Questo post è corredato da immagini di platelminti che non assomigliano affatto a quello del post che segue, ma che fanno scena.E io che pensavo che le avventure a lavoro sarebbero terminate, oggi che è il mio penultimo giorno e che, come bagnino navigato, credevo di averle veggiute d'ogni sorta. No, non perderò altro tempo!
E' giunto il momento di ragguagliarvi circa il nostro nuovo amico, dalla vita ahimè troppo breve perchè potessimo conoscerci intimamente.
Mentre io e Anna placide stavamo facendoci i fatti nostri all'ombrellone del bagnino, ecco sopraggiungere una vecchia mummia.. cioè, una signora, con in mano una bottliglietta d'acqua Levissima (particolare irrinunciabile) vuota.
"Qualcuno sa cos'è questo coso?"

E dentro la bottiglietta, povera anima in pena, povero spirito libero costretto alla cattività, povero essere semplice catturato dalle insidie del mondo esterno.. lui. Il
platelminta.
Cala il silenzio.
Nessuno sa come identificare tale essere, a parte che come una specie di anellide molliccio nero-verdastro, apparentemente morto; si narra che fosse uscito dalla doccia pubblica. Finalmente, avendo concluso che si tratta di un platelminta (come la planaria di qualche altro post sotto il tag animali, o come il tenia, per dirne una.) scatta l'emozione di fronte a questo evento. Silenzio castigato perchè non si sapesse in giro che la doccia del Delfino rigurgita platelminti, ma al contempo eccitazione a mala pena contenibile di fronte al tenero invertebrato che era stato immediatamente appoggiato sul tavolo, umettato con cura e messo all'ombra affinchè riprendesse conoscenza.
Lì iniziava la sua discesa inesorabile.

Mentre ogni tanto il poverino alzava il capo, o la coda, o quello che era, un tale lo ha identificato come un
cappero, e lì qualsiasi cosa che avesse sollevato è crollata, offesa. Dopodichè l'immagine è stata ulteriormente perfezionata in cappero di mare/d'acqua dolce dinamico (poichè per essere un cappero continuava a guardarsi intorno come pochi capperi al mondo sono in grado di fare) alla menta (...), e nonostante tentassi di proteggerlo con tutte le mie forze, tutti tentavano di tramare alle sue spalle.

Gridando selvaggiamente "QUESTA E' LA SCIENZA!!!" Anna ha tentato prima di comprimerlo con un bastoncino, poi di vivisezionarlo per vedere se si rigenerava. E' stato proposto di fumarlo, e poi di mangiarlo con l'aperitivo... galeotto fu l'aperitivo! Infatti, il povero platelminta (che nel frattempo era stato chiamato Saga per far dispetto all'Azzimondi) ha terminato i suoi giorni schiacciato sotto il vassoio degli aperitivi dell'una, prima di essere oltretutto ricoperto, senza pietà alcuna, dal kiwito, e abbandonato al sole.
Un brindisi costipato al platelminta lo ha accompagnato nei cieli.
E ora non chiamate l'ambulanza, la guardia medica, l'esorcista, sto benissimo.