No. Oggi c&apos;era tipo mare a forza cinque, vento chiodato, pioggia a dirotto, temporale con tanto di fulmini pericolosamente vicini (il che non mi è di giovamento, essendo io sulla spiaggia ._.), eccetera eccetera.&lt;br /&gt;Si iniziò tranquillamente contemplando i fulmini sul mare e beandoci del fatto che fossimo sotto i piloni del ristorante, ove presumibilmente non si rischiava di morire fulminati. Certo, si crepava dal freddo, ma questa è un&apos;altra storia. Poi, comincia il climax ascendente della giornata (anticlimax, per quel che riguarda la mia voglia di fare): prima smontiamo la prima fila, ed è in questo frangente che la vostra eroina, con in mano due lettini che stava felicemente portando in cabina, viene travolta da un&apos;improvvisa zaffata di vento, e schiacciata tipo panino fra due lettini che hanno assunto la funzione di vele, sbatacchiandosi (con me attacata) ad un&apos;ombrellone. Dopo aver traumatizzato Anna con il sangue molto drammatico che mi usciva dal naso a seguito di questa supermossa, abbiamo finito di smontare la prima fila, e ci siamo ricomposti sotto i piloni. Il mare cresce ancora, e diventa chiaro che bisogna smontare TUTTA la spiaggia, che è alquanto enorme e noi siamo due donzelle. Frattanto, aumenta il temporale, i fulmini si avvicinano, la fogna antistante come sempre esplode. Di conseguenza, tutto lo smontamento è avvenuto fra il timore di restare carbonizzati e l&apos;immersione nel BOTTINO, che veniva un po&apos; portato dal vento, un po&apos; pioveva, un po&apos; stava per terra in forma di schiuma giallastra. Conclusa la giornata completamente fradicia, nonchè sudicia, come potete evincere facilmente, e inoltre la spiaggia domani andrà rimontata e ripulita tutta, che come minimo ci troviamo anche qualche cadavere e un paio di biciclette come al solito.&lt;br /&gt;Tra gli eventi della giornata...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anna (felice): &quot;Marghe, guarda!! UN ROSPO!!&quot;&lt;br /&gt;Io: &quot;DOVE!???? *___*&quot;&lt;br /&gt;Anna: &quot;E&apos; qui! E&apos; qui! E&apos;...&quot;&lt;br /&gt;(onda anomala travolge il rospo e Anna. Resteranno solo Anna e un lettino che finirà in mare, ma nessuna traccia del rospo)&lt;br /&gt;(silenzio luttuoso)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E inoltre il nostro amico Palle Vizze(tm)! &lt;br /&gt;Infatti per qualche arcano motivo un gruppo di ragazzi sotto gli occhi interrogativi miei e dell&apos;Hooligan si sono messi a scavare un&apos;enorme buca, sotto i piloni, al riparo dalla pioggia, e a riempirla d&apos;acqua. Perchè? Non si sa. Ma non è questo il punto! Infatti, dal momento che stavano tutti quanti piegati a novanta per scavare questa buca, è ovvio che uno di loro fosse nell&apos;angolazione perfetta per offrirci frontalmente il proprio posteriore (scus. il gioco di parole). Il problema è che questo simpatico eroe della pornografia, il quale indossava delle attilate mutandine gialle (già le mutandine si possono considerare a mala pena un costume maschile, ma GIALLO MOCCIO, scusate!), praticamente... come dire... *arroscisce con pudore*... cioè, diciamocelo, c&apos;aveva due palle che sembravano le borse della Coop. No, veramente. Abbiamo rischiato di morire nel tentativo di contenere le risate di fronte a cotanta penzolanza, tanto che abbiamo anche chiamato Anna per mostrarle questa incredibile mutazione. Dopodichè, il tizio è andato a prendere l&apos;acqua di mare con dei secchi (anche qui, perchè!?? ma vabbè), e nel tornare si è dunque girato davanti, e non abbiamo potuto fare a meno di notare che avesse un rigonfiamento imbarazzantemente ingrombrante anche sul davanti.&lt;br /&gt;Cioè, ma cioè xD&lt;br /&gt;D:&lt;br /&gt;O___O&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come avevo già detto non so chi abbia scritto questo post, per qualche motivo sto scrivendo in questo modo ridicolo. o__o chiudo qui, è meglio o__o</description>
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  <lj:mood>ma... esistono, palle così!?</lj:mood>
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  <pubDate>Thu, 14 Aug 2008 16:21:14 GMT</pubDate>
  <title>finitoh!</title>
  <link>http://coral-dana-rose.livejournal.com/94157.html</link>
  <description>Ce la feci! &amp;gt;_&amp;gt;&lt;br /&gt;Stavo lavorando a un disegno come regalo per il simpatico Stefano (che ormai lo nomino in ogni post, praticamente, un po&apos; come l&apos;Uliveri... ho il sospetto di avere un giro d&apos;amicizie piuttosto elitario xD) e la cosa mi sconvolgeva anzichenò perchè dovevo disegnare non uno (come credo d&apos;aver già detto) ma due personaggi maschili. E invece ce l&apos;ho fatta &amp;gt;_&amp;gt; Nonostante il mio profondo handicap, le armature d&apos;oro che se Iddio vuole ricoprono tutto mi hanno aiutato xD&lt;br /&gt;Alla fine mi sembra venuto accettabile, anche se ho dimenticato un monte di cose perchè il detto Stefano mi metteva furia &amp;gt;_&amp;gt; Per esempio, non ho fatto le perle del rosario grigie, non ho fatto la luna, non ho fatto insomma tutta una serie di cose che avrei voluto metterci, ma vabbè. Background music: le musichine dei cartoni. Credo che Lady Oscar possa aver influito nel disegnare Shaka u_u&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://pics.livejournal.com/coral_dana_rose/pic/000ysbsp/&quot;&gt;&lt;img width=&quot;90&quot; height=&quot;194&quot; border=&quot;0&quot; align=&quot;right&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://pics.livejournal.com/coral_dana_rose/pic/000ysbsp/s320x240&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://coraldanarose.deviantart.com/art/Arayashiki-94841970&quot;&gt;Arayashiki - another ninja redirect to DA&lt;/a&gt;</description>
  <comments>http://coral-dana-rose.livejournal.com/94157.html</comments>
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  <pubDate>Tue, 12 Aug 2008 12:44:56 GMT</pubDate>
  <title>danza della pioggia</title>
  <link>http://coral-dana-rose.livejournal.com/93769.html</link>
  <description>Aaaah... scirocco.&lt;br /&gt;Aaaah... nuvoleh.&lt;br /&gt;A parte che lo scirocco fa sudare come le bestie... oggi c&apos;era una simpatica combinazione di cielo nuvoloso e scirocco, e non c&apos;è assolutamente paragone con le giornate soleggiate; c&apos;era tantissima corrente e il mare sembrava tutto inclinato, di tanti colori diversi *tono sognante*. La spiaggia non era ingombra di bagnanti, e il vento la faceva tutta a dune (anche se immagino di aver mangiato tre chili di sabbia). *tonfa col tono sognante*&lt;br /&gt;NON c&apos;era il sole spaccapietre che anche quando sei all&apos;ombra ti ammazza perchè si riflette sulla sabbia e sull&apos;acqua.&lt;br /&gt;NON c&apos;era l&apos;aria ferma che causa soffocamenti a noi giovani lavoratori.&lt;br /&gt;E soprattutto le nuvole erano bellissime, tutte grigie e di varie forme (a parte che Anna ha individuato un &quot;Braccio di Ferro con la coda da fantasma&quot;, ma è uguale) ... speriamo che piova! &amp;gt;_&amp;gt; &lt;br /&gt;Mi dispiace per i bagnanti che quando hanno dei giorni liberi li usano per venire al mare, e poi magari non trovano il tempo come lo volevano loro... mi dispiace perchè so che è una rottura di cazzo, e che non ci sono solo i bagnanti diabolici di cui ho occasione di narrarvi ma anche quelli rifiniti (che infatti stanno sempre zitti e non rompono i coglioni) che poverini si guastano le ferie. &lt;br /&gt;Però, oh: se non fosse che con la fine dell&apos;estate ricomincia la scuola, direi che non vedo l&apos;ora che finisca &amp;gt;_&amp;gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;table style=&quot;width: 320px; border: 1px solid gray; font: normal 12px arial, verdana, sans-serif; background-color: white;&quot;&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan=&quot;2&quot; style=&quot;background: white; color: black; padding: 5px;&quot;&gt;&lt;b style=&quot;font: bold 20px &amp;#39;Times New Roman&amp;#39;, serif; display: block; margin-bottom: 8px;&quot;&gt;What gold saint are you?&lt;/b&gt; &lt;div style=&quot;font-size: 16px; margin-bottom: 4px;&quot;&gt;Your Result: &lt;b&gt;Aquarius Kamus&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;width: 200px; background: white; border: 1px solid black;&quot;&gt;&lt;div style=&quot;width: 76%; background: red; font-size: 8px; line-height: 8px;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style=&quot;margin: 10px; border: none; background: white; color: black;&quot;&gt;You are the golden saint of Aquarius. Strong, cool and collective, you are always aware of what must be done and when it must be done. Even at the expense of hurting your closest loved ones if it is beneficial for them in the end.&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;color: black; background: white; padding: 3px;&quot;&gt;Aiolia Leo&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: white; padding: 3px;&quot;&gt;&lt;div style=&quot;width: 100px; background: white; border: 1px solid black; margin-top: 4px;&quot;&gt;&lt;div style=&quot;width: 70%; background: red; font-size: 8px; line-height: 8px;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;color: black; background: white; padding: 3px;&quot;&gt;Aries Mu&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: white; padding: 3px;&quot;&gt;&lt;div style=&quot;width: 100px; background: white; border: 1px solid black; margin-top: 4px;&quot;&gt;&lt;div style=&quot;width: 59%; background: red; font-size: 8px; line-height: 8px;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;color: black; background: white; padding: 3px;&quot;&gt;Scorpio Milo&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: white; padding: 3px;&quot;&gt;&lt;div style=&quot;width: 100px; background: white; border: 1px solid black; margin-top: 4px;&quot;&gt;&lt;div style=&quot;width: 55%; background: red; font-size: 8px; line-height: 8px;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;color: black; background: white; padding: 3px;&quot;&gt;Libra Dohko&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: white; padding: 3px;&quot;&gt;&lt;div style=&quot;width: 100px; background: white; border: 1px solid black; margin-top: 4px;&quot;&gt;&lt;div style=&quot;width: 54%; background: red; font-size: 8px; line-height: 8px;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;color: black; background: white; padding: 3px;&quot;&gt;Gemini Saga&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: white; padding: 3px;&quot;&gt;&lt;div style=&quot;width: 100px; background: white; border: 1px solid black; margin-top: 4px;&quot;&gt;&lt;div style=&quot;width: 38%; background: red; font-size: 8px; line-height: 8px;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;color: black; background: white; padding: 3px;&quot;&gt;Capricorn Shura&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: white; padding: 3px;&quot;&gt;&lt;div style=&quot;width: 100px; background: white; border: 1px solid black; margin-top: 4px;&quot;&gt;&lt;div style=&quot;width: 35%; background: red; font-size: 8px; line-height: 8px;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;color: black; background: white; padding: 3px;&quot;&gt;Virgo Shaka&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: white; padding: 3px;&quot;&gt;&lt;div style=&quot;width: 100px; background: white; border: 1px solid black; margin-top: 4px;&quot;&gt;&lt;div style=&quot;width: 22%; background: red; font-size: 8px; line-height: 8px;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan=&quot;2&quot; style=&quot;text-align: center; padding: 8px;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.gotoquiz.com/what_gold_saint_are_you&quot;&gt;&lt;b&gt;What gold saint are you?&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;a href=&quot;http://www.gotoquiz.com/&quot;&gt;Create MySpace Quizzes&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;</description>
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